IL NUOVO ALBUM DEL BEPI COI COERTI DE LEF

L’anima di Geomusic è da sempre Gigi Bresciani che, forse non tutti lo sanno, è anche appassionato ricercatore della storia del territorio in cui vive, la val Gandino in val Seriana, sopra Bergamo. Tanti anni fa ha scritto un libro sui “Coertì” di Leffe (da cui è tratta la foto qui sopra), commercianti ambulanti che vendevano coperte, drappi e telerie per tutta Italia, decantandole con un’inimitabile scenografia.

Nel nuovo album del Bepi, famoso cantautore bergamasco, anch’egli appassionato di storia e storie, c’è proprio la canzone “E coertì da Léf”, scritta con la consulenza di Gigi e la presenza, nel “rosario” finale, di un altro collaboratore di Geomusic, l’amico Michele. Il disco sarà presentato anche a Leffe, il prossimo 2 dicembre, e successivamente a Casa Geomusic in acustica. Intanto,presenterà il 16 novembre l’album e il suo nuovo libro “Seconda appendice di Proud” al Teatro Gavazzeni di Seriate, alle ore 21.


A un solo anno e mezzo di distanza dai precedenti “Nöf” (in bergamasco) e “Da 10 me” (in italiano) il Bepi torna con un nuovo album!
13 nuove canzoni, nuovamente aperte a dir poco a ventaglio, equamente divise tra dialetto e lingua nazionale, con un pezzo in “duplice” versione.
Si passa, infatti, dalla ballad semi-acustica di “E coertì da Léf” all’industrial metal de “Gli opliti digitali”, dal pop di “Welcome” all’hard-rock di “Ol pedriöl”…
Come sempre anche i temi affrontati sono variegati, costantemente a cavallo tra leggerezza divertita (e divertente, si spera) e impegno, tra sperimentazione e cantautorato, con le solite provocazioni diventate con gli anni un marchio di fabbrica, insieme alle citazioni, a volte esplicite, a volte lasciate sottese.
Il disco, l’undicesimo di inediti in studio, è stato pressoché totalmente scritto e arrangiato da Tiziano Incani (il Bepi), coadiuvato in ogni fase della realizzazione dal pianista Alberto Sonzogni e “lavorato” da Francesco “James” Dini, spesso più un produttore artistico che un semplice fonico.
Tutt’attorno moltissimi Prismas di ieri e di oggi e un gruppo di amici musicisti sui quali spicca il nome del talentuoso chitarrista metal sardo Francesco Marras.
In un mondo che va rimpicciolendosi e uniformandosi qualcuno ancora crede nella marcia in più del local e sfida ancora apertamente le incontrovertibili leggi dello show-biz: “Fó chèl c’al ma par” (Faccio quello che mi pare) non è una cover di Rovazzi, ma la prima vera traccia del cd, quella che mette subito in chiaro le cose.