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GIGI BRESCIANI AI TIMETRACK STUDIOS

Gigi Bresciani è stato nei giorni scorsi a visitare i nuovi studi di Suonovivo del mitico Dario Ravelli “sound man con cui ho iniziato la mia attività e fatto i più importanti concerti nonché realizzato qualche Cd, ‘Dando Shaft-Live in Bergamo’ in primis.”

Un incontro dagli sviluppi futuri, perché, continua Gigi “Con lui avvierò un progetto per archiviazione e digitalizzazione delle tante registrazioni che ho e la realizzazione di alcuni album live, con il supporto del giornalista Ugo Bacci.”

Dario Ravelli, anima di Suonovivo (società impegnata sui due fronti, registrazioni in studio e sound per live concert), opera presso i Timetrack Studios di Azzano San Paolo, alle porte di Bergamo, e possiede un piccolo ma attrezzatissimo studio in casa propria sui colli di Sorisole, in Val Brembana. Ha un’intensa attività e collabora con artisti di diversa estrazione e importanza.
Lo staff di Timetrack si dedica principalmente alla produzione e promozione di realtà locali che testimoniano una scena vivissima.

L’azienda si chiama ora Suonovivo Recording Services.

 

Dario Ravelli sulla porta dei Timetrack Studios

Una delle sale dei Timetrack Studios

Soundman all’opera ai Timetrack Studios

Lo staff dei Timetrack Studios

Lo studio di Dario a Sorisole (Bg)

Dario Ravelli nel suo studio

 

 

// 27 febbraio 2019 // No Comments » // News

IL NUOVO LIBRO DI GIORGIO CORDINI

 

L’11 gennaio è uscito il libro di Giorgio Cordini “I MIEI OTTO ANNI CON FABRIZIO DE ANDRÉ”

Questa volta non è un nuovo concerto o uno spettacolo musicale o un nuovo CD, ma un libro: Giorgio Cordini, musicista che ha suonato per otto anni a fianco di Fabrizio De André, tra il 1991 e il 1998, si cimenta in un’attività che per lui è perlomeno insolita, rispetto a quella abituale di chitarrista. Ha rimesso in ordine i ricordi di quegli otto anni in cui è stato uno dei musicisti della band di Fabrizio De André, dando vita a
una raccolta di racconti e aneddoti che lo descrivono nel ruolo di collaboratore musicale di uno dei più grandi cantautori italiani.
E nel descriversi riesce a raccontare un Fabrizio De André a tratti inedito, dai comportamenti spesso inattesi, che a volte stupiscono e ci fanno sorridere e che ci danno l’ennesima conferma della sua grandezza di artista e di uomo.
Alfredo Franchini, scrittore, giornalista e amico di Fabrizio De André scrive: “In questo prezioso libro, quasi un diario redatto da chi è stato con lui in prima fila sul palco e a stretto contatto nella vita, Giorgio Cordini ci regala una manciata di perle, una testimonianza sul valore del De André musicista e soprattutto del De André uomo, capace di entrare in empatia con chiunque avesse di fronte”.
La data dell’uscita del libro coincide con il ventesimo anniversario della scomparsa di Fabrizio De André, una scelta questa che vuole sottolineare l’intensità del ricordo e dell’affetto che legano Giorgio Cordini al cantautore genovese e che il passare del tempo ha reso ancora più vivi.
Il libro è pubblicato da Fingerpicking.net e distribuito in tutte le librerie dalle Edizioni Curci. Inoltre si può trovare nei principali store on line sia in formato cartaceo che digitale.

 

Giorgio Cordini
Musicista, veneziano, ha abitato per molti anni in provincia di Brescia, ora risiede a Schilpario, in Val di Scalve. Ha suonato con Mauro Pagani in diverse formazioni e alla fine del ‘90 è entrato a far parte della band di Fabrizio De André, con cui è rimasto per otto anni.
Suona la chitarra, il bouzouki, il mandolino. Ha collaborato anche con Cristiano De André, Nada, Roberto Vecchioni, Massimo Ranieri, Eugenio Finardi, Claudio Lolli e molti altri cantanti della scena italiana. Ha fondato nel 2005, insieme a Ellade Bandini e Mario Arcari, il gruppo “Mille Anni Ancora”, che esegue il repertorio di Fabrizio De André.

// 7 febbraio 2019 // No Comments » // News

ROCK & ARTE CON EZIO GUAITAMACCHI

Primo libro ad approfondire in modo nuovo e accattivante tutti i rapporti tra il rock e le varie forme d’arte, il volume è diviso in otto sezioni: copertine, poster, artisti e designer, fotografia, oggettistica, cinema, moda. Oltre a un capitolo finale che esplora la parte creativa (più o meno conosciuta) di quelle rockstar che, negli anni, si sono cimentate con altre forme espressive.
Ogni sezione è raccontata attraverso storie e aneddoti, illustrata da immagini a colori e arricchita da box, citazioni e curiosità. Perché, come ha detto una volta Marilyn Manson: “L’arte non è mai una cosa unica.”
Da Andy Warhol ad Allen Ginsberg, dall’arte immaginifica dei Pink Floyd alla grafica psichedelica di San Francisco, dagli scatti di Jim Marshall al documentarismo di Martin Scorsese, ma anche dal taglio di capelli dei Beatles alla moda grunge, dalla copertina di Sgt. Pepper’s a quella di Abraxas, dai quadri di Joni Mitchell alle poesie di Jim Morrison, ROCK & ARTE racconta con passione, competenza e originalità tutto ciò che il rock ha trasformato in arte.

Con i contributi di Vincenzo Costantino “Cinaski”, Andy Fluon, Matteo Guarnaccia, Guido Harari, Marco Lodola, Carlo Montana.
Ezio Guaitamacchi Decano del giornalismo musicale in Italia, è autore e conduttore radio/tv, scrittore, musicista, docente e performer. In campo editoriale vanta due riviste specializzate, la direzione di varie collane di libri e, come autore, una ventina di titoli sulla storia del rock.

Leonardo Follieri Responsabile di redazione di JAM TV, è laureato in Giurisprudenza e diplomato al Master in Giornalismo e Critica Musicale del CPM. Da sempre attento al lato estetico del rock, ha approfondito la storia di poster, copertine, moda e oggettistica.

Giulio Crotti Appassionato di cinema, letteratura, fotografia e arte, è laureato in Lettere Moderne e diplomato al Master in Giornalismo e Critica Musicale del CPM. Questo è il suo primo libro.

 

// 21 gennaio 2019 // No Comments » // News

50 ANNI DI STRAWBS

La leggenda del rock britannico festeggia il mezzo secolo di attività con tre giornate di eventi con esclusive performance musicali che vedranno sul palco l’attuale formazione, ospiti speciali, e molti degli artisti che negli anni hanno contribuito al suono della band nella sua storia di cinque decadi.
L’evento avrà luogo allo Strand Theater in Lakewood, New Jersey, dal 26 al 28 aprile 2019, e vedrà in prima linea il fondatore David Cousins coi suoi attuali compagni: Chas Cronk, Dave Lambert, Tony Fernandez e, ultimo ma non ultimo, Dave Bainbridge.

“In quei primi giorni nei folk club con gli Strawberry Hill Boys e Sandy Denny, chi avrebbe mai immaginato che avremmo potuto organizzare un evento come questo tanti anni dopo?” si chiede Cousins, e continua: “Mi aspetto non solo uno straordinario weekend di musica e memorie, ma di suonare ancora con molti dei musicisti che hanno contribuito al suono del gruppo e alla sua longevità. E vorrei anche dare vita a un po’ di storia degli Strawbs. Aspettatevi delle belle sorprese!”

Geomusic, che rappresenta gli Strawbs in Italia, augura Dave & Co. ancora tanti anni in giro per il mondo con la loro buona musica!

www.strawbs50.com

// 17 gennaio 2019 // No Comments » // News

ADIEU A MARCEL AZZOLA

 

 

Lunedì 21 gennaio 2019, all’età di novantun anni è morto il grande fisarmonicista Marcel Azzola. Famoso in tutto il mondo per le tante registrazioni e tournée, era nato a Pradalunga, in provincia di Bergamo, ed era tornato nella sua terra, con la pianista e fedele collaboratrice Lina Bossati per un concerto “tutto esaurito” per Capodanno 2013, al Teatro Sociale di Bergamo Alta organizzato dalla Provincia con la direzione artistica di Geomusic, aperto da Riccardo Tesi con cui poi suonerà qualche brano insieme.

Marcel Azzola è considerato un mito della fisarmonica. Risiedeva a Parigi dove, nonostante la non più giovane età, continuava un’intensa attività concertistica, che ne alimentava la grande fama.

La sua famiglia è originaria della Bergamasca. Suo padre Giuseppe faceva il muratore e dirigeva, la domenica, un’orchestra composta da una ventina di mandolini. Dopo la fine della prima guerra mondiale, il padre prende il treno per la Francia per sfuggire alle camicie nere mussoliniane. Sei mesi più tardi arriverà poi anche la moglie Angelina, con cui si stabilisce in rue des Amandiers, a Ménilmontant. Giuseppe conosce Joseph Colombo e fa amicizia col padre di Joe Rossi il cui figlio suona la fisarmonica. In effetti, all’epoca erano in molti a cimentarsi con lo strumento, il sabato sera nei café o per guadagnarsi la vita.

Dopo aver cominciato a studiare violino in compagnia delle due sorelle maggiori, Marcel inizia a studiare la fisarmonica con gli insegnamenti del suo «primo vero professore», Attilio Bonhommi. Vince il suo primo concorso a Suresnes nel 1938, davanti a una giuria composta dai quattro moschettieri Médard Ferrero, V. Marceau, Louis Peguri e Adolphe Deprince. Da notare l’incontro con la grande Fréhel a Pantin al cinema Central dove interpreta le czardas di Monti guadagnandosi un servizio di bicchieri da liquore come primo premio.

In tempo di guerra prende lezioni da Médard Ferrero che lo introduce alla musica classica: Rossini, Albeniz, Bach, Beethoven, Debussy e così via… nel giro di due lezioni, è già in grado di suonare nell’orchestra dilettantesca delle Aveugles de Pantin, eseguendo in particolare un’aria dei Contes d’Hoffmann di Offenbach molto apprezzata dal pubblico.

Finita la guerra, scopre il jazz con Gus Viseur, Charley Bazin, Tony Murena e si permette di suonare per Django Reinhardt la Toccata e fuga in re minore di Bach. Precursore della fisarmonica classica e del jazz in Francia, da’ concerti in trio o in quartetto insieme a Stéphane Grappelli, che gli farà incontrare Yehudi Menuhin, Didier Lockwood, Michel Legrand e Toots Thielemans.

Nel 1947 rappresenta la Francia a Losanna per la coppa mondiale, dove arriva in finale, e ottiene, tre mesi più tardi, il primo premio al concorso internazionale di Stradella in Italia. Nel 1949 realizza la sua prima registrazione con Mademoiselle de Paris. Nel 1954 ottiene il Grand Prix du disque dell’Accademia Charles-Cros per Surprise Party au Mirliton.

Negli anni Cinquanta accompagna i grandi nomi della canzone francese quali Boris Vian, Edith Piaf, Tino Rossi, Yves MontandBarbaraJuliette Gréco, Jean Sablon, Francis Lemarque, Gilbert Bécaud e Jacques Brel (e il suo famoso «Chauffe, Marcel!»). Sarà pure alla testa di un complesso da ballo composto da Didi Duprat alla chitarra, Pascal Groffe al basso e Jacques Irsa alla batteria, con cui farà numerose tournée. Nel 1976, Marcel Mouloudji e Marcel Azzola pubblicano l’antologia della chanson musette: Et ça tournait. Agli inizi degli anni Sessanta, si aggiunge al gruppo Lina Bossati, cantante cresciuta da Yves Nat e Alfred Cortot, che suona pure piano e violino. Marcel la ingaggia col marito, Denis Tuveri. Intanto, Azzola continua a suonare in trio con Patrice Caratini e Marc Fosset.

Azzola ha registrato un centinaio di musiche da film tra cui quelle di Mon Oncle, Trafic e Playtime di Jacques Tati; Il Giudice e l’Assassino di Bertrand Tavernier; Vincent, Francois, Paul et les autres di Claude Sautet; L’Emmerdeur di Edouard Molinaro; Gli Uni e gli Altri di Claude Lelouch; La Zizzania con Louis de Funes; La Vedova Couderc con Simone Signoret.

Ha poi partecipato a grandi manifestazioni sportive come il Tour de France (tre volte) e la Sei Giorni di Parigi.

A Villefranche-sur-Saone conosce Claude (il figlio di Ernano Cavagnolo), che gli costruisce la sua prima Vedette 5 Compact, ed è vicino al negozio in rue du Faubourg-Saint-Martin che si insedia la scuola di musica “Accademia dei quattro”.

Si da’ da fare con André Astier, Joss Baselli, Joe Rossi, Myriam Bonnin, Christiane e Max Bonnay affinché la fisarmonica possa entrare al Conservatorio nazionale superiore di musica e di ballo di Parigi.

Ha ricevuto numerosi premi, tra cui una vittoria della Musique d’Honneur nel 2006. Marcel Azzola è stato fino all’ultimo, e rimarrà per sempre, uno dei musicisti più rispettati nel mondo. Ha partecipato allo sviluppo dell’insegnamento della fisarmonica, in particolare alla Scuola Nazionale di Musica e Ballo della Chevreuse a Orsay, fondata e diretta dal pianista francese Pierre Yves Le Roux.

Nominato Cavaliere, è stato poi elevato al rango di Commendatore delle Arti e delle Lettere dal ministro della cultura francese nel luglio del 2007 per la sua carriera e il riconoscimento internazionale.

Gigi Bresciani, che ha avuto modo di conoscerlo e di apprezzarne le qualità, non solo musicali ma anche umane, ne ricorda la preziosa disponibilità e la profonda umanità.


www.marcelazzola.com

 

Le foto di Mario Rota

www.mariorota.com
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Le foto di Giovanni Brembilla

// 17 gennaio 2019 // No Comments » // News

4O ANNI DI MUSICA NEL DOCUFILM DI LINEATRAD

Loris Bohm, direttore di Lineatrad Television e appassionati di folk di lungo corso, è venuto a farci visita a Gandino. Dopo un giretto in paese e qualche scatto preparatorio, con le riprese di Annamaria Parodi Sessarego, ha intervistato Gigi Bresciani che ha raccontato quarant’anni di musica dai primi passi alle varie incarnazioni dell’agenzia musicale orobica che tanto ha fatto per la cultura musicale in Italia e all’estero.

Grazie a Loris, per l’attenzione e per il video che vi proponiamo:

// 15 gennaio 2019 // No Comments » // News

BUON NATALE E FELICE ANNO NUOVO

Geomusic augura buone feste a tutti gli amici: i musicisti che hanno suonato per noi e gli amici che ci hanno seguito con passione. Auguri a tutti voi e ai vostri cari!

// 18 dicembre 2018 // No Comments » // News

HERCZKU AGNES e NIKOLA PAROV

Nikola Parov, musicista bulgaro residente a Budapest, è sicuramente tra i più importanti e famosi di Bulgaria e Est Europeo.
Specializzato nella musica tradizionale balcanica e dell’est Europa, ama da sempre sperimentare con fusion e crossover tra sonorità jazz, classiche e etniche.
Proprio in qualità di figura chiave della world music, l’impegno di Nikola Parov negli studi musicali e culturali è stato riconosciuto dalla fondazione
George Soros e dall’Accademia delle Scienze di Budapest. Col loro sostegno, Nikola ha passato molti anni ricercando con meticolosità e documentando la storia, la cultura e gli strumenti delle musiche balcaniche ed esteuropee.

Musiche in cui combina i differenti stili che sfociano in un unico “Nikola Parov sound”, divenuto ormai il marchio di fabbrica della sua lunga carriera, nei tanti tour in giro per il mondo, in proprio con la Nikola Parov Band e con la cantante folk ungherese Herczku Agnes.

Herczku Agnes è la più nota cantante in ambito etnico oggi in Ungheria. Talentuosa e dotata dell’incredibile abilità di interpretare canzoni tradizionali in differenti stili musicali, si è fatta conoscere negli ultimi vent’anni anche nella musica classica contemporanea. Sia come solista che nella band di Nikola Parov, ha inciso molti album insieme a Nikola. Nel suo ultimo “Live at Womex Budapest” – prodotto dallo stesso Parov – canta una serie delle più belle canzoni del folk dell’est Europa, arrangiate da Nikola alla sua particolarissima maniera.

Disponibili per eventi e concerti. info@geomusic.it Tel. 348 4466307

// 1 dicembre 2018 // No Comments » // News

DEGUSTAZIONI MUSICALI A CASA GEOMUSIC

L’amico PAOLO MAZZUCCHELLI si è specializzato nel raccontarci la storia della musica rock (e non solo naturalmente, ma in tutte le sue declinazioni…) attraverso le sue Degustazioni Musicali a base di copertine di dischi.

 

Domenica 13 gennaio 2019 alle ore 17
a Casa Geomusic
in via Provinciale, 24 a Gandino (Bg)
“I VESTITI DELLA MUSICA Speciale DE ANDRE” ospite GIORGIO CORDINI
che presenterà il nuovo libro
sui suoi anni passati con de Andrè ed eseguirà alcuni brani del cantautore genovese
A seguire Degustazione di prodotti gastronomici valgandinesi
a base di mais spinato accompagnati da buon vino

 

Paolo Mazzucchelli, porta da anni in giro per l’Italia I vestiti della musica, spettacolo dedicato alle copertine dei vinili, in cui ne racconta grafiche, storie e… segreti. Un lavoro che è stato anche pubblicato in due coloratissime edizioni librarie, la prima autoprodotta e la seconda per i tipi di Stampa Alternativa.
Per l’occasione, Paolo punta l’obiettivo su Fabrizio De Andrè: l’opera del cantautore genovese viene analizzata dal punto di vista grafico, con un’affascinante quanto insolita analisi delle copertine dei suoi dischi più famosi, raccontate e contestualizzate nell’ambito della più generale nascita ed evoluzione della grafica applicata alla musica “pop”.

 

 

L’11 gennaio esce il libro di Giorgio Cordini
“I MIEI OTTO ANNI CON FABRIZIO DE ANDRÉ”
che l’autore presenterà a Casa Geomusic
il pomeriggio di domenica 13 gennaio

 

 

Questa volta non è un nuovo concerto o uno spettacolo musicale o un nuovo CD, ma un libro: Giorgio Cordini, musicista che ha suonato per otto anni a fianco di Fabrizio De André, tra il 1991 e il 1998, si cimenta in un’attività che per lui è perlomeno insolita, rispetto a quella abituale di chitarrista. Ha rimesso in ordine i ricordi di quegli otto anni in cui è stato uno dei musicisti della band di Fabrizio De André, dando vita a una raccolta di racconti e aneddoti che lo descrivono nel ruolo di collaboratore musicale di uno dei più grandi cantautori italiani.E nel descriversi riesce a raccontare un Fabrizio De André a tratti inedito, dai comportamenti spesso inattesi, che a volte stupiscono e ci fanno sorridere e che ci danno l’ennesima conferma della sua grandezza di artista e di uomo.Alfredo Franchini, scrittore, giornalista e amico di Fabrizio De André scrive: “In questo prezioso libro, quasi un diario redatto da chi è stato con lui in prima fila sul palco e a stretto contatto nella vita, Giorgio Cordini ci regala una manciata di perle, una testimonianza sul valore del De André musicista e soprattutto del De André uomo, capace di entrare in empatia con chiunque avesse di fronte”.
La data dell’uscita del libro coincide con il ventes imo anniversario della scomparsa di Fabrizio De André, una scelta questa che vuole sottolineare l’intensità del ricordo e dell’affetto che legano Giorgio Cordini al cantautore genovese e che il passare del tempo ha reso ancora più vivi.
Il libro è pubblicato da Fingerpicking.net e distribuito in tutte le librerie dalle Edizioni Curci. Inoltre si può trovare nei principali store on line sia in formato cartaceo che digitale.
Giorgio Cordini
Musicista, veneziano, ha abitato per molti anni in provincia di Brescia, ora risiede a Schilpario, in Val di Scalve. Ha suonato con Mauro Pagani in diverse formazioni e alla fine del ‘90 è entrato a far parte della band di Fabrizio De André, con cui è rimasto per otto anni.Suona la chitarra, il bouzouki, il mandolino. Ha collaborato anche con Cristiano De André, Nada, Roberto Vecchioni, Massimo Ranieri, Eugenio Finardi, Claudio Lolli e molti altri cantanti della scena italiana. Ha fondato nel 2005, insieme a Ellade Bandini e Mario Arcari, il gruppo “Mille Anni Ancora”, che esegue il repertorio di Fabrizio De André

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Evento privato, solo su prenotazione allo 348 4466307  o info@geomusic.it – Contributo organizzativo di 10 euro.  

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Casa Geomusic è a Gandino, in via Provinciale 24.

// 29 novembre 2018 // No Comments » // News

LA BUONA NOVELLA CON GIORGIO CORDINI

14 dicembre a ROMANO DI LOMBARDIA (Bg) nella Chiesa dei Cappuccini (via Frà Falgario 7), alle ore 21
concerto di Giorgio Cordini e la Piccola Orchestra Apocrifa
con la Buona Novella di De Andrè. Ingresso libero.

Si tratta di una rivisitazione per quartetto d’archi, chitarra, bouzouki, percussioni, voce e cori del famoso concept album di Fabrizio De André. A scrivere gli arrangiamenti e a curare la produzione artistica del concerto è Giorgio Cordini. La sequenza dei brani proposti dalla “Piccola Orchestra Apocrifa” rispecchia fedelmente quella dell’album di Fabrizio con la sola aggiunta finale della canzone “Si chiamava Gesù” che, nonostante sia stata composta in precedenza, ben si collega come tema e ambientazione musicale alla Buona Novella.

Nella seconda parte del concerto vengono eseguite alcune tra le canzoni più conosciute (Il Pescatore, Volta la carta, La guerra di Piero) ed alcune “perle” raramente eseguite in pubblico e particolarmente adatte all’organico della Piccola Orchestra Apocrifa (Preghiera in Gennaio, La Collina).
Quasi due ore di musica, che offrono uno spaccato della produzione di Fabrizio De André di grande impatto emozionale, sia per l’argomento della Buona Novella, sia per le sonorità intimistiche e suggestive, che avvolgono lo spettatore accompagnandolo nella riscoperta della liricità e profondità dei testi.

Gli arrangiamenti, pur prevedendo alcune variazioni e brevi intermezzi di collegamento delle canzoni tra loro, sono stati realizzati con il massimo rispetto per la stesura originale. E’ stata effettuata una ricerca di sonorità più moderne mediante l’accostamento alla formazione classica del quartetto d’archi di strumenti etnici come il bouzouki e l’hang e la voce solista evoca per espressività e profondità quella di Fabrizio De André.

La Piccola Orchestra Apocrifa (apocrifi sono i Vangeli a cui si ispira La Buona Novella) è formata da Giorgio Cordini alla chitarra e al bouzouki, Stefano Zeni al violino, Elena Laffranchi alla viola,  Daniela Savoldi al violoncello, Enzo Santoro al flauto, Gaspare Bonafede alle percussioni, Alessandro Adami alla voce e Denise Pisoni, Maria Cordini e Maria Alberti per i cori.

// 29 novembre 2018 // No Comments » // News

I MONACI TIBETANI DEL MONASTERO SERA JHE

Tour della compassione e della compassione
Disponibili dal 16 Novembre al 15 Dicembre 2018
Tel. 348 4466307 – www.geomusic.it
pagina facebook Geomusic il suono della terra

L’eredità del Tibet appartiene al mondo – L’arte delle danze nella spiritualità buddhista
Con grande gioia annunciamo l’arrivo di un gruppo di monaci tibetani che nell’ambito di una tournée europea realizzeranno uno spettacolo di antichi suoni, canti e danze della loro tradizione. Sarà l’occasione per scoprire da vicino il fascino e la dimensione spirituale di una cultura lontana che ha saputo attrarre l’interesse e la simpatia del mondo occidentale, grazie alla sua autenticità ed energia. L’evento ha riscosso grandissimo successo nel corso dei precedenti tour, organizzate da Geomusic in collaborazione con l’Istituto Studi di Buddhismo Tibetano Ghe Pel Ling di Milano.

Lo spettacolo sarà realizzato da sette monaci provenienti dal Monastero di Sera Jhe, uno dei grandi Monasteri ricostruiti da Sua Santità il Dalai Lama nel Sud dell’India dopo la fuga dal Tibet. I monaci sono attualmente impegnati nel progetto dell’Istituto Ngari, Institute of Buddhist Dialectics, un’organizzazione non governativa (Ong) che aiuta bambini e anziani in situazioni di fragilità e che ha come obiettivo la conservazione della cultura buddista tibetana nella regione himalayana.

Scopo del tour è di raccogliere fondi per sostenere una scuola con ostello per le bambine e i bambini orfani e provenienti da famiglie molto povere del Ladak.

IL PROGETTO
L’Istituto Ngari è stato fondato nel 1979 da alcuni monaci del monastero di Sera Jhe, originari del Ladak.  Nel 2008 l’Istituto aveva iniziato a realizzare una scuola con ostello per bambine e bambini, orfani o molto poveri, e fino ad oggi è stato in grado di completare le camere per i bambini e i monaci, la biblioteca, l’edificio delle classi primarie, una foresteria e una piccola piantagione di alberi da frutta. Grazie a questo progetto i bambini hanno la possibilità di ricevere un’educazione moderna, oltre alla conoscenza della propria tradizione e del buddhismo tibetano. Questo progetto è stato approvato nel 2008 dall’Ufficio di Sua Santità il XIV Dalai Lama, che nel 2016 ha inaugurato personalmente la scuola. Ora studiano e vivono nella scuola 60 piccoli studenti. I bambini frequentano anche le scuole pubbliche, delle cui rette si fa carico l’Istituto, garantendo loro anche vitto, alloggio, libri e indumenti, trasporto e accesso alle cure mediche. Inoltre l’Istituto offre ai bambini un servizio di doposcuola e insegnamenti sulla cultura buddhista. L’obiettivo dichiarato dalla scuola e dai monaci è di aiutare questi bambini a diventare persone positive oltre che istruite.

GHE PEL LING, ISTITUTO STUDI DI BUDDHISMO TIBETANO
Il Ghe Pel Ling Istituto Studi di Buddhismo Tibetano di Milano è stato fondato nel 1978. E’ associato all’Ubi (Unione Buddhista Italiana). Promuove lo studio e la pratica degli insegnamenti buddhisti, attraverso l’educazione e la trasformazione della mente. L’attività continuativa prevede corsi, seminari, dibattiti, conferenze, ritiri spirituali e cerimonie. Guida spirituale del Centro è S.S. il Dalai Lama.
Fra gli scopi del Ghe Pel Ling, in accordo alla tradizione altruista Mahayana, vi sono anche progetti di solidarietà, il cui scopo è di portare aiuto concreto a persone e popolazioni bisognose. Rientrano in questo aspetto, ad esempio, l’organizzazione, in questi ultimi anni, dei tour di danze dei monaci di Sera Jhe e Drepung, con lo scopo di raccogliere fondi a favore dei monasteri.

LO SPETTACOLO
L’eredità del Tibet appartiene al mondo – L’arte delle danze nella spiritualità buddhista è un colorato mosaico. Adorni di vivaci e sontuosi costumi, maschere e cappelli, i monaci propongono un suggestivo spaccato della cultura e delle tradizioni tibetane.
Con l’accompagnamento dal vivo di tamburi, campane, cembali chitarre e trombe alternano canti e danze le cui origini affondano in un passato lontanissimo e che sono da sempre soprattutto un mezzo prezioso per trasmettere l’insegnamento del Buddha.
Modulando la voce, trovano profondità gutturali uniche, e recitano i “mantra” rituali che parlano di pace, amore, felicità. Le coreografie narrano antiche leggende ed eventi storici, oppure raccontano la vita di animali reali e mitologici. La gestualità è semplice e ieratica al tempo stesso: dietro ad ogni movimento, anche il più semplice, si intuisce un significato simbolico.
I canti tantrici, che favoriscono la calma mentale, riducendo le inquietudini interiori si alternano alle preghiere rivolte ai protettori del Dharma affinché allontanino le negatività. I canti per la consacrazione delle offerte sono seguiti da liturgie diverse che, per il profondo contenuto dei loro testi, inducono al rispetto per tutti gli esseri.
Spettacolo e spiritualità si mescolano senza soluzione di continuità, coinvolgendo e affascinando. E’ come un tuffo in un mondo misterioso, che si apre improvvisamente per svelarsi allo spettatore, infondendo un messaggio di pace a tutti gli essere viventi.
Le danze sono precedute da una preghiera per benedire il luogo in cui sono realizzate, invocando le energie positive presenti nell’universo per creare un ambiente favorevole sia ai danzatori che al pubblico.

1-LA DANZA DI MAHAKALA
In questa danza sono rappresentati yogi tantrici che indossano spaventosi abiti scuri per realizzare, attraverso la forza di rituali e meditazioni, l’eliminazione di tutte le forze del male. Nella danza vengono evocate le forze negative esterne ed interne che verranno poi distrutte nella dimensione di vuoto dell’esistenza intrinseca di tutte le cose. L’ambiente esterno e gli esseri che lo abitano saranno così purificati da qualsiasi influenza dannosa.
2- LA DANZA DEGLI SCHELETRI
Questa danza simboleggia la transitorietà di tutti i fenomeni, insieme al ciclo continuo della morte e della rinascita. La danza è eseguita da coppie di monaci che rappresentano così l’elemento femminile e quello maschile necessari alla creazione della vita. In tibetano i danzatori sono anche chiamati Cita Pati e simboleggiano la manifestazione della divinità Mahakala. Entrambi hanno un terzo occhio in fronte, simbolo della realizzazione della saggezza. I monaci indossano maschere a forma di teschi umani e un costume a forma di scheletro con una gonna colorata.
3- LA DANZA DEL CERVO
Questa danza è molto popolare perché la divinità con la testa di cervo è un potentissimo protettore e simboleggia la distruzione dell’ego, una delle realizzazioni fondamentali del buddismo. Il monaco danzatore indossa una maschera con una testa di cervo dorato a tre occhi. Il terzo occhio simboleggia la conoscenza nei tre tempi, passato, presente e futuro. L’abito di colore rosso è molto ampio e con larghe maniche, ricamato con motivi di animali in oro e argento. La divinità tiene in mano un coltello simbolo della saggezza.
4. LA DANZA DEL CAPPELLO NERO
In questa danza è rappresentata la manifestazione di Palden Lhamo, divinità protettrice femminile. La storia narra che in Tibet, durante un’era in cui il buddhismo era fortemente osteggiato da forze nemiche, lo yoghi Pelgay Dorjee sconfisse i demoni del male, riportando al suo splendore la dottrina buddhista e la pace nel Paese delle Nevi.

Durante l’intervallo i monaci offriranno il thè ai partecipanti.

// 20 novembre 2018 // No Comments » // News

IL NUOVO ALBUM DEL BEPI COI COERTI DE LEF

L’anima di Geomusic è da sempre Gigi Bresciani che, forse non tutti lo sanno, è anche appassionato ricercatore della storia del territorio in cui vive, la val Gandino in val Seriana, sopra Bergamo. Tanti anni fa ha scritto un libro sui “Coertì” di Leffe (da cui è tratta la foto qui sopra), commercianti ambulanti che vendevano coperte, drappi e telerie per tutta Italia, decantandole con un’inimitabile scenografia.

Nel nuovo album del Bepi, famoso cantautore bergamasco, anch’egli appassionato di storia e storie, c’è proprio la canzone “E coertì da Léf”, scritta con la consulenza di Gigi e la presenza, nel “rosario” finale, di un altro collaboratore di Geomusic, l’amico Michele. Il disco sarà presentato anche a Leffe, il prossimo 2 dicembre, e successivamente a Casa Geomusic in acustica. Intanto,presenterà il 16 novembre l’album e il suo nuovo libro “Seconda appendice di Proud” al Teatro Gavazzeni di Seriate, alle ore 21.


A un solo anno e mezzo di distanza dai precedenti “Nöf” (in bergamasco) e “Da 10 me” (in italiano) il Bepi torna con un nuovo album!
13 nuove canzoni, nuovamente aperte a dir poco a ventaglio, equamente divise tra dialetto e lingua nazionale, con un pezzo in “duplice” versione.
Si passa, infatti, dalla ballad semi-acustica di “E coertì da Léf” all’industrial metal de “Gli opliti digitali”, dal pop di “Welcome” all’hard-rock di “Ol pedriöl”…
Come sempre anche i temi affrontati sono variegati, costantemente a cavallo tra leggerezza divertita (e divertente, si spera) e impegno, tra sperimentazione e cantautorato, con le solite provocazioni diventate con gli anni un marchio di fabbrica, insieme alle citazioni, a volte esplicite, a volte lasciate sottese.
Il disco, l’undicesimo di inediti in studio, è stato pressoché totalmente scritto e arrangiato da Tiziano Incani (il Bepi), coadiuvato in ogni fase della realizzazione dal pianista Alberto Sonzogni e “lavorato” da Francesco “James” Dini, spesso più un produttore artistico che un semplice fonico.
Tutt’attorno moltissimi Prismas di ieri e di oggi e un gruppo di amici musicisti sui quali spicca il nome del talentuoso chitarrista metal sardo Francesco Marras.
In un mondo che va rimpicciolendosi e uniformandosi qualcuno ancora crede nella marcia in più del local e sfida ancora apertamente le incontrovertibili leggi dello show-biz: “Fó chèl c’al ma par” (Faccio quello che mi pare) non è una cover di Rovazzi, ma la prima vera traccia del cd, quella che mette subito in chiaro le cose.

// 15 novembre 2018 // No Comments » // News

IL NUOVO ALBUM DEI CUIG

Dopo il successo, di critica e pubblico, del primo album New Landscapes, a novembre 2018 esce l’attesa seconda prova degli irlandesi Cuig: The Theory of Chaos, che conferma l’alta caratura energetica, la qualità delle voci e la creatività degli arrangiamenti per questo lanciatissimo quintetto.

Formazione:
MICEAL MULLEN – banjo, mandolino
RONAN STEWART – violino, uilleann Pipes
CATHAL MURPHY – percussioni
EOIN MURPHY – organetto
RUAIRI STEWART – chitarra

Discografia:
Cuig, ep
New Landscapes, 2015
The Theory of Chaos, 2018

 

Disponibili per eventi e concerti. info@geomusic.it Tel. 348 4466307

// 15 novembre 2018 // No Comments » // News

JIMMY PAGE & ROBERT PLANT il libro

JIMMY PAGE & ROBERT PLANT

Ancora oggi, a cinquant’anni dalla fondazione, ogni notizia riguardante i Led Zeppelin è in grado di catalizzare l’attenzione degli amanti del rock più di qualsiasi altra. Quasi come se la band fondata da Jimmy Page si fosse sciolta solo dopo il leggendario concerto del dicembre 2007 all’O2 Arena di Londra e non nel lontano 1980. Nonostante sia chiaro a tutti che la loro forza dirompente dipendesse dal contributo di ognuno dei quattro elementi che la componevano, nell’immaginario comune i meriti maggiori vanno invece divisi tra i due maggiori compositori della band. Le dinamiche del rapporto tra Jimmy Page e Robert Plant assomigliano terribilmente a quelle di altre celeberrime coppie compositive che hanno fatto grande la storia del rock. Come Lennon e McCartney, Mick Jagger e Keith Richards o Roger Waters e David Gilmour, anche Page e Plant, per lungo tempo hanno vissuto quasi in simbiosi, ognuno spingendo l’altro a superare i propri limiti e giungendo spesso a scontri molto accesi. In particolare, quando le cose hanno iniziato a non funzionare più come agli esordi. Non a caso, per rispondere alle continue domande circa il suo rapporto con Plant, Page ha spesso parlato di un vero e proprio matrimonio. Forse perché, se dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna, dietro a un grande chitarrista deve per forza esserci un grande cantante.

 

Luca Garrò Giornalista con esperienza più che decennale e storico della musica, ancor prima che critico musicale, Luca Garrò scrive o ha scritto per alcune delle riviste musicali più note del nostro paese, da “Rolling Stone” a “Jam”, passando per “Rockstar”, “Rocksound”, “Onstage” e “Classic Rock”, oltre ad essere uno dei fondatori del magazine online Outune.net. Appassionato di rock classico fin dall’infanzia, ha scritto centinaia di articoli sugli argomenti più disparati, molti dei quali legati al rock inglese, forse il principale motore della sua passione. Già autore di David Bowie (Hoepli. 2017) e Freddie Mercury (Hoepli, 2016) ha dato un contributo alla Storia del Rock (Hoepli, 2014) di Ezio Guaitamacchi e ai volumi Jimi Hendrix (Hoepli, 2015) e Jim Morrison (Hoepli, 2016). Per cinque anni è stato inoltre tra i curatori del Dizionario del Pop Rock edito da Zanichelli.

// 15 novembre 2018 // No Comments » // News

MEZZO SECOLO DI 68 IN MOSTRA A POGNANO

MEZZO SECOLO DI ’68
L’anno che ha segnato la storia: un viaggio tra musica, Beatles e società
A Pognano (Bg) la mostra fotografica dal 4 al 18 novembre

“Mezzo secolo di ‘68” il titolo della mostra aperta a Pognano, piccolo borgo agricolo della Bassa Bergamasca, dal 4 al 18 novembre nella storica e centrale chiesa dell’Immacolata.

Organizzata dalla Parrocchia insieme a Geomusic, nella ventina o poco più di tavole esposte, invita a ripercorrere le tappe più importanti di un anno, il “mitico” 1968, in cui sono successe davvero tante cose, che lasceranno il segno negli anni a venire.

Un anno di profondi sconvolgimenti, sia sul piano politico che su quello sociale, di costume, ma anche di musica, con la nascita di sonorità che, lasciate le secche del primitivo rock’n’roll entravano nell’età adulta approfondendo i testi e aumentando in maniera esplosiva il tasso di creatività: dalle note alle copertine dei dischi, dai festival pop ai light show.

Un calendario di eventi che vanno dal festival pop di Monterey all’assassinio di Martin Luther King, dal Vietnam alle contestazioni studentesche, dai Beatles al terremoto in Sicilia, dalle contestazioni antimilitariste al Magical Mistery Tour di quei Beatles che forse maggiormente hanno contribuito a cambiare profondamente gli stili di vita giovanili.

Due sono gli eventi che completano il cartellone di questa kermesse:

–    sabato 3 novembre, nella chiesa parrocchiale, alle ore 18, concerto pianistico con Paolo Ognis

–    domenica 18 novembre, alle ore 18, nella chiesa dell’Immacolata, serata/incontro con Enzo Gentile, che parlerà dei sogni di allora e di quel che ne resta oggi (a seguire apericena)

Enzo Gentile (Milano, 1955), giornalista e storico musicale, docente universitario, ha scritto per oltre cento tra quotidiani e riviste. Ha pubblicato una quindicina di libri, curato mostre, condotto programmi radio-televisivi, frequentato concerti e festival in tutto il mondo. E continua a farlo.

La Mostra Fotografica resterà aperta dal 4 al 18 novembre, la mattina sino alle 12 e il pomeriggio dalle 14 alle 22.

Negli stessi giorni sarà disponibile il libro di Franco Bergoglio I giorni della musica e delle rose (edito da Stampa Alternativa): una lettura trasversale che racconta la musica (ma anche tanto altro) di un anno ancora capace di dialogare con il presente.
Info: Parrocchia di Pognano tel. 035.4829348
Geomusic www.geomusic.it  348 4466307
pagina facebook Geomusic il suono della terra
Evento organizzato da: Parrocchia di Pognano in collaborazione con Geomusic

// 1 novembre 2018 // No Comments » // News

ADDIO A MAARTIN ALLCOCK (1957-2018)

Il polistrumentista Martin Allcock ci ha lasciati il 16 settembre. Ha suonato in gruppi importanti del folk e del rock britannico: coi Jethro Tull, i Fairport Convention e i Lazarus di Dave Swarbrick, con cui l’abbiamo visto l’ultima volta in occasione del concerto del trio al castello di Brignano Gera d’Adda organizzato da Geomusic di Gigi Bresciani, di cui era da tanti anni buon amico. Per non parlare dei lavori solisti e delle innumerevoli collaborazioni (da Ralph McTell a Dan Ar Braz, a Robert Plant).

Lo ricordiamo con le parole di Cat Stevens, con cui ha suonato nel suo album del 2017 : “Sono profondamente addolorato di apprendere della scomparsa di Maartin Allcock. Un genio musicale che ha dato molto a The Laughing Apple. Sapeva della sua morte imminente, e devo dire che non avevo mai visto qualcuno affrontare questa realtà con un tale spirito di accettazione carico di onestà, pace e coraggio. Dio abbia misericordia della sua anima melodiosa.”

Nel video è coi Fairport Convention acustici a Cropredy, il 9 agosto 2018.

// 17 settembre 2018 // No Comments » // News

GEOMUSIC AL GALA DELLO SPINATO

A GANDINO PER IL GALA’ DELLO SPINATO

Gandino, adagiata nell’omonima valle, è città antica e carica di storia, nota in passato per le attività tessili e oggi per la rinascita di un’eccellenza alimentare locale: il mais spinato, intorno a cui sono sorte imprese locali e produzioni dedicate.

IL GALA’ DELLO SPINATO, che si svolge dal 27 al 30 settembre, ne rinnova la promozione, coniugando assaggi e ottime proposte culinarie ad altrettanto valide iniziative culturali, oltre ai laboratori didattici nelle scuole.

Geomusic, agenzia di promozione culturale e musicale gandinese, è lieta di parteciparvi con due momenti legati alla propria pluriennale attività:

30 settembre:
I VESTITI DELLA MUSICA Speciale DE ANDRE’ di Paolo Mazzucchelli
ospite GIORGIO CORDINI
Ore 21 nell’Auditorium Biblioteca Civica – Ingresso libero

Paolo Mazzucchelli, porta da anni in giro per l’Italia I vestiti della musica, spettacolo dedicato alle copertine dei vinili, in cui ne racconta grafiche, storie e… segreti. Un lavoro che è stato anche pubblicato in due coloratissime edizioni librarie, la prima autoprodotta e la seconda per i tipi di Stampa Alternativa.
Per l’occasione, Paolo punta l’obiettivo su Fabrizio De Andrè: l’opera del cantautore genovese viene analizzata dal punto di vista grafico, con un’affascinante quanto insolita analisi delle copertine dei suoi dischi più famosi, raccontate e contestualizzate nell’ambito della più generale nascita ed evoluzione della grafica applicata alla musica “pop”.

Questa nuova avventura è resa ancor più peculiare e preziosa dalla parte musicale del progetto, affidata alla voce e alla chitarra di Giorgio Cordini, il musicista bresciano che ha collaborato con Fabrizio De Andrè negli ultimi otto anni della sua carriera.
Da Fabrizio De Andrè ad Anime Salve, un percorso originale e coinvolgente che si dipana fra immagini, musica e aneddoti, in un crescendo dal grande impatto emotivo.

Chitarrista assai apprezzato Giorgio Cordini, veneziano di nascita, si è trasferito alla fine degli anni sessanta a Brescia cominciando a suonare chitarra e organo in vari gruppi locali. Poco dopo conosce Mauro Pagani e inizia a lavorare con lui. Suona anche con diversi artisti blues durante le loro tournée italiane, fino a che, a metà degli anni ottanta, non inizia a fare il chitarrista di professione.
Ha accompagnato Fabrizio De Andrè in tutti gli anni novanta e lavorato anche con Massimo Bubola, Nada, Irene Fargo, Andrea Braido, Cristiano De Andrè, Mauro Pagani, Lorenzo Riccardi.
www.giorgiocordini.it

Nelle giornate del Galà verrà esposta la mostra
GEOMUSIC: un sogno in-finito:
quarant’anni di folk e non solo in Bergamasca e oltre

Dal 2010, con Geomusic Gigi Bresciani continua una storia che lo vede in campo da decenni, sempre impegnato a trovare la musica migliore per offrirla a un pubblico variegato: da quello più popolare a quello più raffinato.
Senza confini, così come suoni e artisti che Geomusic propone sin dalla fondazione, col suo manifesto programmatico chiaro e preciso: il suono della terra, fatto di volti e storie, suoni e atmosfere di ogni parte del mondo.
Un’esperienza, quella di Gigi Bresciani, che non si limita certo al lavoro di agenzia, la sua passione gli ha infatti permesso di raccogliere, negli anni, migliaia di dischi (vinile e cd), manifesti, fotografie, video (cassette e dvd). Una testimonianza che merita di essere degnamente catalogata, tenuta viva e messa a disposizione di chi crede nella forza della memoria, non solo per guardare al passato ma soprattutto per continuare a percorrere, insieme, un lungo cammino che ancora una volta veda rinfrangersi e intrecciarsi suoni e colori, emozioni e sensazioni.

Questa mostra è dunque il primo tassello di un lavoro più ampio, inevitabilmente in progress. Qui a Gandino potremo vedere poster, locandine e foto a testimonianza di una lunghissima, e insopprimibile, passione per la musica e la cultura che ha portato in Italia, e tante volte in bergamasca e proprio qui a Gandino, figure importanti della miglior musica internazionale.

// 4 settembre 2018 // No Comments » // News

il nuovo album di Blair Dunlop

Il 18 maggio 2018 esce il quarto album del cantautore britannico Blair Dunlop che, nonostante il flusso folk che scorre nelle sue vene, si sta rivelando sempre più un musicista, cantante e compositore a tutto tondo, ben aldilà delle pur nobili radici.

E, per quanto un uomo non sia un’isola, come ebbe a dire John Donne già nel Cinquecento, Blair, che lo cita in Weds To Arms, si prende la libertà di sfidare questa visione, e le ferite che affiorano dall’isolamento.

Il disco vede la collaborazione con Ed Harcourt (nominato ai Mercury Award nel 2001, produttore di Sophie Ellis Bextor e Marianne Faithfull), Dave Burn (ahab), Gita Langley (Dirty Pretty Strings, Lock) e Brooke Sharkey. Ma c’è anche la sua “squadra” abituale con Fred Claridge e Jacob Stoney, il cui organo e il Wurlitzer iniettano calore e profondità nelle canzoni. La coppia composta da Tom Moore e Archie Churchill Moss aggiunge tonalità a base di melodeon e viola.

In Notes from an Island si possono trovare momenti di ottimismo e altri più vicini alla disillusione, aspetti che sicuramente emergeranno sempre più chiaramente nel ripeterne l’ascolto, che certo vi darà modo di dare un occhio dentro voi stessi, come fa Blair in questo incontro che dimostra la sua continua crescita, l’evoluzione in un musicista completo che fa della ricerca dell’anima una forma d’arte.

BLAIR DUNLOP è rappresentato in Italia da Geomusic. Disponibile per concerti, eventi e festival.
Infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

// 30 agosto 2018 // No Comments » // News

KEVIN DEMPSEY & JACQUI McSHEE a Vasto

23 agosto 2018
KEVIN DEMPSEY & JACQUI McSHEE
in concerto a
VASTO (Ch) Palazzo D’Avalos,
per la 26a edizione di New Acoustic Music
Ore 20:30 – 10 euro

Kevin Dempsey è un maestro della chitarra, arrangiatore, cantante e entertainer di prima qualità.
È tra i più conosciuti musicisti del folk britannico, e non solo. Ha suonato e registrato con molti dei nomi più famosi della scena acustica e folk: Dave Swarbrick, Joe Broughton, Chris Leslie, Peter Knight, Dando Shaft, Uiscedwr, Whippersnapper e Mary Black.

Sia che si trovi in una dimensione intima e acustica, o che si debba esibire in un grande palco nei festival, sa sempre come creare la giusta atmosfera con sonorità affascinanti. Così come mettere a proprio agio chi lo ascolta, accompagnandolo in un viaggio musicale vario e meraviglioso.

Dempsey è un tipo di poche pretese, tranquillo e delicato. Dotato di molti, straordinari talenti: alla chitarra, come cantautore e compositore, arrangiatore e produttore. La sua grande esperienza si riversa nella versatilità e nell’abilità di dare voce alle corde in molteplici stili e generi che, nel corso del tempo, ha appreso dai tanti artisti che ha incrociato nella sua lunga carriera.

Nato nel 1950 a Coventry, nel cuore dell’Inghilterra industriale, Kevin ha ereditato dal padre l’amore per il Soul e il R&B e come lui suonava la batteria da piccolo. È stato all’età di sedici anni, quando andò a un concerto di Alex Campbell, che scoprì l’affinità per la musica folk e cominciò a innamorarsi della chitarra. Così acquistò una Harmony Sovereign che ancora oggi è amorevolmente conservata nel suo studio.

Jacqui McShee, nata a Londra il 25 dicembre del 1943, cantante dalla voce inconfondibile, nota per la militanza nei Pentangle accanto al chitarrista e polistrumentista John Renbourn, con cui ha avuto modo di esibirsi in diverse occasioni anche dopo lo scioglimento della band.

La sua carriera comincia ufficialmente all’inizio degli anni ’60, tempi di beat, rock ma anche di folk, ed è proprio nei locali che propongono questo genere che muove i primi passi.

Fino a quando, una sera, incontra il chitarrista John Renbourn che le proporrà di entrare con la sua stupenda e delicata voce nei Pentangle, grande e seminale gruppo folk con influenze rock e jazz cui non mancano sonorità medievali, grande passione di John che ne farà anche oggetto di lunghi e approfonditi studi.

Dopo lo scioglimento del gruppo Jacqui proseguirà con una lunga carriera sia dal vivo che in sala d’incisione, sia solista (accompagnata da vari artisti) che coi suoi due gruppi ancora oggi in attività: i Take Three e i Jacqui McShee’s Pentangle.

Disponibili per concerti, eventi e club.
infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

 

// 18 agosto 2018 // No Comments » // News

RICHARD THOMPSON a BLED

Il 2 agosto, RICHARD THOMPSON sarà in concerto a Bled, sull’omonimo lago in Slovenia per l’Okarina Festival, bellissima località che vale sicuramente il viaggio.
Con lui Michael Jerome alla batteria e Taras Prodaniuk al basso.

Richard Thompson è disponibile per concerti, eventi e club.
infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

// 1 agosto 2018 // No Comments » // News

I VESTITI DELLA MUSICA

 

 

Sabato 28 giugno Paolo Mazzucchelli presenta i suoi Vestiti della musica, nel cortile della biblioteca di via S. Giulia 3, nell’ambito di Estate in Corte, rassegna culturale nei cortili di Bonate Sotto (Bg).
Un viaggio nel tempo con una colonna sonora d’eccezione per riscoprire le copertine dei dischi come icona ed espressione di un gruppo o di un artista. Il racconto è accompagnato da un centinaio di copertine provenienti dalla collezione personale di Paolo, che vengono mostrate e, in alcuni casi, fatte toccare, aprire, scoprire al pubblico presente.

// 25 giugno 2018 // No Comments » // News

RURA BACK IN ITALY!

La band scozzese dei Rura ha da poco pubblicato il terzo album, In Praise of Home. I quattro amici, che erano stati da noi qualche anno fa in un applauditissimo tour estivo, non vedono l’ora di tornare in Italia per promuovere la loro musica e, naturalmente, il nuovo disco.

RURA sono rappresentati in Italia da Geomusic. Disponibili per concerti, eventi e festival. Infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

“Rura sono giusto quel che ogni festival vorrebbe avere. Strumentali acrobatici e canzoni di qualità eccelsa. La scena musicale scozzese non è mai stata così forte, e questi ragazzi ne stanno alla testa!”
Bruce MacGregor, BBC Radio Scotland’s Travelling Folk
Il quartetto mette insieme la passione e le influenze di alcuni dei più eccitanti giovani musicisti di Scozia, per due volte in finale ai premi BBC Radio Scotland nella categoria Musicista tradizionale dell’Anno e ai campionati di bodhran panirlandesi.
L’energetica musica dei Rura sembra fatta apposta per scuotere la scena folk. Highland pipes, whistles, violino, chitarra, bodhran e flauto, accompagnati da una schiera di effetti speciali a pedale per creare un suono scatenato e multiforme.

Il primo di marzo del 2012 la prestigiosa etichetta scozzese Greentrax pubblica il primo album della band Break It Up, raffinata mistura di tipiche tunes (tra cui un Pibroch, lamento tipico della tradizione cornamusistica scozzese) e canzoni. I set strumentali sono tirati e sanno creare la giusta energia.
Il disco è stato registrato agli studi Glo-Worm di Glasgow ed è stato prodotto dal musicista e compositore di grande esperienza Aidan O’Rourke, vincitore di un Trad Award nel 2011. Da allora il gruppo è cresciuto sino a diventare uno dei più seguiti tra le giovani folk band della loro generazione, con tour in Europa e nel Regno Unito e la partecipazione a molti dei più importanti festival internazionali.
Il loro secondo album, pubblicato nell’aprile del 2015, conferma Rura come una delle band dalle radici folk più entusiasmanti a emergere negli ultimi anni nel panorama scozzese: Despite the Dark è aspro e vigoroso, vien da dire intricato ma in maniera disciplinata, in cui i brani strumentali stanno bene a fianco di ballate piene di sentimento o maestose, insomma una registrazione-capolavoro del quintetto le cui radici stanno nei due poli della tradizione scozzese, Glasgow e Edinburgo.
Nello stesso anno, sono nominati “Live Act of the Year” agli Scots Trad Music Awards, con la motivazione di essere “una delle band più emozionanti sulla scena del folk scozzese”, come li definisce la rivista Songlines.

Il primo giugno del 2018, esce In Praise of Home, il primo album composto esclusivamente da brani orgiginali e strumentali, e, come dicono gli stessi musicisti “il nostro lavoro più collaborativo che abbiamo fatto finora.” Registrato ai GloWorm studios di Glasgow col produttore Euan Burton.

Formazione:
JACK SMEDLEY – violino
STEVEN BLAKE – bagpipes e whistle
ADAM BROWN – chitarra
DAVID FOLEY – Bodhran e flauto

Discografia:
Break It Up, 2012
Despite the Dark, 2015
In Praise of Home, 2018

// 5 giugno 2018 // No Comments » // News

SUONI E PAROLE A GANDINO

Come ogni primavera, si rinnova la collaborazione tra la Pro Loco gandinese e l’agenzia Geomusic. Un percorso che li ha visti spesso insieme all’insegna del folk e della musica acustica. Sentieri che intendono percorrere anche quest’anno ma con un diverso comun denominatore.

Le quattro serate saranno infatti dedicate al rock, con un focus sulle sue venature più vicine al progressive, ovvero quell’esplosione sonora che, sul finire degli anni Sessanta e per tutti i Settanta, ha illuminato il panorama sonico del pianeta.

Due le “degustazioni musicali” (il 6 aprile e il 4 maggio) con Paolo Mazzucchelli, ormai famoso ovunque per il suo show a base di copertine di dischi e brani musicali, che modulerà, nella prima serata, sulle radici del rock’n’roll, nella seconda sul prog in Italia dal 1970 al 1976.

I protagonisti dei due concerti sono due figure di primo piano dell’acustica italica e delle sue contaminazioni: Francesco Benozzo (il 13 aprile) con “Ytiddo” rilegge David Bowie con arpa e voce e presenta il suo ultimo libro e cd “David Bowie, l’arborescenza della bellezza molteplice”.

Chiude la rassegna (l’11 maggio) la cantautrice (chitarrista e pianista) piacentina Annie Barbazza, pupilla di Greg Lake che ha all’attivo importanti collaborazioni con nomi importanti del miglior progressive e dell’avanguardia internazionale. Presenterà il suo nuovo album “Annie’s Playlist 2” con l’esecuzione di brani celebri dei più importanti protagonisti di quella scena.

Infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

// 22 aprile 2018 // No Comments » // News

FLOOK IN ITALY

 

Dopo tanti anni, tornano in Italia, attesissimi, i Flook e il loro folk progressivo e fuori dai canoni classici, sempre avanti, sempre innovativo.

Le date:
4 luglio BOLZANO Parco delle Semirurali
5 luglio CASTELTIROLO (Bz) Castello
6 luglio PAGAZZANO (Bg) Irish Night Festa Celtica al Castello Visconteo, con mostre e ristorazione tipica. Stiamo elaborando la possibile estensione della festa irlandese al giorno successivo con altri eventi.

disponibili per concerti, eventi e festival.

Infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

 

Sebbene la loro prima uscita discografica, Flook! Live! (1997), sia già stata allora salutata come “l’album definitivo del flauto moderno” dall’Irish Times, i Flook fanno il loro ingresso vero e proprio sulla scena internazionale col primo album di studio, ‘Flatfish’, del 1999. Un disco che vede l’ingresso in formazione del maestro del bodhran John Joe Kelly, che va ad aggiungersi ai flautisti Brian Finnegan e Sarah Allen e al chitarrista Ed Boyd. ‘Flatfish’ viene salutato come “impressionante”, “notevole” e “qualcosa di vicino al miracoloso”, ma sono le esibizioni live che realmente catturano i cuori di chi li può guardare e ascoltare.
Il rapporto che lega i quattro musicisti, la sincera soddisfazione che ottengono col suonare insieme, risultano subito evidenti sia agli occhi del pubblico che a quelli della critica. ‘Rubai’ esce nel 2002 e ottiene la nomination da parte della BBC quale ‘Album Folk dell’anno’; universalmente applaudito tanto dai giornalisti che dagli amici musicisti, rafforza ulteriormente la reputazione dei Flook come una delle band più eccitanti e innovative della scena folk angloirlandese. Non è certo il virtuosismo a mancare tra le loro fila, ma l’impatto decisamente unico di questa band proviene dallo scambio intuitivo, quasi simbiotico, tra flauti, corde e pelli. Dopo aver girato in lungo e in largo per tutto il globo, i Flook continuano il viaggio con la loro eclettica miscela fatta di radici tradizionali e ritmi contemporanei, e la loro popolarità non smette di crescere.
Nel 2005 i Flook compiono dieci anni, e festeggiano l’anniversario con dieci speciali concerti in tutte le Isole Britanniche e con l’uscita dell’atteso terzo album di studio, ‘Haven’, sempre per la loro etichetta Flatfish, che viene nominato “Album strumentale dell’anno” da Liveireland.com.
I Flook si aggiudicano il titolo di ‘Miglior Gruppo dell’anno’ per il 2006 ai BBC Folk Awards.
Proprio quando stanno ottenendo un successo travolgente in tutto il mondo, e i loro tour senza sosta continuano a farli conoscere ovunque e ad allargare la già nutrita schiera dei fans, la band nel 2008 si impone una sosta, con Sarah Allen che lascia la scena per dedicarsi alla maternità e gli altri musicisti che continuano la propria attività in svariate formazioni.
Ora che le due figlie hanno qualche anno in più il quartetto torna al completo, e la ricostituita band si ripresenta in splendida forma alle platee di tutto il mondo col suo stile Irish Traditional/Folk/Fusion!

Venerdì 12 gennaio 2018, il gruppo posta una propria foto accompagnata da un’attesa comunicazione: “Inizia il nuovo anno e siamo a Bath per provare nuove arie”. E Lynette Fay, all’Ulster’s Folk Club di BBC Radio due giorni dopo descriva la band come “iconica, sempre innovativa, progressiva, versatile e brillante”.

Sono di nuovo in tour e il quartetto è ormai considerato il “supergruppo” del miglior folk progressivo celtico:
SARAH ALLEN – flauto, whistles, fisarmonica
Ha fatto parte di Barely Works, Bigjig, The Happy End Big Band e Waterboys
BRIAN FINNEGAN – flauti, whistles, bansuri
Ha fatto parte di Upstairs in a Tent (in origine Gan Ainm), Maalstroom, Aquarium e Kan
ED BOYD – chitarra, bouzouki, mandolino
Dal 2012 è membro stabile dei Lunasa, in precedenza ha fatto parte dei Red Ciel e vanta numerose collaborazioni con artisti e gruppi vari, sia sul palco che in sala d’incisione.
JOHN JOE KELLY – bodhran
Ha collaborato con numerosi artisti, tra cui Altan e Paul Brady.

Discografia:
– Flook! Live! – 1997 (ristamp. 2005)
– Flatfish – 1999
– Rubai – 2002
– Haven – 2005

“Nel pantheon dei gruppi folk anglo/irlandesi, non sono in molti a essere considerati come i Flook.”
Irish Post

“Negli Stati Uniti, la loro reputazione si avvicina al messianico…”
John O Regan, Irish Music Magazine

“Un tour de force di passione e virtuosismo.”
Sydney Morning Herald

“Infaticabile eleganza e costante creatività… bellezza che ammalia… evocativi e toccanti.”
Froots

“Se i Flook non vi sono familiari, dove siete stati fino ad ora?”
LiveIreland.com

// 15 aprile 2018 // No Comments » // News

KABILA IN GEOMUSIC COL NUOVO ALBUM LIFE

I Kabìla propongono un sound etno pop in cui le lingue (arabo e italiano) e i suoni (strumenti etnici ed elettronici) si incontrano…

Kabìla in arabo significa tribù. Una tribù che rappresenta l’intera umanità nei suoi mille colori, lingue e culture.

Geomusic è lieta di ospitare nel proprio roster i “tosco/libanesi” Kabìla, band longeva che ha portato ovunque una personalissima fusione tra sonorità africane ed europee. Nella primavera del 2018, sostenuto da un crowfunding di successo, esce il quarto album “Life”, definito dagli stessi musicisti “già da record: è il nostro Cd più lungo, quello con più brani, quello su cui abbiamo lavorato di più, quello più maturo e anche quello più ambizioso. ‘Life’ è un concept album: attraverso i brani abbiamo raccontato una storia intensa e con stati d’animo contrastanti come sofferenza e speranza. Per la prima volta abbiamo curato direttamente arrangiamento e produzione artistica, e questo lo rende il più ‘Kabila’ dei nostri dischi.”

I Kabìla usciranno l’11 maggio 2018 con il loro quarto lavoro, Life:  un concept album che parla di distruzione, perdita, crescita e rinascita, la storia di chi perde tutto ma riesce a ricominciare. La produzione artistica è stata interamente curata dai Kabila e fonde rock, elettronica, world music, prog rock e pop, con testi in arabo, inglese e italiano. L’album vede la collaborazione di due grandi nomi della World Music: CNI Compagnia Nuove Indye e Materiali Sonori, e di musicisti che hanno registrato con i Kabila stessi del calibro di Francesco “Fry” Moneti (Modena City Ramblers) e Stratos Diamantis (Al Dwarawish, X Darawish).

// 4 aprile 2018 // No Comments » // News

IL NUOVO LIVE DEI RUSTIES

Geomusic è lieta di annunciare la prossima uscita del doppio cd live degli amici Rusties, che festeggiano i vent’anni on the road con una bella raccolta che, tra l’acustico e l’elettrico, narra la storia della band e delle prestigiose collaborazioni con artisti italiani e internazionali. Evidentemente… la ruggine mantiene giovani e, tornando alle origini di tutto: forever Young!

RUSTIES
Queste Tracce… Live: Rare & Lost Recordings 2008-2018
2CD – Hard Dreamers HD2018 / distribuzione IRD

Una band che, in Italia, arriva a compiere vent’anni di “non-carriera” percorrendo nel modo più genuinamente indipendente i sentieri impervi del rock più “rugginoso”, libera da condizionamenti di genere, lingua e/o leggi di mercato è un caso più unico che raro. Se pensate che questo sia un traguardo di cui andare orgogliosi, allora provate a chiederlo ai RUSTIES: di storie da raccontare ne hanno parecchie e molte le hanno già disseminate nell’arco di un multiforme percorso discografico (otto gli album fin qui pubblicati) a cui ora si aggiunge il doppio CD Queste Tracce… Live: Rare & Lost Recordings 2008-2018.

Un doppio album dal vivo per raccontare gli ultimi dieci anni di vita on the road di una band è roba d’altri tempi. Ma se da un lato la musica dei RUSTIES incarna perfettamente un certo spirito “fuori dal tempo” di intendere il Rock, dall’altro perfino la loro line-up più recente è la manifestazione lampante di ciò che si può definire una vera e propria “band transgenerazionale” (le date di nascita dei vari componenti abbracciano mezzo secolo!).

Il percorso offerto da Queste Tracce… Live: Rare & Lost Recordings 2008-2018 è una sorta di viaggio alternativo a ritroso nel tempo a testimonianza di alcuni tra i momenti più meritevoli di essere ricordati (e talora fortunosamente avvenuti, immortalati e preservati) tra quelli espressi da questa band nel corso del suo secondo decennio di attività (il primo, cospicuamente dedicato alla rivisitazione del repertorio younghiano, già era stato documentato da Last Rust… The Best & The Rest, CD pubblicato nel 2008).

CD 1: Queste Tracce… Live

Mentre erano ancora impegnati in studio per completarne i missaggi, Marco Grompi, Osvaldo Ardenghi, Fulvio Monieri, Massimo Piccinelli e Filippo Acquaviva presentarono in anteprima le nuove canzoni dell’album Dove osano i rapaci (all’epoca ancora inedito) con uno speciale “concerto a sorpresa” nel loro music club preferito. Per l’occasione approntarono uno show interamente cantato in italiano in cui, oltre alla traccia inedita Questa rabbia, proposero anche alcuni brani tratti dal precedente album di “cover d’autore” Dalla polvere e da fuoco per concludersi, nei bis, con Wild Dogs, Soldier of Fortune (da Move Along) e Love and Only Love, irrinunciabile omaggio all’ispiratore originale dei RUSTIES. Il primo CD è la fedele testimonianza (completa di sudore, amnesie e altre umanissime imperfezioni) di quella performance registrata (guarda qui il video completo) sul palco del Druso di Bergamo il 12 maggio 2016.

CD 2: Rare & Lost Recordings 2008-2018

Il secondo CD è una raccolta di registrazioni inedite, jam sessions, curiosità e rarità assortite che funge da “racconto alternativo” degli ultimi dieci anni dei RUSTIES. Un viaggio a ritroso nel tempo attraverso performances dal vivo (alcune in formazione acustica), outtakes di studio, collaborazioni inedite e altre registrazioni “di fortuna”, talora con l’amichevole partecipazione di ospiti e amici. Alcune tra le molteplici incarnazioni della formazione bergamasca (questa la line-up fino al 2012: Marco Grompi, Osvaldo Ardenghi, Massimo Piccinelli, Dario Filippi e Paolo Guerini) sono qui rappresentate e ogni traccia è la tessera di un puzzle senza la quale la storia dei RUSTIES sarebbe incompleta.

Un percorso costellato di incontri preziosi (la violinista italo-siriana Jada Salem, da anni collaboratrice della band e presente in diverse tracce, tra cui una demo in studio dell’inedita Wintersong), collaborazioni prestigiose (la chanteuse irlandese Mary Coughlan interpreta Baby Please Come Home, inedito tributo a John Martyn registrato in presa diretta nel 2010 durante le sedute in studio per l’album Wild Dogs), amicizie longeve (Cristina Donà, protagonista di una jam session improvvisata durante il soundcheck del festival Notte Sotto Le Stelle sulle note di Sweet Thing di Van Morrison; Veronica Sbergia, special guest in una torrenziale versione live di Down By the River e voce solista in un’informale jam acustica “registrata in cantina” di Soldier of Fortune; Elena Paoletti interprete di un’inedita versione di By Your Side di Ardenghi) e amorevoli tributi (non solo a Young: il traditional Matty Groves proviene da un inedito album tributo ai Fairport Convention ideato dal compianto amico giornalista Ernesto De Pascale; quella di A Day in the Life è l’unica esecuzione pubblica del capolavoro beatlesiano da parte dei RUSTIES in trio acustico).

Le versioni improvvisate sul palco di I Shall Be Released (B. Dylan) e Find the Cost of Freedom (S. Stills/CSNY) con il bluesman Robi Zonca e la leggendaria band prog-rock Perdio risalgono a Un Pensiero per Gaza, manifestazione in supporto alla comunità palestinese svoltasi a Bergamo all’inizio del 2009 per invocare la fine del massacro di civili inermi in Medio Oriente.

Le immagini riprodotte nel digipack del doppio CD (come anche la versione live di Helpless inclusa nel secondo CD) provengono dal glorioso Café Scheune di Wredenhagen, imponente fienile-rock nelle campagne innevate a nordest di Amburgo, a conclusione di una delle prime acclamate tournée dei RUSTIES in Germania.

www.rusties.it

 

// 26 marzo 2018 // No Comments » // News

CONNLA due date a MILANO

Due date milanesi per gli irlandesi CONNLA, giovane e già acclamata tra le migliori band del nuovo Irish Trad. Venerdì 16 e sabato 17 marzo a Milano, per festeggiare San Patrizio, patrono della verde isola, allo Spirit of Ireland organizzato allo Spirit de Milan di via Bovisasca 76/d.

Nel ricco cartellone (www.spiritofireland.it) venerdì sul palco alle 22.45 e sabato alle ore 21,30.

Due date da non perdere!

I Connla sono rappresentati in Italia da Geomusic. Disponibili per concerti, eventi e festival.

Infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

// 8 marzo 2018 // No Comments » // News

KILA NUOVO FILM POTA OIR

Pota Óir (la pentola d’oro) è il film documentario e dal vivo su una delle band di culto più rispettate d’Irlanda, i KILA, che sanno mescolare trad, folk e musica contemporanea con quella che la BBC World Review descrive come “un’efourica esperienza live”.

Il regista Anthony White ha seguito il gruppo in tour, catturandone le performance in diversi spettacoli: dal Tinahely Arts Centre di Wicklow all’amato Whelan’s di Dublino, fino a grandi eventi come il Cambridge Folk Festival.

Mettendo insieme riprese live, interviste estemporanee e intimi momenti di backstage, il film riprende un affascinante viaggio musicale con uno sguardo molto personale su uno dei live act più grandi e acclamati d’Irlanda.

 

I Kila sono rappresentati in Italia da Geomusic. Disponibili per concerti, eventi e festival.

Infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

 

// 5 marzo 2018 // No Comments » // News

ACCORDION STORIES nuovo album MOTION TRIO

 

Il 6 febbraio 2018 è uscito il nuovo album del MOTION TRIO. Accordion stories comprende undici brani, tutte composizioni originali dei tre virtuosi fisarmonicisti polacchi: Janusz Wojtarowicz, Marcin Gałażyn e Paweł Baranek, che si sono anche occupati della produzione.

Si tratta del primo album in dieci anni di materiale nuovo. Le tracce sono storie musicali piene di armonie cariche di colori e splendide melodie, impreziosite dal sottile umorismo che caratterizza il gruppo. Queste le parole di Janusz Wojtarowicz: “lavorando al disco, abbiamo cercato di trasferire emozioni in apparenza inafferrabili nella musica, dalla felicità alla tristezza, dalla pace alla nostalgia, sensazioni che ci accompagnano ovunque nella nostra vita, spesso piena di trappole e svolte inattese. Accordion Stories è un disco intimo, personale,talvolta poetico, che dimostra la distanza esistente tra gli stessi autori e la realtà che li circonda.”

Il Motion Trio è rappresentato in Italia da Geomusic.
Disponibile per concerti, eventi e club.
infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

// 16 febbraio 2018 // No Comments » // News

memorabilia on sale!

Geomusic di Gigi Bresciani è agenzia attiva da anni nel campo della promozione di eventi musicali. Nel corso degli anni, grazie all’incontro con tanti artisti, nei nostri uffici si sono accumulate testimonianze, ricordi di ogni tipo, spesso in più copie. Proponiamo dischi (vinile e cd), poster, rarità, memorabilia e strumenti musicali con una storia che non vogliamo vada perduta per la nostra… mancanza di spazio!
Per questo abbiamo aperto su facebook la pagina Geomusicshop, dove potrete trovare le nostre proposte: basta mettere un like e ne vedrete delle belle. Ci sono album in vinile, i cd, i poster, strumenti musicali, elementi hi-fi e altre piacevoli sorprese.
Ma come sempre, se vi interessa l’argomento, mandateci una mail o telefonateci o, meglio ancora, venite a trovarci.
GEOMUSIC Via Provinciale, 24 – 24024 GANDINO (Bg) 
info@geomusic.it – Tel. 348 4466307

// 15 febbraio 2018 // No Comments » // News

PENTANGLE AGAIN!

Tornano d’attualità gli indimenticabili, imprescindibili Pentangle, questa volta sulle pagine del numero di gennaio/febbraio della rivista Classix! dedicata ai migliori suoni & protagonisti di altri, gloriosi, tempi.

 

Ci fa piacere ripercorrerne le tracce, perché abbiamo avuto il piacere di conoscerne i componenti e di rappresentarli in Italia per anni: dai compianti John Renbourn e Bert Jansch a Danny Thompson e Jacqui McShee, ancora amici e nel nostro roster, nelle varie combinazioni. Jacqui, in particolare, porta avanti l’antico marchio di fabbrica coi suoi Jacqui McShee’s Pentangle, mentre Danny Thompson è disponibile in varie combinazioni.

 

Infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

 

 

 

// 23 gennaio 2018 // No Comments » // News

// 18 dicembre 2017 // No Comments » // News

 

Come tutti gli anni, Geomusic saluta il Natale coi migliori gruppi di Gospel.

Giovedì 21 dicembre
JOYFUL GOSPEL SINGERS
ROMANO DI LOMBARDIA (Bg)
Chiesa Parrocchiale dei Cappuccini
Ore 21:00

Sabato 23 dicembre
RODERICK GILES & GRACE
LOVERE (Bg)
Chiesa di San Giorgio
Ore 20:45 – ingresso libero

info.geomusic.it – 348.4466307

// 17 dicembre 2017 // No Comments » // News

FESTA COMPLEANNO KARASCIO A ALBINO

Nel 2017 la Piccola Orchestra Karasciò compie dieci anni di vita, dieci anni di concerti (tanti), concorsi (la finale del Premio Pierangelo Bertoli quest’anno), premi (fra cui il “Premio Amnesty Italia Emergenti 2010” con il brano “Beshir”) e dischi. L’ultimo dei quali, “Qualcosa mi sfugge”, uscito lo scorso 24 novembre, verrà presentato ufficialmente venerdì 15 dicembre in un concerto all’Auditorium Benvenuto e Mario Cuminetti di Albino (BG), giorno della festa di compleanno dei Karasciò.
Alla serata – ad ingresso libero, ma con posti limitati a 300 persone – parteciperanno anche alcuni ospiti, come gli artisti di MatèTeatro, ovvero Enzo Guerini (voce narrante), Diego Camozzi (mandolino), Michele Mologni (batteria) e Simone Forghieri (percussioni), e il visual artist Emiliano Perani, che commenterà con grafiche e animazioni tutto il live.

Aspettative mancate, traguardi raggiunti, pugni in faccia, piccole sorprese e grandi resistenze: il tutto mescolato in salsa folk-pop e sigillato dall’immagine firmata dal pittore Angelo Zanella, un gorilla fra il corrucciato e il pensieroso che con occhi vividi guarda davanti a sé ma anche un po’ a lato, perché sono tempi di grandi cambiamenti e qualcosa in fondo non torna. Si presenta così “Qualcosa mi sfugge”, un disco che prova a raccontare cosa c’è oltre il giro di boa dei trent’anni.

Quel Gorilla in copertina rappresenta una generazione di mezzo (ma di mezzo a cosa poi?), attori non protagonisti di un’epoca in transizione accelerata, precari nella vita prima ancora che nel lavoro, incerti sul futuro quanto sul presente e con un bel po’ di domande a cui dare una risposta. Domande che sono la testimonianza dell’essere vivi dei cosiddetti millenials, con il loro desiderio di rimanere dove sono ma pure di voler fuggire da qualche parte al riparo.

Di questo cantano i brani scritti in un periodo di tempo piuttosto ristretto da Paolo Piccoli, voce e leader della band, con la solita perizia cantautorale da artigiano di parole. Canzoni poi affidate alle mani sapienti del resto dell’Orchestra, che fra chitarre elettriche e acustiche, fisarmoniche, bassi e batterie ha trasformato queste undici piccole grandi riflessioni cantabili (e ballabili) in altrettanti episodi all’insegna di un suono che bilancia e controbilancia dosi ingenti di folk ruspante e scampoli pop a presa rapida.

È nuovo l’approccio della Karasciò in “Qualcosa mi sfugge”: sempre dinamico e sudato, ma anche più ricercato in certi passaggi e con alcuni allargamenti strumentali (synth, archi, fiati) che diventano dettagli significativi. Ciò accade grazie alla collaborazione con il produttore piacentino Giancarlo Boselli, mentre la parte del mastering è stata affidata ad un nome che non ha bisogno di presentazioni quale Ray Staff, all’AIR Studios di Londra.

Nasce così un lavoro capace di narrare quel qualcosa che sfugge quando non ci sentiamo mai del tutto adeguati dinanzi all’impossibilità di dare un senso a tutto quanto accade. Ma qualcosa sfugge anche nell’istantanea intuizione della tremenda bellezza del mondo, quello stare in pace con il tutto che ha un sapore spirituale (non religioso, spirituale) e ci attraversa come un brivido buono e caldo, per poi scomparire appena proviamo a comprendere che cosa è.

La Piccola Orchestra Karasciò è rappresentata in Italia da Geomusic ed è disponibile per concerti, eventi e festival. Infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

 

// 11 dicembre 2017 // No Comments » // News

TREVIGLIO

La Buona Novella della Piccola Orchestra Apocrifa
Si tratta di una rivisitazione per quartetto d’archi, chitarra, bouzouki, percussioni, voce e cori del famoso concept album di Fabrizio De André. A scrivere gli arrangiamenti e a curare la produzione artistica del concerto è Giorgio Cordini, chitarrista storico della band di Faber, siamo dunque di fronte non a una cover band qualunque ma a un tributo da parte di chi ha conosciuto e lavorato per anni con il grande artista genovese. La sequenza dei brani proposti dalla Piccola Orchestra Apocrifa rispecchia fedelmente quella dell’album di Fabrizio con la sola aggiunta finale della canzone Si chiamava Gesù che, nonostante sia stata composta in precedenza, ben si collega come tema e ambientazione musicale alla Buona Novella.
Nella seconda parte del concerto vengono eseguite alcune tra le canzoni più conosciute (Il Pescatore, Volta la carta, La guerra di Piero) e alcune “perle” raramente eseguite in pubblico e particolarmente adatte all’organico della Piccola Orchestra Apocrifa (Preghiera in Gennaio, La Collina).
Quasi due ore di musica, che offrono uno spaccato della produzione di Fabrizio De André di grande impatto emozionale, sia per l’argomento della Buona Novella, sia per le sonorità intimistiche e suggestive, che avvolgono lo spettatore accompagnandolo nella riscoperta della liricità e profondità dei testi.
Gli arrangiamenti, pur prevedendo alcune variazioni e brevi intermezzi di collegamento delle canzoni tra loro, sono stati realizzati con il massimo rispetto per la stesura originale. E’ stata effettuata una ricerca di sonorità più moderne mediante l’accostamento alla formazione classica del quartetto d’archi di strumenti etnici come il bouzouki e l’hang e la voce solista evoca per espressività e profondità quella di Fabrizio De André.
La Piccola Orchestra Apocrifa (apocrifi sono i Vangeli a cui si ispira La Buona Novella) è formata da Giorgio Cordini alla chitarra e al bouzouki, Stefano Zeni al violino, Elena Laffranchi alla viola, Daniela Savoldi al violoncello, Enzo Santoro al flauto, Gaspare Bonafede alle percussioni, Alessandro Adami alla voce e Denise Pisoni, Maria Cordini e Maria Alberti per i cori.

 

Info e prenotazioni:
info.geomusic.it – 348.4466307 
Comune di Treviglio, Ufficio Cultura
ufficio.cultura@comune.treviglio.bg.it

// 22 novembre 2017 // No Comments » // News

RIMANDATA SERATA ANNIE BARBAZZA a Casa Geomusic

Per cause tecniche, indipendenti dalla nostra volontà,
la prevista serata a Casa Geomusic con Annie Barbazza e Marco Colombo
è stata annullata e rimandata a data da destinarsi.

 

 

ANNIE BARBAZZA (chitarra, piano, voce), la cantautrice piacentina “pupilla” del grande Greg Lake e della sua etichetta Manticore, sarà ospite di Casa Geomusic venerdì 24 novembre, accompagnata dal chitarrista milanese Marco Colombo per farci ascoltare le sue “canzoni preferite” e presentare il nuovo disco.

“Una sorprendente nuova voce, la preferita dal compianto Greg Lake: una vera star!”

A soli 24 anni, Annie Barbazza ha già saputo costruirsi un incredibile background, avendo collaborato, sul palco e in studio, con artisti del calibro di Greg Lake, Paul Roland, John Greaves, Plinth e Osanna, abile nel misurarsi dal progressive rock alla pura ricerca, all’avanguardia. Dopo un primo album, live a tiratura limitata, composto dalla personale rilettura delle canzoni di King Crimson, David Bowie, Peter Hammill, Syd Barrett e Nick Drake, è ora in uscita il nuovo disco con ospiti internazionali, ancora per l’etichetta piacentina Dark Companion.

Con qualche anno in più sulle spalle, Marco Colombo ha fatto parte dei cacao, storica formazione milanese. Inizia un’attività in studio a diciannove anni, collaborando con molti artisti quali Garbo, Miguel Bosè, Matia Bazar, Vittorio de Scalzi, Giuni Russo, Nada, Bernardo Lanzetti (PFM), Ivano Fossati e molti altri. Collabora intensamente per molti anni con Gianna Nannini, di cui è tra i musicisti più longevi.

Casa Geomusic è a Gandino (Bg), in via provinciale, 24, parcheggio in prossimità; ritrovo intorno alle 20,30 e inizio alle ore 21 circa. È richiesto un contributo di 10 euro e a fine concerto seguirà una degustazione di prodotti della Valgandino a base di mais spinato, accompagnati da un buon calice di vino, il tutto in una dimensione familiare.

info@geomusic.it www.geomusic.it Tel. 348 4466307

// 14 novembre 2017 // No Comments » // News

IL NUOVO ALBUM DEGLI STRAWBS

Il 10 novembre 2017 esce The Ferrymans’ Curse, il primo album degli Strawbs di nuovo materiale dopo otto lunghi anni. Pubblicato dall’etichetta Esoteric Antenna, è prodotto dal leggendario Chris Tsangarides, il cui studio è tappezzato di dischi d’oro, platino e diamante per le vendite dei dischi di gente come Thin Lizzy, Judas Priest e guitar virtuoso Yngwie Malmsteen.

The Ferryman’s Curse, il brano che dà il titolo all’album, è l’epico seguito a quella The Vision Of The Lady Of The Lake che brillava su Dragonfly, considerate dal produttore Tony Visconti come una delle sue sei migliori produzioni insieme ai dischi di David Bowie e T Rex.

Nel disco suonano: Dave Cousins (voce, chitarra acustica, autoharp), Dave Lambert (voce, chitarra elettrica), Chas Cronk (basso, pedali, chitarra dodici corde, voce), Dave Bainbridge (tastiere, chitarre, bouzouki) e Tony Fernandez (batteria, percussioni).

Le canzoni:
– In The Beginning/The Nails From The Hands Of Christ
– The Song Of Infinite Sadness
– The Familiarity Of Old Lovers
– When The Spirit Moves
– The Ten Commandments
– The Reckoning/The Ferryman’s Curse
– Bats And Swallows
– We Have The Power

Gli Strawbs sono rappresentati in Italia da Geomusic e sono disponibili per concerti, eventi e festival, sia in trio acustico che full band elettrica.
infoline: 348 4466307 info@geomusic.it 

 

// 12 novembre 2017 // No Comments » // News

CONNLA E KILA NELLA TOP TEN DI SONGLINES

Il numero di novembre del prestigioso Songlines Magazine ha messo i Connla alla posizione numero 1 della Top Ten Essential Irish Albums con River Waiting! E ci sono anche i Kila con Kila Alive!
Complimenti ai Connla e ai Kila, da sempre rappresentati in Italia da Geomusic!


CONNLA e KILA sono rappresentati in Italia da Geomusic e sono disponibili per concerti, eventi e festival.

infoline: 348 4466307 info@geomusic.it 

CONNLA

 

// 6 novembre 2017 // No Comments » // News

NUOVO ALBUM, RARITA E BOX RICHARD THOMPSON

Il 25 agosto 2017 è uscito Acoustic Classics II, il nuovo disco di Richard Thompson in cui il carismatico songwriter inglese ripercorre il suo lungo viaggio riproponendo antichi brani in nuove versioni, come del resto aveva già fatto col vol. I di questi suoi Acoustic Classics nel 2014. Quattordici brani indimenticabili, tra cui Crazy Man Michael, Keep Your Distance, Gethsemane, Pharaoh, A Heart Needs A Home, Jet Plane in A Rockin’ Chair, Genesis Hall, She Twists The Knife Again, Meat on The Ledge, rivestiti di abiti naturalmente acustici, come del resto il titolo chiaramente dichiara.

Così ce lo presenta la recensione del Guardian:
“Quando canta Richard Thompson, il mare si divide e le rocce si sgretolano. È una voce perentoria e al tempo stesso confidenziale, ma che sa restare giovane da togliere il fiato, che non cambia negli anni, come dimostra questa seconda raccolta in cui rivisita il suo ricco catalogo. C’è anche la sua chitarra, come sempre di un chiarore perlaceo, ancora squisitamente viva, coraggiosa e arrabbiata. Prendiamo questa nuova versione di Genesis Hall, il pezzo di aperture che scrisse per Unhalfbricking dei Fairport Convention: la sua storia delle lotte ideologiche della fine degli anni Sessanta, ispirata da suo padre poliziotto e dagli squatters con cui viveva, suona ancora piena di vita come quasi cinquant’anni fa. Ma vi sono altre tappe della lunga carriera, affascinanti come quelle dei giorni più quieti della musica folk: Devonside del 1983, Pharoah del 1988 e Gethsemane del 2003 che brillano di una luce particolare.”

il 6 ottobre è uscito Acoustic Rarities, con una scaletta di piacevoli sorprese:
1. What If?
2. They Tore The Hippodrome Down
3. Seven Brothers
4. Rainbow Over The Hill
5. Never Again
6. I Must Have A March
7. I’ll Take All My Sorrows To The Sea
8. Poor Ditching Boy
9. Alexander Graham Bell
10. Sloth
11. Push and Shove
12. End Of The Rainbow
13. Poor Will and The Jolly Hangman
14. She Played Right Into My Hands

Il 3 novembre ha visto invece la pubblicazione di Richard Thompson – Live At Rockpalast – un box contenente 3 CD + 2 DVD, registrato dal vivo il 12 dicembre 1983 alla Markthalle di Amburgo e il 26 gennaio 1984 aCannes.

All’inizio degi anni ottanta Richard Thompson pubblica uno dei suoi dischi più belli, Hand of Kindness, poi va in tour con una big band per supportarlo. Nel box sono raccolti due concerti di indubbia forza e spessore dove Thompson, oltre a presentare Hand of Kindness, eseguiva brani tratti dal suo vasto repertorio. Da Shoot Out The Lights (l’ultimo disco con Linda Thompson ), alle canzoni di Glenn Miller, persino Jerry Lee Lewis. Senza dimenticare la tradizione, qui ripresa con il classico Danny Boy.


RICHARD THOMPSON è rappresentato in Italia da Geomusic, ed è disponibile per concerti, eventi, festival, sia in versione solista che con il gruppo, acustico o elettrico.

Stiamo lavorando intorno ad alcune sue date per l’anno prossimo, con la band, nell’ambito del tour primaverile.

Infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

// 2 novembre 2017 // No Comments » // News

BELLA SERATA NICK DRAKE A CASA GEOMUSIC

Venerdì 20 ottobre si è svolta a Casa Geomusic di gandino la seconda Degustazione Musicale, dedicata all’indimenticabile folksinger e storyteller britannico NICK DRAKE, scomparso a soli ventisei anni dopo aver realizzato tre album ineguagliati per grazia e levità (Five Leaves Left, Bryter Layter e Pink Moon).
Ringraziamo i protagonisti della serata, significativamente titolata “Le dolci suggestioni della Luna Rosa”: il chitarrista/cantante ROBERTO CALVI, in arte “TELEMACO”, da sempre appassionato e studioso delle composizioni di Drake, e LUCA ‘CHINO’ FERRARI, autore di Un’anima senza impronte (prima biografia in volume edita nel 1986) e The Sweet Suggestions of the Pink Moon (1996).

La sala piena di appassionati e il calore degli amici intervenuti ci invitano a pensare all’organizzazione di nuove “degustazioni”. State sintonizzati: ve ne daremo notizia al più presto!

 

// 23 ottobre 2017 // No Comments » // News

I VENT ANNI DI BERGAMO MUSICA

«Bergamo musica» compie vent’anni in questo 2017: furono Sergio Aristolao, già titolare dello storico
«Dischi Celadina» (nato nel 1971), e Flavio Facchinetti, grande appassionato di musica e fondatore e chitarrista dei «Tool Silence», a inaugurarlo il 22 dicembre 1997.
Bergamo Musica record store è a Seriate (Bg) in via Nazionale 34.
www.bergamomusicarecordstore.it

Auguri agli amici Flavio e Sergio, che tengono viva una passione comune con affetto e competenza.

La storia nell’articolo/intervista su Bergamo post del 13 ottobre 2017.

// 19 ottobre 2017 // No Comments » // News

ROBYN HITCHCOCK, IN AUTUNNO IN ITALIA

Il cantautore inglese ROBYN HITCHCOCK sarà in Italia il prossimo ottobre,
queste le date già fissate:

12/10/2017
CANTU (Co) All’Unaetrentacinquecirca

13/10/2017
PIACENZA Conservatorio Nicolini (con Annie Barbazza)

14/10/2017
FERRARA Sala Estense

15/10/2017
SASSARI Il Vecchio Mulino

 

Il 21 aprile del 2017 è uscito in tutto il mondo il nuovo album di Robyn Hitchcock, con lo stesso suo nome.
Pubblicato dalla Yep Roc Records, contiene dieci canzoni originali, ed è prodotto da Hitchcock insieme a Brendan Benson (The Raconteurs) e registrato a Nashville, nel Tennessee. Diversamente dai lavori precedenti, in cui era la chitarra a farla da padrona, questa volta sono con lui un buon numero di tastieristi, tra cui Gillian Welch, Emma Swift, Pat Sansone (Wilco, The Autumn Defense) e c’è anche Grant-Lee Phillips. Insomma un sound che ricorda più quello di una band che del songwriter solitario nelle cui vesti è spesso apparso il cantautore inglese.
Questi i titoli in scaletta, sempere in bilico tra letteratura e psichedelia:
– I Want To Tell You About What I Want
– Virginia Woolf
– I Pray When I’m Drunk
– Mad Shelley’s Letterbox
– Sayonara Judge
– Detective Mindhorn
– 1970 In Aspic
– Raymond And The Wires
– Autumn Sunglasses
– Time Coast

 

ROBYN HITCHCOCK, rappresentato in Italia da Geomusic, è disponibile per concerti, festival ed eventi.
infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

// 16 ottobre 2017 // No Comments » // News

BAP KENNEDY (17 giugno 1962 – 1 novembre 2016)

Brenda ci manda questo pensiero, a un anno dalla scomparsa di Bap Kennedy, suo compagno di vita: “È difficile credere che si stia avvicinando il primo anniversario della morte di Bap. Nel mese di ottobre condividerò tutte le tracce del suo ultimo album Reckless Heart, così che tutti possano ricordarsi di Bap e della magia della sua musica. E so che questo è qualcosa che egli avrebbe davvero apprezzato.

Quando Bap era malato l’anno scorso, era molto importante per lui sapere quanto la sua musica fosse importante per la gente. Queste le sue parole, prese dal blog che teneva allora: “Dal profondo del mio cuore, grazie a tutti quelli che hanno apprezzato e supportato la mia musica in tutti questi anni. L’amore non cederà mai.”

nothing can stand in the way of love

good as gold

i should have said

Stiamo anche lavorando al sito di Bap, con nuovi testi e download. L’obiettivo è quello di cambiare il website dalla principale fonte di informazioni sul suo lavoro, in una sorta di casa per la musica che ha saputo creare nel corso della sua vita. E di questo ringrazio mio figlio Kenneth per tutto il lavoro che sta facendo per aiutarmi a raggiungerlo.”

Love,
Brenda

// 8 ottobre 2017 // No Comments » // News

NATALE 2017: GOSPEL SPIRITUAL e…

Gospel e Spiritual, due generi che al potere della musica sanno aggiungere quello ben più forte della parola. Per anni i neri d’America hanno cercato di alleviare le proprie sofferenze con canti di lavoro che, affinandosi nel tempo, hanno ormai prodotto un repertorio vastissimo di suoni e parole che ne hanno fatto una categoria di eccellenza, prima di tutto nella vocalità, sia solista che corale. Parole di speranza, di dolore che si fa coscienza e liberazione dalle sofferenze quotidiane e storiche, con lo sguardo rivolto a un cielo che si sa essere benevolo e giusto.

Suoni e parole che si accordano meravigliosamente con le feste natalizie, per condividere la gioia dell’attesa e della natività, del nuovo anno e dell’Epifania nel canto corale che si fa auspicio di pace per un mondo migliore.

Anche quest’anno Geomusic propone una selezione dei migliori artisti internazionali, autentici interpreti del genere Gospel e Spiritual, per festival, manifestazioni o singoli concerti in piazze, locali e chiese.

Al Gospel più autentico, proposto da artisti originali, Geomusic affianca, come di consueto, una selezione di proposte di carattere etnico improntate al Natale o particolarmente adatte alla ricorrenza, inclusa una riedizione che garantisce forti emozioni de “La Buona Novella” di Fabrizio De André, da parte della Piccola Orchestra Apocrifa di Giorgio Cordini, oltre a produzioni internazionali di carattere etnico improntate alla valorizzazione delle tradizioni natalizie nel mondo e produzioni speciali di classici per quelle festività.

Non esitate a contattarci per informazioni e preventivi.

Le disponibilità si riducono rapidamente. Pertanto se interessati v’invitiamo a contattarci al più presto.

Ci è gradita l’occasione per ricordarvi la nostra disponibilità artistica per eventi singoli o rassegne anche a tema. In particolare nelle ricorrenze più immediate: CAPODANNO CELTICO, NATALE, CAPODANNO, CARNEVALE, FESTA della DONNA, St. PATRICK e le classiche ricorrenze del 25 aprile e 2 giugno.
Restate sintonizzati sul nostro sito, costantemente aggiornato, e contattateci anche solo per una consulenza o un preventivo.

infoline: 348 4466307 info@geomusic.it 

// 5 ottobre 2017 // No Comments » // News

SERATA NICK DRAKE A CASA GEOMUSIC

Seconda Degustazione Musicale in Casa Geomusic venerdì 20 ottobre.
In questo nuovo appuntamento s’indaga il meraviglioso mondo dell’indimenticabile folker inglese NICK DRAKE, scomparso a soli ventisei anni dopo aver realizzato tre album ineguagliati per grazia e levità (Five Leaves Left, Bryter Layter e Pink Moon). Un artista tanto introverso Nick, quanto capace di disegnare scenari di una straniante, infinita alterità. Qualità rare che ancora oggi riverberano i propri raggi che fendono il ghiaccio e la nebbia.

Protagonista della serata, significativamente titolata “Le dolci suggestioni della Luna Rosa” i l chitarrista/cantante ROBERTO CALVI, in arte “TELEMACO”, da sempre appassionato e studioso delle composizioni di Drake, che propone come non si sono mai ascoltate prima d’ora, cogliendo l’essenza più profonda della sua poetica con esiti inaspettati e sorprendenti. Una performance accompagnata dal racconto della vita di Drake di LUCA ‘CHINO’ FERRARI, autore di Un’anima senza impronte (prima biografia in volume edita nel 1986) e The Sweet Suggestions of the Pink Moon (1996).

 

Per partecipare all’eccezionale evento è necessario prenotare telefonicamente (al 3484466307): poco più di una cinquantina i posti, per garantire il buon ascolto e quel contatto diretto con i protagonisti tipico dei migliori folk club.

Casa Geomusic è a Gandino (Bg), in via Provinciale, 24, parcheggio in prossimità; ritrovo intorno alle 20,30 e inizio alle ore 21 circa. A fine concerto seguirà una degustazione di prodotti della Valgandino a base di mais spinato, accompagnati da un buon calice di vino, il tutto in una dimensione familiare.

// 3 ottobre 2017 // No Comments » // News

TUTTI GLI ALBUM DEI PENTANGLE NEL BOX DI 7 CD

Per la prima volta, tutti gli album dei PENTANGLE sono raccolti in un box di sette cd (pubblicato dalla Cherry Red) per celebrare il cinquantesimo della formazione della band. Ogni disco è stato rimasterizzato dalle migliori fonti disponibili, tra cui in maniera rilevante i nastri originali e i vinili. a ognuno di loro sono stati poi aggiunti vari bonus, tra cui selezioni dai contemporanei lavori solisti di Bert Jansch e John Renbourn, out-take e pezzi dal vivo. in totale, oltre al materiale della discografia originale, sono ben ventidue the package, there are an impressive 22 recordings which are previously unreleased.

 

 

DISC ONE:
THE PENTANGLE
1. LET NO MAN STEAL YOUR THYME
2. BELLS
3. HEAR MY CALL
4. PENTANGLING
5. MIRAGE
6. WAY BEHIND THE SUN
7. BRUTON TOWN
8. WALTZ

BONUS TRACKS
9. KOAN (TAKE 2)
10. THE WHEEL
11. THE CASBAH
12. BRUTON TOWN (TAKE 3)
13. HEAR MY CALL (ALTERNATE VERSION)
14. WAY BEHIND THE SUN (ALTERNATE VERSION)
15. WAY BEHIND THE SUN (INSTRUMENTAL)
16. BRUTON TOWN (TAKE 5) *
17. KOAN (TAKE 1)
18. TRAVELLING SONG (NON-LP SINGLE VERSION WITH STRINGS)
19. POISON
20. I GOT A FEELING *
21. MARKET SONG *
* PREVIOUSLY UNISSUED

DISC TWO:
SWEET CHILD – DISC 1 (LIVE AT THE FESTIVAL HALL)
1. MARKET SONG
2. NO MORE MY LORD
3. TURN YOUR MONEY GREEN
4. HAITIAN FIGHT SONG
5. A WOMAN LIKE YOU
6. GOODBYE PORK-PIE HAT
7. THREE DANCES (BRENTZEL GAY/LA ROTTA/THE EARL OF SALISBURY)
8. WATCH THE STARS
9. SO EARLY IN THE SPRING
10. NO EXIT
11. THE TIME HAS COME
12. BRUTON TOWN

BONUS TRACKS
13. HEAR MY CALL
14. LET NO MAN STEAL YOUR THYME
15. BELLS
16. TRAVELLING SONG
17. WALTZ
18. WAY BEHIND THE SUN
19. JOHN DONNE SONG

DISC THREE:
SWEET CHILD – DISC 2 (STUDIO)
1. SWEET CHILD
2. I LOVED A LASS
3. THREE PART THING
4. SOVAY
5. IN TIME
6. IN YOUR MIND
7. I’VE GOT A FEELING
8. THE TREES THEY DO GROW HIGH
9. MOON DOG
10. HOLE IN THE COAL

BONUS TRACKS
11. HOLE IN THE COAL (ALTERNATIVE VERSION)
12. THE TREES THEY DO GROW HIGH (ALTERNATIVE VERSION)
13. HAITIAN FIGHT SONG (STUDIO VERSION)
14. IN TIME (ALT. VERSION)
15. A WOMAN LIKE YOU (UNABRIDGED TRIO VERSION) *
16. I’VE GOT A WOMAN (TRIO MIX) *
17. I AM LONELY (JANSCH SOLO MIX) *
18. POISON
19. BLUES
20. SALLY GO ROUND THE ROSES (ALT. VERSION 2)
21. MOONDOG (FULL BAND VSN) *
* PREVIOUSLY UNISSUED

DISC FOUR:
BASKET OF LIGHT
1. LIGHT FLIGHT (THEME FROM “TAKE THREE GIRLS”)
2. ONCE I HAD A SWEETHEART
3. SPRINGTIME PROMISES
4. LYKE WAKE DIRGE
5. TRAIN SONG
6. HUNTING SONG
7. SALLY GO ROUND THE ROSES
8. THE CUCKOO
9. HOUSE CARPENTER

BONUS TRACKS
10. SALLY GO ROUND THE ROSES (ALTERNATIVE VERSION)
11. COLD MOUNTAIN (B-SIDE)
12. I SAW AN ANGEL (B-SIDE)
13. HOUSE CARPENTER * (LIVE IN ABERDEEN)
14. LIGHT FLIGHT (LIVE IN ABERDEEN) *
15. PENTANGLING (LIVE IN ABERDEEN)
* PREVIOUSLY UNISSUED

DISC FIVE:
CRUEL SISTER
1. A MAID THAT’S DEEP IN LOVE
2. WHEN I WAS IN MY PRIME
3. LORD FRANKLIN
4. CRUEL SISTER
5. JACK ORION

BONUS TRACKS
6. WILL THE CIRCLE BE UNBROKEN (TAKE 1, NO HARMONICA) *
7. RAIN & SNOW (TAKE 2) *
8. OMIE WISE (TAKE 2, LIVE VOX) *
9. JOHN’S SONG (TAKE 7) *
10. REFLECTION (OLYMPIC STUDIOS TAKE 1) *
11. WHEN I GET HOME (ALTERNATIVE VOCAL) *
* PREVIOUSLY UNISSUED

DISC SIX:
REFLECTION
1. WEDDING DRESS
2. OMIE WISE
3. WILL THE CIRCLE BE UNBROKEN?
4. WHEN I GET HOME
5. RAIN AND SNOW
6. HELPING HAND
7. SO CLEAR
8. REFLECTION

BONUS TRACKS
9. SHAKE SHAKE MAMA
10. KOKOMO BLUES
11. FARO ANNIE
12. BACK ON THE ROAD AGAIN
13. WILL THE CIRCLE BE UNBROKEN (TAKE 3, LIVE VOX) *
14. REFLECTION (COMMAND STUDIOS, TAKE 1, WORDLESS VOX) *
15. JOHN’S SONG (TAKE 5, FUZZ GUITAR) *
16. WONDROUS LOVE *
* PREVIOUSLY UNISSUED

DISC SEVEN:
SOLOMON’S SEAL
1. SALLY FREE AND EASY
2. THE CHERRY TREE CAROL
3. THE SNOWS
4. HIGH GERMANY
5. PEOPLE ON THE HIGHWAY
6. WILLY O’ WINSBURY
7. NO LOVE IS SORROW
8. JUMP, BABY, JUMP
9. LADY OF CARLISLE

BONUS TRACKS
10. WHEN I GET HOME (LIVE AT GUILDFORD CIVIC HALL 11/72) *
11. SHE MOVED THROUGH THE FAIR (LIVE AT GUILDFORD CIVIC HALL 11/72) *
12. TRAIN SONG (LIVE AT GUILDFORD CIVIC HALL 11/72) *
* PREVIOUSLY UNISSUED

// 1 ottobre 2017 // No Comments » // News

PRODIGAL SON il nuovo album di Elliott Murphy

Prodigal Son, il trentacinquesimo album di Elliott Murphy, esce il 19 maggio 2017 in Europa e negli Stati Uniti. Raccoglie composizioni originali scritte in tre anni e segna un passo coraggioso sia in termini musicali che a livello di testo nella carriera di uno dei più originali e classici cantautori americani.
Registrato a Parigi, al Question de Son Studio che ha ospitato artisti come Kanye West e Beck, con la band che lo accompagna da anni, The Normandy All Stars, con Alan Fatras, Laurent Pardo e il virtuoso della chitarra Olivier Durand. Purtroppo, Laurent Pardo ha lasciato questo mondo proprio dopo aver finito la lavorazione del disco, nelle cui note Elliott scrive una commossa dedica.
Prodotto, mixato e arrangiato dal figlio di Elliott, Gaspard Murphy, vede il lavoro alle tastiere di Leo Cotton che ricorda il tocco di Leon Russell e l’evocativo violino di Melissa Cox.
Prodigal Son è stato concepito e scritto con l’idea di fondere un coro gospel, con le sue voci che si innalzano, con quella di Murphy in brani come la monumentale Wit’s End. Ma ci sono anche l’inno Chelsea Boots, la commovente canzone d’amore Let Me In, e la toccante storia della crescita di una ragazza in Hey Little Sister. L’album chiude con uno dei pezzi a tutt’oggi più lunghi di Elliott, Absalom, Davy & Jacky O – un intero film noir in una canzone – che arriva a più di undici minuti.
Dopo la pubblicazione del film The second act of Elliott Murphy – con interviste con Bruce Springsteen (che dice di Elliott Murphy: “Non credo abbia mai scritto una brutta canzone”) e Billy Joel (“Ho capito la sua qualità sin dalla prima volta che l’ho visto”) – Prodigal Son esce sia in vinile che in cd, ed è di sicuro un’altra avvincente tappa di una storica carriera musicale cominciata con Aquashow nel 1973.


ELLIOTT MURPHY è rappresentato in Italia da Geomusic, ed è disponibile per concerti, eventi, festival estivi, sia con la band che in duo con Olivier Durand. In tour in Italia dal 22 al 28 giugno, per la presentazione del nuovo album.infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

// 26 agosto 2017 // No Comments » // News

NEW ACOUSTIC MUSIC A VASTO

Venticinquesima edizione del New Acoustic Music Festival di Vasto. La prestigiosa rassegna, che ha raggiunto il quarto di secolo, si svolge nei giardini dello splendido Palazzo D’Avalos nell’altrettanto incantevole cittadina sul mare Adriatico. Due giornate dedicate alla musica acustica di qualità cui Geomusic ha sempre collaborato con piacere, portandovi ogni volta artisti di levatura internazionale (bastano i nomi di John Renbourn, Jacqui McShee, Mary Coughlan, Magna Carta, Strawbs, Bert Jansch, Tony McPhee, Elliott Murphy, Fairport Convention, Eric Bibb, Robyn Hitchcock…?). Quest’anno è la volta di PAUL ROLAND e JOHN GREAVES, che si esibiranno entrambi accompagnati da ANNIE BARBAZZA, astro nascente del miglior incrocio tra prog e avanguardia, non a caso “cresciuta” dal grande Greg Lake purtroppo recentemente scomparso.

www.namfestival.it

// 14 agosto 2017 // No Comments » // News

ASHLEY HUTCHINGS e BLAIR DUNLOP

Martedì 1 agosto 2017, nella prestigiosa location del Museo Internazionale delle Ceramiche di Faenza, si sono esibiti ASHLEY HUTCHINGS & BLAIR DUNLOP. Una combinazione insolita per padre e figlio le cui carriere percorrono da sempre strade diverse. Ma l’occasione per salire insieme sul palco prima o poi doveva arrivare, e proprio a Faenza, in questa prima nazionale, hanno dato vita a un lungo meraviglioso set, un viaggio nel passato e nel futuro della canzone d’autore inglese. Applauditissimi dal folto pubblico che ha molto apprezzato la voce e lo stile chitarristico del giovane Blair, non più una promessa ma una consolidata e concreta realtà della scena cantautorale britannica. Blair ha interpretato nuove composizioni che sta registrando per l’atteso nuovo album, di prossima pubblicazione. Ashley ha percorso le sue esperienze dai Fairport ai recenti Rainbow Chasers, ma ha anche proposto sue composizioni scelte tra i quasi cento album sin qui realizzati: un vero primato che lo conferma alfiere della Musica folk d’oltremanica!
Li attendiamo nuovamente con noi per regalarci emozioni come in questa splendida serata.
Grazie Ashley, grazie Blair!

Ashley Hutchings è rinomato a livello internazionale quale Guv’nor del Folk Rock britannico.
Infatti, ha dato vita a ben tre dei gruppi più importanti del genere: Fairport Convention, Steeleye Span e Albion Band. La sua è una carriera che copre ormai più di cinquant’anni, nei quali è stato band leader, musicista, cantante, compositore, produttore, attore, poeta, praticamente tutto! Ha al suo attivo quasi un centinaio di album, ed è stato nominato Baronetto dalla regina d’Inghilterra per quanto fatto per la musica folk.
Ciliegina sulla torta quanto Bob Dylan disse su di lui in tale occasione: “Ashley Hutchings è la figura singola più importante del folk-rock inglese. I suoi Fairport Convention hanno registrato alcune delle versioni migliori delle mie canzoni”.

Blair Dunlop segue le orme paterne. Nonostante la giovane età, venticinque anni, ha già raggiunto un notevole successo in patria e ha ricevuto l’ammirazione di molti musicisti.
L’abilità chitarristica di Blair, insieme alle capacità compositive e a una voce affascinante, gli ha permesso di ricevere il premio di BBC Radio Horizon quale “miglior nuovo talento musicale acustico in Gran Bretagna”. Ha pubblicato tre album e due singoli, trasmessi lo scorso anno sulla radio nazionale BBC, vale a dire suonate praticamente ogni giorno per tutta l’estate.

Quando Blair era ancora più giovane, il padre faceva qualche concerto suonando con lui, ma negli ultimi anni i due non si sono più ritrovati sullo stesso palco. Questa data italiana è dunque un’occasione unica per vederli esibirsi ancora insieme. Suoneranno e canteranno una varietà di composizioni proprie e altre dalla tradizione folk, più alcuni brani dall’album anglo-italiano My Land is your Land (pubblicato nel 2008 con Ernesto de Pascale), un importante cd di nuovi pezzi tra Inghilterra e Italia, la loro storia e la loro cultura.

Ashley e Blair sono disponibili per eventi, concerti e festival.

infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

// 16 luglio 2017 // No Comments » // News

a BOBBIO con ANDY IRVINE CONNLA STRAWBS INIS FAIL

Ventesima edizione di IRLANDA IN MUSICA, la manifestazione dedicata alla musica acustica di qualità che si svolge tra i colli della Val Trebbia, nell’antico borgo di Bobbio (in provincia di Piacenza) nella centralissima, e scenografica piazza San Colombano, dedicata al santo irlandese che proprio qui è venuto a morire ed è sepolto nella cattedrale. Geomusic, che vi collabora praticamente da sempre, anche quest’anno è presente con i suoi artisti:

giovedì 13 luglio
CONNLA

venerdì 14 luglio
INIS FAIL QUARTET
ACOUSTIC STRAWBS

sabato 15 luglio
ANDY IRVINE

I concerti sono alle ore 21 ma l’apertura è alle ore 18.30 con bar e punto ristoro.

Nei prossimi giorni vi faremo avere il sito degli organizzatori del festival, su cui potrete trovare notizie sugli altri artisti partecipanti (Annie Barbazza, Paul Roland, Clover, Warm Morning Brothers, Grafton Street) e aggiornamenti.

// 16 luglio 2017 // No Comments » // News

SIRTOS IN ITALIA CON SUONI E DANZE GRECHE

I SIRTOS tornano in Italia, e saranno in concerto al
Castello di Torrechiara (Langhirano, provincia di Parma) il 22 luglio.

Sono disponibili nei giorni 2 e 24 luglio per concerti, eventi e festival, un graditissimo ritorno per una bellissima serata all’insegna della musica del mediterraneo.

infoline: 348 4466307 info@geomusic.it 

Dalla comunità greca di Budapest questa eccellente formazione sulle scene da più di trentacinque anni per proporre canti, musiche e danze delle isole greche, di Tracia e della penisola balcanica; ballate e ataviche melodie si alternano a ritmi asimmetrici fortemente influenzati dal vicino Medio Oriente, in un susseguirsi di brani dai forti accenti mediterranei. I componenti di Sirtos provengono dall’isola di Creta e di quella parte di terra ellenica sanno trasmettere i più caratteristici umori.
Il gruppo si forma nell’autunno del 1980. All’epoca, la scelta preferita degli amanti della musica folk cadeva dalle loro parti nelle “táncház” (vere e proprie sale da ballo con musica tradizionale dal vivo). Alla tenera età di un anno, i Sirtos ereditano il palco del Danúvia Cultural Center, acquisendo così l’opportunità di lanciare la loro dance house.
Seguono tournée nazionali e poi, nel 1982, la prima performance in Grecia. L’accoglienza del pubblico ellenico, che li apprezza con calore, sarà uno stimolo incredibile al lavoro futuro. Si danno da fare per costruire un ampio repertorio musicale, aumentando parallelamente il numero degli strumenti suonati. Nello stesso tempo, effettuano numerose registrazioni per i programmi di musica folk della Radio ungherese e apprendono le tecniche esecutive della strumentazione popolare da maestri locali nel corso dei tour in Grecia.
Dal 1986 in poi, cominciano ad aprirsi le porte dell’Europa Occidentale. Suonano così in Olanda e Belgio, poi in Austria e Germania. La prova migliore del successo ottenuto sta nel fatto che il pubblico di questi paesi ne aspetta il ritorno di anno in anno.
Al concerto di Budapest del famoso compositore Mikis Theodorakis, i Sirtos hanno l’onore di aprire la serata, ottenendo un grande successo.
Dal 1993 si dedicano a visitare ogni estate i paesi del Mediterraneo e sono ospiti fissi in Italia, che hanno girato in lungo e in largo, essendo stati praticamente un po’ ovunque, dalle Alpi alla Sicilia. Seguono Spagna e Portogallo, dove sono stati più volte.

Continuano a viaggiare, in quel che loro stessi definiscono “rilassamento attivo”. Nel 2000 entrano in contatto col Balletto dell’Opera di Stato Ungherese per l’esecuzione di Zorba e, dopo un tour in Turchia, sono a Budapest col balletto stesso.

Il nome Sirtos viene da una danza popolare molto nota in Grecia. Nel corso della carriera, hanno continuato a gestire la loro sala da ballo, caso più unico che raro per un gruppo musicale. Dopo dieci anni però, il Danúvia chiude e si spostano all’Almássy tér dove ogni domenica negli ultimi venticinque anni il pubblico ha avuto l’opportunità di vederli e ascoltarli.
Ad oggi hanno inciso quattro album e hanno festeggiato nel 2005, con un grande concerto a Budapest, il quarto di secolo di attività.

Da allora il gruppo ha continuato a girare il mondo portando ovunque musica, voci e danze delle loro radici, mai abbandonate ma sempre coltivate con attenzione al rinnovamento per rinnovarne la fioritura. Vicini ormai al quarantesimo di attività si confermano formazione compatta e creativa, famosa in tutto il mondo per la grande comunicatività e la capacità di coinvolgere (e di far ballare!) anche il pubblico… più statico!

Formazione:
ANDREAS LEHOUDIS – bouzouki, chitarra, dzurato, baglama, lauto, voce
JUHÁSZ KATALIN – violino, baglama, voce
PALLAI ETELKA – armonica, kaval, tastiere, chitarra e voce
BACSKAY ZSUZSA – chitarra basso, violoncello e voce
PÁSZTI PÉTER – percussioni, chitarra e voce

Discografia:
Sirtos – 1985 (Hungaroton)
Greek Folk Music – 1990 (Harmonia Mundi)
Greek Music – 1995 (autoprodotto)
Greek Dances – 2008

// 8 luglio 2017 // No Comments » // News

CUIG IN ITALY

Dopo il successo dell’Irish Night al castello di Pagazzano sabato 8 luglio (nella foto sopra), continua il tour italiano degli irlandesi Cuig:

Domenica 9 luglio
SPILIMBERGO (Pn) Piazza Garibaldi, Folkest
Martedì 11 luglio
GANDINO (Bg) Piazza Vittorio Veneto
Mercoledì 12 luglio
BOLZANO Parco delle Semirurali
Giovedì 13 luglio
CASTEL TIROLO Castello


Cúig, che si sono formati alla fine del 2013, sono già tra gli artisti più promettenti della scena Irish trad. Nella loro musica mettono assieme arie bretoni, galiziane e del bluegrass americano, varianti già presenti nella tradizione irlandese, e sanno già accendere le emozioni del pubblico ben aldilà della verde isola con le loro sonorità eccitanti e innovative.

I Cúig sis ono conquistati la scena esibendosi in vari programmi televisivi e radiofonici. In particolare, ricordiamo le performance al Blas and Folk Club di BBC Radio Ulster, e il programma di BBC Radio 3 In Tune dove hanno mostrato abilità e talento a dispetto della giovanissima età. Nell’agosto del 2013,hanno partecipato al Fleadh Live di TG4 trasmesso a un pubblico mondiale di più di un milione di ascoltatori. Sin dalla loro formazione, i Cúig hanno condiviso il palco con alcuni dei più grandi nomi della musica irlandese, tra cui Flook, Beoga, Martin O’Connor Trio, Goitse e We Banjo 3.
I Cúig hanno portato la propria musica oltre iI confine della scena tradizionale irlandese. Nel giugno del 2013 hanno suonato prima di importanti nomi internazionali come i Flook al Les CeltiCimes Festival nelle Alpi francesi, ottenendo un ottimo successo. Nell’agosto del 2014 hanno invece partecipato al Balver Höhle Irish Folk Festival, in Germania, dove la loro esibizione ha ottenuto lusinghieri riscontri.
A fine 2016, vengono premiati quale “Miglior nuova Irish band” ai “Best of the Year Awards 2016” di Irish American News.
Formazione:
MICEAL MULLEN – banjo, mandolino
RONAN STEWART – violino, uilleann Pipes
CATHAL MURPHY – percussioni
EOIN MURPHY – organetto
RUAIRI STEWART – chitarra

Discografia:
– Cuig, ep
– New Landscapes

 

// 7 luglio 2017 // No Comments » // News

GLI IRLANDESI CUIG a GANDINO

Cúig, che si sono formati alla fine del 2013, sono già tra gli artisti più promettenti della scena Irish trad. Nella loro musica mettono assieme arie bretoni, galiziane e del bluegrass americano, varianti già presenti nella tradizione irlandese, e sanno già accendere le emozioni del pubblico ben aldilà della verde isola con le loro sonorità eccitanti e innovative.

I Cúig sis ono conquistati la scena esibendosi in vari programmi televisivi e radiofonici. In particolare, ricordiamo le performance al Blas and Folk Club di BBC Radio Ulster, e il programma di BBC Radio 3 In Tune dove hanno mostrato abilità e talento a dispetto della giovanissima età. Nell’agosto del 2013,hanno partecipato al Fleadh Live di TG4 trasmesso a un pubblico mondiale di più di un milione di ascoltatori. Sin dalla loro formazione, i Cúig hanno condiviso il palco con alcuni dei più grandi nomi della musica irlandese, tra cui Flook, Beoga, Martin O’Connor Trio, Goitse e We Banjo 3.
I Cúig hanno portato la propria musica oltre iI confine della scena tradizionale irlandese. Nel giugno del 2013 hanno suonato prima di importanti nomi internazionali come i Flook al Les CeltiCimes Festival nelle Alpi francesi, ottenendo un ottimo successo. Nell’agosto del 2014 hanno invece partecipato al Balver Höhle Irish Folk Festival, in Germania, dove la loro esibizione ha ottenuto lusinghieri riscontri.
A fine 2016, vengono premiati quale “Miglior nuova Irish band” ai “Best of the Year Awards 2016” di Irish American News.
Formazione:
MICEAL MULLEN – banjo, mandolino
RONAN STEWART – violino, uilleann Pipes
CATHAL MURPHY – percussioni
EOIN MURPHY – organetto
RUAIRI STEWART – chitarra

Discografia:
– Cuig, ep
– New Landscapes

// 7 giugno 2017 // No Comments » // News

SUCCESSO DEI DERVISH ALLO SPIRITO DEL PIANETA

Grande successo dei Dervish nel concerto allo Spirito del Pianeta di Chiuduno, sabato 27 maggio. I Dervish, da sempre nel roster di geomusic, si sono confermati i migliori tra gli interpreti della musica tradizionale irlandese, con un set di arie e danze miscelato con la consueta maestria e la presenza scenica di Kate Jordan, splendida regina del palco, con la sua voce indimenticabile e l’abilità che da sempre sa mostrare al bodhran.

Un’occasione, quella dello Spirito del Pianeta, per far conoscere la migliore musica irlandese, che da sempre Geomusic porta nel proprio dna. In particolare, oltre ai Dervish, quest’anno l’agenzia propone Cuig, Connla, Andy Irvine.

Artisti disponibili per concerti, festival, eventi.

Infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

// 29 maggio 2017 // No Comments » // News

NUOVO ALBUM DI FABRIZIO POGGI e GUY DAVIS

Nuovo disco per Fabrizio Poggi con Guy Davis. Così ce ne parla Angelina nella recente newsletter: “Fabrizio è appena tornato da un lungo tour con Guy Davis negli USA e in Canada per promuovere il loro nuovo disco Sonny & Brownie’s last train.
Il tour è stato un grande successo. Tanti complimenti e tantissime soddisfazioni. 
Tra le emozioni più importanti e inaspettate cito solamente la partecipazione del grande Ronnie Earl al concerto di Guy e Fabrizio venuto apposta ad ascoltare e a reincontrare Fabrizio. Quello è stato un momento davvero toccante. Per Fabrizio poi suonare con tra il pubblico una leggenda come Ronnie Earl, non è stato facile potete immaginare. E poi il concerto per il Sindaco di Newark, Ras Baraka, figlio del grande Amiri Baraka l’autore de Il popolo del blues, un libro che ha fatto la storia. E tanti altri magici momenti, e l’incontro con tanti altri bravi musicisti.
Il disco con Guy sta avendo un ottimo successo. Già da ben cinque settimane è al primo posto nella Top 50 di Roots Music Report, la classifica dei dischi più trasmessi dalle radio americane e del mondo.
Le recensioni sono bellissime. Siamo davvero felici. Considerando che Sonny Terry e Brownie McGhee erano due pietre miliari del blues mondiale e grazie a me e a Fabrizio siano stati riscoperti con l’idea di questo disco, non può che farci piacere. Fabrizio e il grande Guy Davis erede indiscusso di Robert Johnson, non potevano non creare qualcosa di speciale.”

 

// 28 aprile 2017 // No Comments » // News

DEGUSTAZIONI MUSICALI con PAOLO MAZZUCCHELLI


Degustazioni Musicali
è il nuovo progetto di Paolo Mazzucchelli, promosso da Geomusic, partito dall’apparente contraddizione del “raccontare” di musica in un mondo in cui l’accessibilità rende disponibili suoni, immagini, informazioni, in un modo impensabile sino al decennio scorso. Abbiamo a portata di mano tutto ma, al contempo, abbiamo perso la capacità di gustare le cose a fondo, dedicando loro i giusti tempi, i modi corretti, la pazienza.

Così come una buona bottiglia di vino necessita del bicchiere adeguato, del “respirare” dopo l’apertura, anche la Musica ha bisogno di attenzioni, disponibilità, curiosità. Così come un buon vino può essere raccontato partendo dalla terra dove è nato, dalle mani che l’hanno curato e dalla cantina che l’ha visto maturare, la musica può essere raccontata inquadrandola nel periodo storico e sociale in cui si è mossa, attraverso il ritratto dei suoi principali interpreti, attraverso i colori che l’hanno “vestita” o gli strumenti che l’hanno caratterizzata.

Degustazioni musicali è un invito a godere nuovamente della Musica in un modo più pieno, approfondito e meno frettoloso, (ri)scoprendo storie e suoni troppo spesso relegati in questi ultimi anni all’apparente qualità e alla subdola comodità della cosiddetta “musica liquida”.
Attraverso un racconto appassionato e competente (coadiuvato da immagini e musica) Paolo Mazzucchelli ha costruito una serie di incontri monotematici durante i quali ripercorre la nascita e l’evoluzione della musica pop rock, dagli esordi degli anni ‘50 ai giorni nostri, passando in rassegna i generi che l’hanno segnata, dal blues al folk, dalla psichedelia all’hard rock, dal progressive al punk, dalla new wave al grunge con quello stile che da anni contraddistingue le sue iniziative in veste di “raccontatore di musica”.

Già disponibili alcune serate: la prima dedicata agli anni cinquanta e alla nascita del rock ‘n roll, figlio del country bianco e del blues nero e punto di partenza imprescindibile per la comprensione della musica dei decenni successivi. Nella seconda il racconto è incentrato invece sulla cosiddetta scena “Progressive” inglese attraverso le gesta di gruppi come Genesis, Yes, ELP, Caravan, King Crimson, Nucleus e molti altri. Nella terza il fuoco è puntato sulla musica “Prog” italiana, quella che ha visto protagonisti gruppi quali Area, Premiata Forneria Marconi, Banco Del Mutuo Soccorso “immersi” nel turbolento mondo giovanile di allora, a cavallo fra festival, raduni, incidenti ai concerti, misticismo, droghe, impegno politico, faticosi tentativi di creare qualcosa di nuovo dopo la disillusione post 68. Di recente produzione anche una degustazione commemorativa sul “Monterey International Festival”, nel 50° anniversario del più importante evento musicale dei Sessanta al pari di “Woodstock”. Ma di grande importanza anche “I Vestiti della Musica”, viaggio fra le meraviglie delle copertine dei dischi, della quale alleghiamo presentazione.


I VESTITI DELLA MUSICA
è una sorta di viaggio a ritroso nel tempo in compagnia di Paolo Mazzucchelli (conoscitore, appassionato e collezionista di musica) alla riscoperta delle copertine dei dischi, della loro evoluzione da semplice ed anonimo contenitore a vera e propria icona, da elemento di marketing ad espressione dell’evoluzione di un gruppo o di un artista.
Un viaggio che parte dell’età d’oro del jazz sino ad arrivare ai fasti del progressive anni ‘70, passando fra i caleidoscopici colori della psichedelica, l’evoluzione grafica di artisti come Beatles, Doors e Pink Floyd, fra le curiosità delle copertine più strane ed elaborate, maliziose o censurate.
Una serata in grado di soddisfare l’accanito collezionista come il semplice curioso grazie ad un racconto “accompagnato” da un centinaio di copertine provenienti dalla collezione personale di Paolo Mazzucchelli (che vengono mostrate ed, in alcuni casi, fatte toccare, scoprire, aprire al pubblico presente), e coadiuvato dalla proiezione su grande schermo di un ulteriore gruppo di copertine, nonché da una colonna sonora adeguata.
Un viaggio a cavallo fra musica e cultura, arte e creatività, evoluzione artistica e sociale, costruito con l’umiltà e l’amore che solo i veri appassionati della musica conoscono, ben lungi quindi da certi ritorni “modaioli” che puntano a convincere i più sprovveduti che avere un giradischi e un po’ di dischi in vinile a casa sia molto “ IN ”.
L’iniziativa è portata avanti con successo da alcuni anni e proposta in ambiti quali biblioteche, centri culturali, scuole medie superiori, convention del disco da collezione, festival.

 

infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

// 20 aprile 2017 // No Comments » // News

MIGRATION BLUES il nuovo album di ERIC BIBB

È uscito il 31 marzo il nuovo album di Eric Bibb, Migration Blues. Con JJ Milteau all’armonica e Michael Jerome Browne a chitarra, violino, banjo e altro, Eric ci dà un ulteriore saggio della sua grande sensibilità, artistica e sociale. Ma lasciamo che sia lui stesso a raccontarci da cosa nasce questa nuova tappa della sua lunga discografia, che vede – oltre alle nuove composizioni – la ripresa di due classici della cultura americana, la dylaniana Masters of War e This land is your land scritta da Woody Guthrie nel 1940.

“Sorelle & fratelli,
La gioia di fare musica e dividerla con voi è gran parte della mia vita. Un’altra parte importante è costituita dal viaggiare e conoscere gente da ogni luogo. Questa esposizione a culture diverse mi ha portato a pensare a me stesso come cittadino del mondo, benedetto dalle innumerevoli opportunità di avere conoscenze ovunque. Una connessione che rende più facile superare pregiudizi e preconcetti verso genti e culture al di fuori della mia esperienza. A mio modo di vedere, il vero problema sono i pregiudizi verso i propri fratelli e sorelle che oggi vengono chiamati ‘profughi’ . Paura e ignoranza son il problema. I rifugiati non sono un problema, sono esseri umani coraggiosi che fuggono da circostanze insostenibili. Andarsene dalla guerra e da durezze insopportabili è quel che tanti hanno fatto, in ogni parte del mondo, per millenni. Non c’è niente di nuovo. Ogni cultura ha le sue storie, e canzoni, di migrazione. Pensando alla crisi attuale dei rifugiati, mi sono trovato a pensare alla Grande Migrazione, che ha visto milioni di afroamericani abbandonare la brutale segregazione e la miseria economica del Sud rurale per le città industriali del Nord. È questa similitudine a ispirare le nuove canzoni di questo album. Se pensate a un mezzadro che cerca un passaggio da Clarksdale a Chicago nel 1923, o a un orfano di Aleppo, in un barcone carico di profughi nel 2016, ecco questo è il blues dei migranti. Con questo disco voglio sollecitare tutti noi ad aprire i nostri cuori e le nostre menti ai rifugiati di ogni dove. Come la storia dimostra, veniamo tutti da gente che, in un tempo o nell’altro, ha dovuto spostarsi. Peace & Love, Eric”.

ERIC BIBB è rappresentato in Italia da Geomusic, ed è disponibile per concerti, eventi, festival.
infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

// 7 aprile 2017 // No Comments » // News

I 50 ANNI DEI FAIRPORT CONVENTION

Uscito a marzo (cd & lp) 50:50@50 è l’album dei Fairport Convention che festeggia i cinquant’anni di gloriosa attività. Bellissimo, racconta una storia che abbiamo condiviso e continuiamo a condividere con questo quintetto di veri gentiluomini, cui facciamo i complimenti e gli auguri per l’importante traguardo raggiunto in mezzo secolo di attività!

Ma vediamo di cosa si tratta nelle memorie di un protagonista come Dave Pegg:

“Il primo lp dei Fairport ion cui ho suonato è stato Full House, tanti anni fa nel 1970. E da allora ho suonato in tutti i lavori seguenti, così mi permetto di dire il mio pensiero su 50:50@50, quello del nostro cinquantesimo anniversario. E spero che queste poche parole possano esservi d’aiuto anche per capire da dove veniamo.
Per quanto i Fairport siano in giro da così tanto tempo, devo dire che non ci siamo mai riposati sugli allori. Siamo molto orgogliosi della nostra storia ma abbiamo sempre guardato avanti piuttosto che indietro, cercando sempre di tirar fuori materiale nuovo, nuove idee e suoni. Crediamo che ciò si rifletta sia nelle nostre registrazioni che nei nostrl spettacoli dal vivo.
Non siamo mai stati una band di studio, sempre stati in giro a darci da fare per poter pagar i conti che la vita ci presenta. Ecco perché abbiamo deciso che 50:50@50 sarebbe stato composto per metà da registrazioni dal vivo e per l’altra metà da incisioni in studio.
Il nostro sound engineer, John Gale, ha registrato gran parte del material nei concerti nel Regno Unito e al nostro festival annuale di Cropredy. Simon Yorath ha registrato due pezzi live in Europa.”

E ancora: “Questo album mostra ancora una volta la versatilità dei Fairport. Le tracce vanno infatti dal nuovo folk-rock (Eleanor’s Dream per esempio) ai vivaci strumentali (come in Danny Jack’s Reward, un’aria di Ric Sanders arricchita nella registrazione dal Conservatoire Ensemble di Joe Broughton) alle graziose e liriche canzoni di Chris Leslie (tipo Our Bus Rolls On).
Il disco dimostra anche la camaleontica attitudine dei Fairport per la collaborazione. Diventiamo la backing band di Robert Plant per Jesus On The Mainline (registrata live al The Mill theatre di Banbury) e abbiamo con noi la voce dei pentangle Jacqui McShee per Lady of Carlisle.
Ci sono tante altre belle cosine in questo 50:50@50 e speriamo veramente che anche a voi faccia piacere ascoltarlo. Dopo quarantasette anni nei Fairport sono molto orgoglioso del livello che la band ha saputo raggiungere nelle sue prime cinque decadi e lo sono altrettanto di 50:50@50, il dovuto tributo a mezzo secolo di costruzioni musicali”.

Live al Cropredy festival, 2016

I Fairport Convention sono rappresentati in Italia da Geomusic.
infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

// 27 marzo 2017 // No Comments » // News

GRAN SUCCESSO ITALIAN TOUR DEI CUIG

Si è concluso il tour italiano dei CUIG, la band irlandese composta da giovanissimi musicisti già tra i migliori protagonisti della scena Irish. Una conferma per Geomusic, lieta di aver ancora una volta scoperto giovani talenti, proposti al pubblico italiano che sa riconoscere le scelte di qualità. Il quintetto ha letteralmente infuocato le platee delle Irish night di Pagazzano e Gandino, in provincia di Bergamo, il Folkest a Spilimbergo e il Tirolo nelle due date di Bolzano e Castel Tirolo.

Se credete che stiamo esagerando, non vi resta che segnarvi questo nome: Cuig! e ricordarvi di andarli a vedere nelle prossime date italiane che sicuramente organizzeremo.

I Cuig sono rappresentati in Italia da Geomusic e sono disponibili per concerti, eventi e festival.

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(le foto sono di Giovanni Brembilla)

// 17 marzo 2017 // No Comments » // News

VINCENZO ZITELLO metamorphose concert

Venerdì 17 marzo 2017
VINCENZO ZITELLO
METAMORPHOSE CONCERTO
POGNANO (Bg) Chiesa Parrocchiale
Ore 20:45

 

Vincenzo Zitello – Compositore, Polistrumentista, Concertista tra i più importanti arpisti al mondo, e primo pioniere dell’Arpa Celtica in Italia, inizia i suoi studi musicali come Violinista, Violista e Flautista in giovanissima età, la sua formazione è stata di tipo classico, che ha progressivamente ampliato, attraverso un articolato percorso artistico che lo ha portato ad approfondire diversi linguaggi e stili musicali, per poi ottenerne un risultato espressivo e personale che afferma una nuova e inconfondibile personale identità musicale.
La musica di Vincenzo Zitello segue un preciso orientamento di ricerca che mira a esaltare le insospettabili potenzialità che dimorano tra le corde delle sue arpe. In concerto ne utilizza due che vengono suonate in alternanza, l’arpa Celtica e l’arpa Clarsach , due strumenti della tradizione Gaelica con caratteristiche sonore ed espressive differenti. Il concerto dal titolo “Metamorphose”, si svolge attraverso un percorso dotato di poetica autonomia e di matura sintesi espressiva e si svolge coinvolgente, in un crescendo fatto di lirismi, evocazioni, allusioni, ritmi, variazioni e virtuosismi che invariabilmente rapiscono ed incantano ogni ascoltatore.

// 11 marzo 2017 // No Comments » // News

MANUEL DE OLIVEIRA torna in solo con Elixir da Alma

Dopo il successo di Iberia Live, tour e album con Carles Benavent e Jorge Pardo, Manuel de Oliveira riparte per una nuova esperienza di palco, che ci presenta l’artista portoghese in una dimensione più intima, solo con la sua chitarra di fronte al suo pubblico.
Manuel ci permette così di rivivere quello che egli per primo sente nella musica, libera e completa in ogni sua forma.

Leggi la bio

Manuel de Oliveira è rappresentato in Italia da Geomusic ed èdisponibile per concerti, eventi e festival.

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// 8 marzo 2017 // No Comments » // News

ELLIOTT MURPHY A CAORSO CON LA NUOVA BAND

ELLIOTT MURPHY nuovamente in Italia, dove sono in tanti ad aspettarlo. Si esibirà con la sua band

Sabato 25 marzo al Teatro Cine Fox, in Piazza Rocca a CAORSO (Pc)

il concerto inizia alle ore 21 e l’ingresso costa 20 euro

Con lui sul palco il fido Olivier Durand alla chitarra, il figlio Gaspard al basso, Alan Fatras alla batteria e Leo Cotton alle tastiere.

 

 

// 21 febbraio 2017 // No Comments » // News

GEOMUSIC AGLI SHOWCASE SCOTLAND

Finita la prima fase della venticinquesima edizione del Celtic Connections, prendono il via, nell’ambito del prestigioso festival, gli SHOWCASE SCOTLAND, evento che vedrà la speciale presenza dell’Irlanda, con ospiti di grande calibro rappresentati in Italia da Geomusic. Sarà l’occasione per incontrare Michael McGoldrick, Danny Thompson, Le Vent du Nord e tanti altri impegnati anche nelle mitiche “Transatantic Sessions” oltre a colleghi provenienti da tutto il mondo. Geomusic è l’unica agenzia italiana presente all’importante vetrina internazionale, impegnata a ribadire l’interesse del nostro Paese per la musica celtica e scoto-irlandese in particolare.

 

// 17 febbraio 2017 // No Comments » // News

SEAN TAYLOR NEL ROSTER GEOMUSIC

Musicista e compositore, il giovane londinese Sean Taylor, che canta e suona la chitarra, è rapidamente cresciuto, sino a diventare uno dei nomi nuovi più caldi nella scena Britannica blues/acustica. La sua incredibile passione per il palco, l’assoluto talento e la capacità di scrittura fanno sì che in molti – tra cui il leggendario contrabbassista Danny Thompson – lo paragonino a John Martyn e Tom Waits.

Nel febbraio del 2017 esce Flood and Burn con undici nuove canzoni e una cover, ispirate a una varietà di generi musicali.
A Good Place To Die è un cocktail di Townes Van Zandt e Bob Dylan. Bad Case Of The Blues non avrebbe mai potuto essere scritta se non ci fosse stato Tom Waits. Cruelty Of Man è la pennellata jazz, mentre il brano d’apertura Codeine Dreams è giusto quel che ci vuole per creare l’atmosfera in cui ci si inoltra. Il blues arriva con Run To The Water e il pezzo che dà il titolo al disco. L’album è stato registrato dal vivo in studio, e sia Troubadour che Life Goes On hanno fatto parte del live set di Sean negli ultimi due anni, crescendo e maturando a ogni concerto. Until The End Of Time è la happy song, mentre la cover è quella di Heartbreak Hotel, che vede ospite Eliza Gilkyson. In chiusura Better Man, che parla di quanto possa essere bello e pericoloso essere un musicista, è stata scritta con in testa l’ospite speciale, la leggenda del contrabbasso Danny Thompson, come sempre eccezionale.
Tra gli altri “special guest” il leader della band di Leonard Cohen Roscoe Beck (contrabbasso), Hana Piranha (violino), Andre Moran (chitarra slide), Ephraim Owens (tromba), Jaimee Harris (cori), Mike Hardwick (Pedal Steel) Joe Morales (sassofono).
L’album è stato registrato ai Congress House Studios di Austin, in Texas, col produttore Mark Hallman (Carole King, Ani Di Franco).
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Sean Taylor, che non vede l’ora di suonare da noi, è rappresentato in Italia da Geomusic.
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// 16 febbraio 2017 // No Comments » // News

SEDAA tra Oriente e Occidente

Sedaa, che significa “voce” in persiano, traccia linee di congiunzione fra la musica tradizionale mongola e l’Oriente con sonorità straordinarie e affascinanti. I maestri cantori Nasaa Nasanjargal e Naraa Naranbaatar, che hanno studiato nella natia Mongolia, vi conducono, col virtuoso del dulcimer Ganzorig Davaakhuu e il polistrumentista iraniano Omid Bahadori nel sincero esotismo di un mondo che sta tra l’Oriente e le steppe mongole.
La base delle loro moderne composizioni è formata dai suoni naturali prodotti con strumenti tradizionali, utilizzando le antiche tecniche degli antenati nomadi con cui è possibile emettere, da una sola persona, più voci allo stesso tempo. La vibrante vocalità sottesa e la straordinarietà del canto armonico Hömii, unitamente al suono incantevole del violino a testa di cavallo Morin Khuur e il tocco perlaceo del dulcimer a centoventi corde si fondono con i pulsanti ritmi percussivi in un unico, mistico suono. Con queste credenziali di equilibrio acustico, Sedaa si presenta con un concerto di suoni innovativi e meravigliosi. I selvaggi canti ritmici, che ricordano il “trotto dei cavalli”, o le tenere ballate, sanno conquistare chi ascolta accompagnandolo in un viaggio nel grande paesaggio della natura.

Formazione:
NARAA NARANBAATAR – contrabbasso e voce
NASAA NASANJARGAL – violin, voce, oboe mongolo e dombra
OMID BAHADORI – chitarra, percussioni, voce
GANZORIG DAVAAKHUU – dulcimer

Discografia:
– Mongolian meets Oriental, 2009
– Letter from Mongolia, 2011
– New Ways, 2012

 

I Sedaa sono rappresentati in Italia da Geomusic e sono disponibili per concerti, eventi e festival.

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// 6 febbraio 2017 // No Comments » // News

Celtic Connections 2017 edizione da tutto esaurito

Quattro quinti degli eventi dell’edizione 2017 del più importante evento legato alla musica celtica e ai suoi legami in tutto il mondo, il Celtic Connections di Glasgow, hanno registrato il tutto esaurito al botteghino.
Diffusi anche i dati di partecipazione: nei diciotto giorni del festival più di duemila musicisti di cinquanta Paesi hanno suonato per circa ottocento ore in concerti, ceilidh, conferenze, workshop, eventi liberi e session a tarda ora in ventisei palchi.
Tra gli appuntamenti più importanti: A Night For Angus (in ricordo del violinista degli Shooglenifty recentemente scomparso), Martha Wainwright, Duncan Chisholm (The Gathering) e la Wind Resistance di Karine Polwart.

Nel complesso, la kermesse ha registrato più di centodiecimila spettatori.

Il direttore artistico Donald Shaw ha dichiarato che questi diciotto giorni sono stati “entusiasmanti e indimenticabili”. E ha aggiunto “Una delle bellezze più sentite del Celtic Connections è che pur all’interno della nostra tradizione della musica celtica, nelle collaborazioni internazionali la creatività si manifesta aldilà di ogni confine.”
“Sui nostri palchi presentiamo alcuni sei musicisti più brillanti oggi in attività, e esploriamo la ricchezza e la diversità della musica che celebriamo”.
“Il viaggio che abbiamo intrapreso col Celtic Connections 2017 ha dimostrato ancora una volta il potere della musica dal vivo nel connettere le vite di ognuno per entrare in risonanza con l’intero mondo in cui tutti noi viviamo, e stiamo già pensando alla presentazione della prossima edizione, quella del 2018, nell’occasione speciale del venticinquesimo!”.

Il festival è supportato dalla città di Glasgow, Creative Scotland e Glasgow Life.
Archie Graham, dirigente di Glasgow Life, ha detto che: “Il Celtic Connections consiste nel celebrare le nostre tradizioni, nel costruire nuovi contatti internazionali, attraverso i programmi educativi, e tutto ciò aiuta a far sì che la nostra eredità musicale celtica continui a vivere anche nel futuro, ogni mese dell’anno per le tante generazioni che verranno”.

Belfast Telegraph, 5 febbraio

La serata in onore di Angus Grant

// 6 febbraio 2017 // No Comments » // News

MOTION TRIO CHIUDE FISARMONIE A TREVIGLIO

VENERDI’ 10 MARZO 2017
Teatro Nuovo di Treviglio
Piazza Garibaldi (centro città)
In esclusiva nazionale
MOTION TRIO
dalla Polonia le innovative sonorità della fisarmonica
ore 21 – 15 euro

Si può prenotare con Sms al 348 4466307 oppure mail a info@geomusic.it indicando evento, nome, e nr. biglietti, che saranno poi ritirati e pagati alla cassa del concerto dando il proprio nome e senza sovrapprezzo!

 


Dopo i prestigiosi concerti del duo di dello stesso Riccardo Tesi e Maurizio Geri e l’inedito supergruppo Samurai, che riunisce in un progetto unico cinque tra i migliori virtuosi europei di fisarmonica e organetti, è la volta di un incredibile e innovativo ensemble: MOTION TRIO. I tre fisarmonicisti polacchi si sono ritrovati nel 1996 e da subito hanno cambiato i connotati con cui siamo soliti riconoscere questo strumento. Sei mani che sanno creare timbriche realmente coinvolgenti e non di rado sorprendenti. Gran parte della musica di questo ‘Infernale Trio’ è magistralmente scritta da Janusz Wojtarowicz. L’avanguardistico suono mette insieme pezzi di musica minimale, jazz e rock riconducendoli alla Nozione del Movimento: per ridefinire la fisarmonica ed esplorare paesaggi sonori apparentemente tanto lontani dalle esperienze cui ci ha abituato la tastiera ‘a vento’. I tre energetici suonatori fanno tutto ciò su basi strettamente acustiche, senza campionamenti o effetti che non fanno certo parte della loro concezione sonora.

“Altri strumenti come il violino, la chitarra e il piano sono già stati esaustivamente esplorati in ogni maniera, e a questo punto poco di veramente nuovo può essere realmente realizzato con essi. Tutt’altra cosa invece con la fisarmonica, che da qualche anno viene scoperta gradualmente e suonata con intenti sperimentali. I tradizionalisti della fisa hanno esaurito le proprie idee, e il nostro scopo è di trarre dalla fisarmonica note mai sentite prima, per sviluppare forme e suoni completamente nuovi e trasferirli sia su CD che, naturalmente, nelle esibizioni dal vivo.” Janusz Wojtarowicz

Nel 2000 il Motion Trio ha vinto il primo premio nella categoria ‘Trio’ e il ‘Grand Prix’’al quarto concorso internazionale di musica contemporanea di Cracovia intitolato a Krzysztof Penderecki. Lo stesso anno la stampa polacca li ha votati ‘miglior nuovo gruppo’. Il Cd Pictures of the Street – pubblicato in Polonia nel 2004 – ha stupito la critica che subito li ha accolti entusiasticamente: l’album è stato infatti premiato col Grand Prix dell’industria musicale polacca e votato Cd dell’anno. Motion trio ha lavorato con artisti dal pop al jazz alle varie contaminazioni del calibro di Bobby McFerrin, Tomasz Stañko, Micha Urbaniak, Trilok Gurtu, Atom String Quartet, ma anche con importanti ensemble di musica classica quali la Rundfunkorchester di Colonia, la Filmorchester Babelsberg, Sinfoniett Riga, Sinfonietta Cracovia, Rio de Janeiro Orquestra do Teatro Municipal, Chamber Orchestra “Aukso”, Łódź Philharmonic Orchestra, Hanseatica Chamber Orchestra (Gdańsk), Ensemble Kontraste di Norimberga.

Motion Trio vanta una splendida discografia copiosa, album che testimoniano la loro versatilità e l’evoluzione di un sound originale e assai accattivante.

Dicono di loro:

“Ho avuto l’opportunità di ascoltare più volte il Motion, sia in Polonia che all’estero. È un eccezionale trio di fisarmoniche, capitanato da Janusz Wojtarowicz, il compositore dei pezzi che sono anche musica jazz moderna. La loro attività è sostenuta non solo dalle loro personalità straordinarie, ma dall’elevato livello artistico dei musicisti stessi.”

Krzysztof Penderecki

“Io e il mio gruppo siamo rimasti impressionati dall’energia della loro musica, dotata di quelle tonalità che sono giusto quelle componenti che mancavano al nostro lavoro. La nostra cooperazione col Motion Trio si è rivelòata uno dei più esaltanti progetti cui abbia mai preso parte.”

Michael Nyman

“La vostra musica è straordinaria!”

Joe Zawinul

Il MOTION TRIO è composto da

Janusz Wojtarowicz (1971)

Fisarmonicista, compositore, arrangiatore, produttore, autore di musica per cinema e teatro, fondatore del Motion Trio e della Akordeonus, che ha pubblicato i dischi del gruppo e gli spartiti per fisarmonica. Ha iniziato a prendere lezioni di fisarmonica e piano all’età di sette anni, allievo di suo padre Eugeniusz, Janusz Wojtarowicz è diplomato al Liceo Musicale di Stato Fryderyk Chopin di Cracovia. Ha studiato fisarmonica all’Accademia di Cracovia e privatamente, e piano col professor Andrzej Białko. Da fisarmonicista solista si è guadagnato una solida reputazione in numerose competizioni dello strumento. È autore delle musiche di varie performance teatrali, tra cui quelle di Jerzy Jarocki, Piotr Cieplak, Rafał Kmita, Remigiusz Brzyk. Ha firmato la maggior parte del repertorio del Motion Trio.

Marcin Galazyn (1975)

All’età di sette anni comincia a studiare fisarmonica col professore Eugeniusz Ajdamach. Dopo aver acquisito un secondo diploma alla Scuola Nazionale Musicale di Bialystok, è passato a studiare lo strumento all’Accademia Musicale di Cracovia. Si è aggiudicato vari premi in molti concorsi per fisarmonica in Polonia e in competizioni di musica per fisarmonica jazz e da camera. È cofondatore dell’ensemble “Que Passa”, con cui è stato in tour otto anni con improvvisazioni su sonorità flamenco, latino e jazz. Fa parte del Motion Trio dal 1999.

Pawel Baranek (1978)

La sua educazione musicale comincia all’età di dieci anni, alla scuola di musica statale di

Miechów, dove impara a suonare la fisarmonica con gli insegnamenti del maestro Wiesław Kusion. Continua gli studi musicali con Kusion al liceo statale musicale Ignacy Paderewski di Tarnów. Ha studiato fisarmonica all’accademia musicale di Cracovia, col professor Janusz Pater, guadagnandosi i pieni voti con lode. Ha composto molti brani del repertorio del Motion Trio e ha primeggiato in diversi concorsi di fisarmonica nazionali ed esteri.

Motion trio:

“La semplice idea di suonare la fisarmonica e in maniera completamente acustica, senza aggiungere effetti di alcun tipo, rappresenta quel che siamo noi. Non usiamo campionamenti né l’elettronica. Perché dovremmo farlo quando abbiamo dei meravigliosi strumenti acustici? La fisarmonica ha già questi suoni dentro di sé, e copre la scala di un’orchestra da camera! Quante mani abbiamo! Quante possibilità di armonizzare suoni!”

“Prima di tutto siamo delle persone, e poi dei musicisti, poi ancora fisarmonicisti. Prendiamo quel che la vita ci passa. Al momento crediamo che tutto quel che riusciamo a fare sia merito del lavoro di squadra del Motion. Scegliamo da noi la nostra immagine, il nostro tipo di suono e scriviamo la musica che poi eseguiamo. Cerchiamo di farci comprendere per la nostra maniera di intendere la musica. Non ci sono altri modi, perché il Motion suona il proprio suono: questo è il primo e unico comandamento.”

“Prendiamo ispirazione dalla musica contemporanea, classica e barocca, dal jazz, e poi rock, metal, techno, house e disco. Quando prendiamo in mano la fisarmonica e il suono comincia a fluire non sappiamo da dove venga.”

Discografia

Live in Vienna – 2002

Pictures from the Street – 2004

Play Station – 2005

Metropolis – 2007

Michael Nyman & Motion Trio – 2009

Chopin, live at La Folle Journée – 2010

Brahms and Liszt and…, live at La Folle Journée – 2011

Mussorgsky, Prokofiev, Shostakovich, Khachaturian – 2012

Nic sie nie stalo (con L.U.C.) – 2013

City of harmony (con L.U.C.) – 2013

Polonium – 2013

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Teatro Nuovo: Ufficio cultura tel. 0363/317502 – 508 ufficio.cultura@comune.treviglio.bg.it

// 3 febbraio 2017 // No Comments » // News

IN ITALIA LA SUPERPREMIATA BAND IRLANDESE CONNLA

Connla è una nuova band irlandese carica di energia, con forti radici tradizionali che si nutre però anche di numerose influenze derivanti da ogni parte del mondo. Gli arrangiamenti emozionanti e innovativi di canzoni e arie folk tradizionali e moderne hanno fatto guadagnare al quintetto le lodi dell’intera comunità folk.

 

Nel 2015 pubblicano l’omonimo EP di debutto: dei quattro brani, due sono a base di pipes e flauto, mentre negli altri due è presente anche la voce. Ne ha subito parlato bene la stampa specializzata:
“Da tenere sott’occhio” TradConnect
“Un esordio straordinario che promette molto” Folkwords
“Un gruppo nuovo di zecca che si prenderà i primi posti della scena. Hanno un sacco di energia giovanile, combinata con un ‘veterano’ senso degli arrangiamenti, stile e profondità.”
Live Ireland
Nel 2016 arrivano i primi, prestigiosi, riconoscimenti: “Miglior Nuovo gruppo dell’anno” agli Awards di Live Ireland Music, ancora “New Group of the Year” per i lettori di Irish American news, “Artist of the Year” per Radio Banba, l’emittente on line su facebook e “Miglior nuovo sound” per Jack Baker di Irish American News di Chicago.
Il 2017 inizia con altri due premi: ‘Album vocale/strumentale dell’anno’ per Live Ireland ‘Livies’ Award e primi nella stessa categoria anche per Top TIR award – Irish American News.

“C’è qualcosa di seriamente interessante all’orizzonte,
e questa tempesta creativa si chiama Connla”
Irish Music Magazine

Insomma, un gruppo decisamente in ascesa, un altro di quei nomi “lanciati” da Geomusic che li distribuisce in esclusiva per l’Italia. Saranno di nuovo tra noi in questo 2017.

Disponibili per concerti, eventi e festival.
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// 3 febbraio 2017 // No Comments » // News

FISARMONIE a Treviglio con SAMURAI

SAMURAI provano nei SuperStudios di Casa Geomusic

Secondo appuntamento con FisArmonie al teatro Nuovo di Treviglio, dove venerdì 17 febbraio, alle ore 21 (ingresso 15 euro) saranno sul palco i SAMURAI, vero e proprio supergruppo della fisarmonica contemporanea che vede insieme: RICCARDO TESI e SIMONE BOTTASSO a rappresentare l’Italia; poi il basco KEPA JUNKERA, il finlandese MARKKU LEPISTO e l’irlandese DAVID MUNNELLY.


SAMURAI

Il favoloso ensemble di stelle di prima grandezza mette insieme nientemeno che cinque dei più affascinanti esponenti della fisarmonica, che hanno dato un enorme contributo nel portare avanti la causa dell’organetto diatonico, ciascuno nella propria sfera: tradizionale, folk, liscio, Irish music, jazz, colonne sonore e la lista potrebbe andare avanti ancora.
Quel che accomuna le diverse personalità è l’universo immaginario giapponese che si evince sin dal nome, ma questi musicisti hanno saputo combinare una varietà ampia di stili per creare un’esperienza musicale espressiva e audace. Ingenuamente melodici, brillantemente tonali, invitano ad assaporare tanto un’atmosfera di intimità quanto una gustosa infilata di balli scatenati.
La straordinaria lista di credenziali acquisita in lunghe carriere di risonanza internazionale, permette alla formazione di offrire un evento spettacolare ed estremamente affascinante.
È in uscita il loro primo album.
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Venerdì 17 febbraio
SAMURAI
Teatro Nuovo di Treviglio (Bg)
Ore 21:00 – 15 euro

 

infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

Teatro Nuovo: Ufficio cultura tel. 0363/317502 – 508 ufficio.cultura@comune.treviglio.bg.it

// 3 febbraio 2017 // No Comments » // News

DANNY THOMPSON con PAUL WELLER e ROBERT WYATT

Nello scorso mese di dicembre, Paul Weller è tornato nell’arena politica riunendo intorno a sé una band di alta qualità in cui spiccavano Robert Wyatt e Danny Thompson, insieme a Steve Pilgrim e Ben Gordelier, per una serie di concerti nel Regno Unito a sostegno del leader laburista Jeremy Corbin.

Una grande occasione per chi ha potuto assistervi, soprattutto per i tanti amici di Robert Wyatt che è tornato sul palco, dopo tanti anni, per suonare la tromba e far sentire ancora la sua voce. Danny Thompson, amico di lunga data di Geomusic, ci ha mandato delle foto che vogliamo condividere con voi.

Danny Thompson è rappresentato in Italia da Geomusic e tornerà presto anche da noi.

// 11 gennaio 2017 // No Comments » // News

50 di MICHAEL CHAPMAN mezzo secolo di grande musica

“Aldilà della tecnica e della sfera d’interessi, il suono di Chapman ha un’affascinante qualità narrativa che scorre nelle sue mercuriali fusioni delle varie tradizioni folk e blues”
Steve Dollar, Time Out Chicago

 

A due anni di distanza dal rarefatto, e per certi versi surreale, Fish, il il 19 gennaio del 2017 esce il celebrativo “50” su etichetta Paradise of Bachelors: dopo cinque decadi di registrazioni e tour, il veterano cantautore britannico e saggio della chitarra Michael Chapman ha finalmente dato alla luce quello che egli stesso chiama il suo “disco Americano”, intitolato Cinquanta proprio per segnare l’importante tappa del suo lungo percorso artistico. In compagnia di un collaborativo gruppo di amici e seguaci – Steve Gunn (che l’ha anche prodotto), Nathan Bowles (Pelt), James Elkington (Jeff Tweedy), Jason Meagher (No-Neck Blues Band), Jimy SeiTang (Rhyton), e la luminare del cantautorato inglese Bridget St John – Chapman affronta sia l’interpretazione di nuove canzoni che la radicale rivisitazione di materiale del suo riverito catalogo, con la band che disegna adeguatamente le stesse rarefatte cime sonore di un classico disco su Harvest come Fully Qualified Survivor, guidati dall’istinto del vero sopravvissuto, fatto di spirito e saggezza. Il risultato è un sublime autoritratto in chiaroscuro, con più ombra che luce, in cui un rinvigorito Chapman combatte con temi pesanti di viaggio e memoria, morte e redenzione, in cui i suoi sussurri stanchi della vita assumono l’incandescente potenza della profezia.

Questo vecchio signor blues dello Yorkshire dallo stile personalissimo è uno dei più sottovalutati eroi del nostro tempo. La sua unica prospettiva venata di malinconia e lo stile emotivo della sua chitarra meritano di essere valutati con attenzione.

Michael Chapman è rappresentato in Italia da Geomusic ed è disponibile per concerti.
infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

 

 

 

 

// 5 gennaio 2017 // No Comments » // News

RUSTIES nuovo album e tour di presentazione

“Dove osano i rapaci” (Tube Jam Records – distribuzione I.R.D. e Believe Digital) è l’ottavo album dell’ormai corposa e multiforme discografia dei Rusties ed è il loro primo interamente composto da brani originali cantati in italiano.
“Dove osano i rapaci” – che esce il 3 febbraio 2017 – arriva a due anni esatti dal precedente Cd “Dalla polvere e dal fuoco”, lavoro unanimemente accolto da pubblico e critica come una pregevole raccolta di “cover d’autore” riadattate in italiano dal leader, cantante e chitarrista del gruppo Marco Grompi.
Le canzoni del nuovo album (autoprodotto e registrato in quattro giorni, in presa diretta, da Paolo Filippi presso il Solid Groove Studio di Ghiaie) rappresentano, per sound e contenuti, un’ulteriore svolta nel lungo, atipico e multiforme percorso della band bergamasca.
Undici nuovi brani originali per la prima volta cantati in italiano eppure ancora saldamente immersi nel solco sonoro di quella rugginosa matrice rock angloamericana che, da circa un ventennio, i Rusties stanno percorrendo con grande originalità nel circuito (anche europeo) più genuinamente indipendente.

Per la prima volta nella storia dei Rusties, nelle canzoni del nuovo album si alternano nel ruolo di voce solista, oltre a Grompi, anche gli altri componenti del gruppo: il chitarrista e “cantattore” Osvaldo Ardenghi, il bassista e cantante Fulvio Monieri, il tastierista Massimo Piccinelli e il batterista Filippo Acquaviva.
L’album è stato anticipato dalla pubblicazione del videoclip del brano omonimo, “Dove osano i rapaci”, girato a Milano dal regista Francesco Collinelli.

È attualmente in preparazione un tour promozionale che, partendo da Bergamo, vedrà i Rusties impegnati per i primi mesi del 2017 in una serie di performance “su misura” in radio, club, teatri e piazze sparse in tutta la Penisola.
www.rusties.it

 

 

// 4 gennaio 2017 // No Comments » // News

I CUIG MIGLIOR NUOVA IRISH BAND per Irish American news

Colm Phelan, suonatore di bodhran, front man dei Goitse e… scopritore di talenti, ci dà una bellissima notizia relativa a una delle più giovani formazioni presenti nel nostro roster: “È con grande piacere che abbiamo appreso che i Cuig sono stati premiati quale Miglior Nuova Irish Band ai Best of the Year Awards 2016 di Irish American News. Un altro grande momento per i ragazzi che, dopo aver passato un ottimo anno tra dischi, concerti e festival, si apprestano ad affrontare il nuovo, con ancor più entusiasmo e carico di impegni!”

I nostri complimenti ai Cuig che rivedremo presto in Italia.

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I Cuig sono rappresentati in Italia da Geomusic e sono disponibili per concerti, eventi e festival.

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// 11 dicembre 2016 // No Comments » // News

GREG LAKE R.I.P.

Se ne andato il 7 dicembre GREG LAKE, la voce più bella del progressive, “Lucky Man” era parte della colonna sonora di una vita. Ha segnato la storia della musica con i King Crimson, EL& P, Asia. Grande estimatore del progressive italiano, fu lui a mettere sotto contratto per la Manticore, Pfm e Banco del Mutuo Soccorso. Sempre disponibile, umile, sorridente… con il suo “faccione”, che aveva messo su da “adulto” !
Ci mancherai Greg!

“Ieri, 7 dicembre, ho perso il mio migliore amico dopo una lunga e ostinata battaglia contro il cancro. Greg Lake rimarrà eternamente nel mio cuore, dove è sempre stato. La sua famiglia sarà grata a chi rispetterà la propria privacy in questo momento di dolore”. Il messaggio è stato scritto dal manager degli Emerson, Lake and Palmer, Stewart Young, per salutare Gregory Stuart ‘Greg’ Lake, cantante, bassista, chitarrista, paroliere, produttore e molto altro: in poche parole, l’anima di uno dei gruppi prog rock britannici più noti.

L’epopea del progressive perde un altro dei suoi eroi leggendari. Greg Lake aveva 69 anni e, dopo alcune sperienze minori con band come Shame, Shy Limbs e Gods, aveva fatto parte della prima formazione dei King Crimson. Poi l’esperienza trionfale con Keith Emerson e Carl Palmer, forse il più celebre e fortunato tra i supergruppi della storia del rock.

Geomusic lo ricorderà con un tributo in cui non mancherà Annie Barbazza, voce preferita di Greg che ne era anche il produttore artistico.

// 9 dicembre 2016 // No Comments » // News

ETNICA, CELTICA e GOSPEL PER FESTE FINE ANNO

Come sempre, con l’avvicinarsi delle festività, di Natale e nuovo anno, Geomusic propone artisti e gruppi di ogni parte del mondo per chi voglia organizzare feste, creare eventi culturali o solennizzare le date più care. Nel primo caso abbiamo gruppi “etnici” (permetteteci la definizione, che usiamo solo per rendere l’idea, la musica non ha confini) di alta qualità, dai fiati macedoni di Erhan Veliov a Kalman Balogh con la sua Gipsy Cimbalom Band, al quartetto di Nikola Parov. Per teatri e auditorium i gruppi di area celtica che da sempre caratterizzano la nostra ricerca, a partire dal trio delle Shine che con arpe e voci hanno preparato un repertorio dedicato alle luci di Natale. Stiamo lavorando per selezionare i migliori gruppi di Gospel e Spiritual in arrivo in Italia, e il luogo migliore per ascoltare queste voci del cuore e dello spirito sono le chiese e i luoghi più raccolti. Habaka Kay Foster Jackson è una delle migliori del panorama internazionale sia Gospel che Blues, ed è disponibile per concerti sia col proprio gruppo che in duo col pianista Paolo Corsini. Già due le date fissate: il 28 dicembre a Trescore Balneario (col gruppo) e il 6 gennaio a Bonate Sotto (in duo).

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Date un’occhiata alla nostra sezione “artisti” e non esitate a contattarci per qualsiasi occasione vogliate organizzare. Sarà un piacere aiutarvi a scegliere gli artisti e produrre l’evento.

infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

// 6 dicembre 2016 // Commenti disabilitati su ETNICA, CELTICA e GOSPEL PER FESTE FINE ANNO // News

AINEE McGEENEY: premiata la voce dei Goitse

Áine Mc Geeney, cantante e violinista dei Goitse, è stata premiata dall’Irish American News quale “Miglior voce femminile dell’anno” ai  ‘Best of the Year awards’.

Complimenti vivissimi a Áine, che speriamo di rivedere presto in Italia con i Goitse, da sempre rappresentati in Italia da Geomusic e disponibili per concerti, eventi e festival.

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// 6 dicembre 2016 // No Comments » // News

GNOSS: gli scozzesi nel roster Geomusic

Gnoss è un energetico e frizzante quartetto scozzese di ventenni che suonano vilino, chitarra, flauto e bodhran. Nonostante abbiano da poco superato i vent’anni e siano ancora studenti al Royal Conservatoire of Scotland, Graham Rorie, Aidan Moodie, Connor Sinclair and Gregor Kincaid dimostrano “Una maturità e una capacità da fare invidia a molta gente con più anni sulle spalle” come ha detto di loro il magazine Living Tradition. Partiti come duo di violino e chitarra, i Gnoss si sono poi allargati per spingere la propria musica in nuove direzioni.

Gnoss ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il Danny Kyle Award al Celtic Connections 2015, si sono esibiti alla Royal Albert Hall di Londra ai Music for Youth Proms, hanno registrato l’abum di debutto al Celtic Connections 2016 e hanno raggiunto le semifinali ai Young Folk Award  di BBC Radio 2.
Nel 2016 esce il primo album, omonimo e ancora in duo, che vede Aidan alla chitarra e Graham al violino, entrambi originari delle isole Orcadi, cimentarsi tra arie e reel tradizionali e di propria composizione.

“Ricche composizioni e spumeggianti performance portano gli ascoltatori fuori da una situazione di apparente tranquillità conducendoli verso la più festosa zona folk” Artree

“Prevediamo un bel successo per i Gnoss” Living Tradition

“Questi ragazzi sono da vedere” Songlines

Formazione:
GRAHAM RORIE – violin
CONNOR SINCLAIR – flauti
GREGOR KINCAID – bodhran
AIDAN MOODIE – chitarra

Gnoss  sono rappresentati in Italia da Geomusic e sono disponibili per concerti, eventi e festival.

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// 29 novembre 2016 // No Comments » // News

Un successo le due date degli STRAWBS

Foto di Franz Soprani

Pubblico entusiasta nei due concerti degli STRAWBS a Gandino (aperto da Roberto Calvi con splendide rivisitazioni di alcuni brani di Nick Drake)  e Piacenza (aperto dal duo dell’ottima Annie Barbazza). Grande successo dunque per la gloriosa band di DAVE COUSINS, in gran forma e carico di energia con i fedeli compagni DAVE LAMBERT (chitarra) e CHAS CRONK (basso).
Nelle due date, con una prova davvero emozionante, il trio ha ripercorso e reinterpretato i grandi successi di una carriera pluridecennale. In arrivo un nuovo albume gran voglia, per Dave & Co. “di tornare in Italia, dove abbiamo da sempre un pubblico che ci segue e ci vuole bene, così come noi ne vogliamo a tutti i nostri fans!”.

Foto di Remo Schiavi

Gli Strawbs sono rappresentati in Italia da Geomusic e sono disponibili per concerti, eventi e festival, sia in trio acustico che full band elettrica.

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// 27 novembre 2016 // No Comments » // News

FABRIZIO POGGI nuovo album coi grandi del Blues

Con alle spalle numerosissime importanti collaborazioni (Blind Boys of Alabama, Charlie Musselwhite, Little Feat, Ronnie Earl, Marcia Ball, John Hammond, Guy Davis, Eric Bibb, Otis Taylor, Bob Margolin, Flaco Jiménez, David Bromberg, Zachary Richard, Jerry Jeff Walker, Sonny Landreth, Richard Thompson e tanti altri ancora), Fabrizio Poggi, cantante, armonicista e scrittore premio Oscar Hohner Harmonicas, candidato ai Blues Music Award (gli Oscar del Blues) e più volte ad altri premi internazionali, approda al suo album n. 20. Un traguardo importante, tagliato dal bluesman italiano più conosciuto al mondo nel migliore dei modi con Texas Blues Voices, album pubblicato dalla Appaloosa (distribuzione I.R.D.), etichetta per la quale Poggi ha già registrato Spaghetti Juke Joint e  Il soffio della libertà.

Texas Blues Voices è un sentito omaggio a una delle terre che molto ha dato in passato alla “musica del diavolo”, grazie ad autentiche leggende (come Blind Lemon Jefferson, Lightnin’ Hopkins, Blind Willie Johnson, T-Bone Walker  e Freddie King) la cui eredità artistica, oggi più che mai viva, Poggi ha voluto testimoniare coinvolgendo nel suo album grandi uomini e donne del blues quali Carolyn Wonderland, Ruthie Foster, Mike Zito, W.C. Clark, Lavelle White, Bobby Mack, Mike Cross, Shelley King e Guy Forsyth, oltre a strumentisti di vaglia come il chitarrista Joe Forlini, il pianista e organista Cole El Saleh, il bassista Donnie Price e  il batterista Dony Wynn.

Prodotto dallo stesso Fabrizio Poggi, che vi figura esclusivamente nelle vesti di armonicista donando al Cd la sua inequivocabile impronta strumentale, Texas Blues Voices è stato interamente registrato ad Austin, Texas, da Stuart Sullivan ingegnere del suono della Antone’s Records e vincitore di due Grammy Award con Jimmie Vaughan e Pinetop Perkins.

L’uscita del nuovo album “Texas Blues Voices”, ha portato Fabrizio Poggi anche nelle edicole italiane, grazie ad un articolo-intervista sulla rivista Musica Jazz: Blues e jazz spesso condividono molto più di quanto noi stessi pensiamo, e lo spirito con il quale sono stati creati è assolutamente lo stesso.
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Disponibile per concerti & festival. Infoline: 035/73.20.05 – 348/44.66.307

// 25 novembre 2016 // Commenti disabilitati su FABRIZIO POGGI nuovo album coi grandi del Blues // News

SEAN TAYLOR il giovane chitarrista con la grinta di John Martyn

Musicista e compositore, con tanta voglia di venire a esibirsi in Italia, il giovane londinese Sean Taylor, che canta e suona la chitarra, è rapidamente cresciuto, sino a diventare uno dei nomi nuovi più caldi nella scena Britannica blues/acustica. La sua incredibile passione per il palco, l’assoluto talento e la capacità di scrittura fanno sì che in molti lo paragonino a John Martyn e Tom Waits.

In Chase the Night (del 2013) troviamo invece Danny Thompson, alla cui festa di compleanno a Londra ha partecipato con Eric Bibb lo stesso Sean, che ha poi suonato col grande Danny in Inghilterra in varie situazioni.

“Sean Taylor è un moderno trovatore dal meraviglioso talento le cui canzoni sincere e riflessive che subito vi prendono. Ho avuto il piacere di divider il palco con lui. Ha lo swing giusto, non perdetelo di vista!” Eric Bibb

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Ma lasciamo che sia lo stesso Sean a raccontarci com’è nato l’album più recente, The Only Good Addiction Is Love, pubblicato nell’estate del 2015: “Essere un artista vuol dire operare delle connessioni, e talvolta queste vanno dritte al nocciolo della questione, come scrivere una canzone d’amore quando sei innamorato o una canzone sull’avere il cuore spezzato proprio quando lei ti ha lasciato. Nel mio ultimo disco ‘The Only Good Addiction Is Love’ ho cercato riferimenti più astratti e impegnativi. Già il titolo è una citazione dell’ex presidente dell’Uruguay, Jose ‘Pepe’ Mujica, che lasciava il novanta per cento del proprio stipendio in beneficenza e si rifiutava di vivere nel palazzo presidenziale, preferendovi la fattoria con sua moglie e un cane con tre sole zampe. La canzone ‘Rothko’ è un omaggio al pittore espressionista astratto Mark Rothko, le cui installazioni sono un inno alla bellezza. Lo stesso per la spagnoleggiante strumentale ‘Lorca’, un urlo al mio poeta favorito, Federico Garcia Lorca. La prima volta che mi è capitato di leggerlo, un intero mondo mi si è illuminato, e ho scritto venti canzoni in pochi giorni. A Lorca faccio ancora riferimento in ‘Tienes Mi Alma En Tus Manos’, il cui titolo viene dal romanzo di Don Winslow ‘The Power Of The Dog’, un’opera profondamente violenta ma con momenti di grande umanità. ‘Desolation Angels’ è un racconto di Jack Kerouac in cui lo scrittore Beat fugge le selvagge tentazioni della città per vivere come ranger pompiere nella foresta, lavoro che gli dona serenità nel creare la sua opera artistica. ‘Les Rouges Et Les Noirs’ è ispirato a un dipinto di Paul Klee, artista dai molteplici talenti passato attraverso vari movimenti. L’album si chiude con un poema di W. B. Yeats: ‘The White Birds’ nella forma di una canzone in levare che celebra i bianchi uccelli sulla schiuma del mare. La poesia e il linguaggio hanno sempre avuto una grande influenza sul mio modo di scrivere canzoni, ho sempre creduto che le parole siano molto di più delle parole stesse.

I miei dischi precedenti riguardavano principalmente la mia città di Londra, e la dura esistenza di un trovatore. ‘The Only Good Addiction Is Love’ è un passo deliberato verso una più sentita sfida a un mondo di apparenze. Verità nella bellezza, bellezza nella verità…”
The Only Good Addiction Is Love – incluso dal Daily Telegraph tra i migliori album folk del 2015 – è stato registrato negli studi Congress House di Austin col produttore Mark Hallman (Carole King, Ani Di Franco) e vede la partecipazione del leggendario contrabbassista Danny Thompson, che mi accompagna abitualmente in tour.

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Disponibile per concerti & festival. Infoline: 035/73.20.05 – 348/44.66.307

// 24 novembre 2016 // Commenti disabilitati su SEAN TAYLOR il giovane chitarrista con la grinta di John Martyn // News

Il nuovo album dei Beoga

La band irlandese dei Beoga ha pubblicato Before we change our mind, primo lavoro di studio a cinque anni da How to tune a fish del 2011 (nel 2014 era uscito il Live at 10 per festeggiare il decennale).

Cinque anni evidentemente spesi bene, in cui, come dice l’Irish Times: “I Beoga hanno maturato e sono cresciuti come musicisti, e questo album è sicuramente la loro raccolta a tutt’oggi più riflessiva e coesiva. Le caratteristiche compositive della band sono impressionanti, e tutti gli strumentali sono di loro creazione. In alcuni brani si unisce al quintetto l’Arco String Quartet, e le arie si involano delicatamente in canzoni la cui vera forza del gruppo si manifesta nell’equilibrio e nel controllo che sanno mantenere tra arie da ballo e pezzi più lenti. Un audace passo in avanti!”.

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I Beoga sono rappresentati in Italia da Geomusic e sono disponibili per concerti, eventi e festival.

infoline: 348 4466307 info@geomusic.it


// 23 novembre 2016 // Commenti disabilitati su Il nuovo album dei Beoga // News

RICCARDO TESI apre FisArmonie a Treviglio

FisArmonie è la rassegna che inaugurerà con l’anno nuovo la stagione Geomusic al Teatro Nuovo di Treviglio, tra Bergamo e Milano. In pieno centro città, è il luogo ideale per eventi culturali e soprattutto per i concerti, grazie alla splendida acustica.

Giovedì 26 gennaio serata d’apertura con RICCARDO TESI che presenta il libro che Neri Pollastri ha scritto su di lui per le edizioni Squilibri. A seguire concerto di Riccardo col fido chitarrista Maurizio Geri che a sua volta ha un nuovo album in uscita.

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IL LIBRO

Neri Pollastri
Riccardo Tesi
Una vita a bottoni

2016, € 22
Squilibri Edizioni, 308 pagine + Cd – € 22.00

In un’impostazione dialogica cara al suo agire intellettuale, Neri Pollastri racconta la carriera di Riccardo Tesi, uno dei musicisti più autorevoli della scena world europea, tra i pionieri della riscoperta dell’organetto in Italia e instancabile travalicatore di frontiere stilistiche e geografiche. Leader e fondatore di Banditaliana, Tesi ha fatto in modo che uno “strumento musicale contadino” dialogasse con altre tradizioni e culture, intrecciando legami con la grande canzone d’autore, i suoni improvvisi del jazz, le sonorità classiche della musica colta e i ritmi ardenti del rock, in una declinazione compiutamente plurale del concetto di musica che si evidenzia anche nelle sue disparate collaborazioni, da Caterina Bueno a Patrick Vaillant, da Kepa Junkera a Gabriele Mirabassi, da Gianlugi Trovesi a Piero Pelù, da Fabrizio De André a GianMaria Testa. Con gli spartiti di “Fulmine” e “Pomodhoro”, un ampio corredo fotografico, la discografia completa, gli interventi di numerosi musicisti, studiosi, critici musicali e promotori di festival nazionali e internazionali e, nel CD allegato al volume, una scelta antologica del suo vasto repertorio.

“La musica di Riccardo Tesi è libera e piena di racconti.”
Ivano Fossati

“Un poeta, un musicante, un sognatore, un viaggiatore.” Mauro Ermanno Giovanardi

“L’organetto di Riccardo riesce a parlare dell’oggi, ma con la potenza di un suono atavico.” Gabriele Mirabassi

“Cultura alta o cultura bassa? Io me lo vedo il Tesi che ci pensa un attimo, scuote la testa e risponde: sòna, vai!” Stefano Bollani

“È prerogativa dei grandi musicisti possedere una personalità tanto marcata, che i loro suoni e fraseggi ne costituiscono la firma.” Marc Perrone

RICCARDO TESI

Compositore e organettista di fama internazionale, è considerato uno dei musicisti più audaci e autorevoli della scena world europea. Strumentista dallo stile inconfondibile è uno dei pionieri della riscoperta dell’organetto diatonico in Italia, strumento popolare del quale ha rivoluzionato il linguaggio e ampliato il vocabolario al di là della tradizione.

Assiduo travalicatore di frontiere geografiche e stilistiche nel corso della sua trentennale carriera ha collaborato con nomi prestigiosi della world music italiana e straniera (Caterina Bueno, Elena Ledda, Daniele Sepe, Patrick Vaillant, J. Kirkpatrick, J. Vali, M. Perrone, Kepa Junkera), del jazz (G. Mirabassi, G. Trovesi, Maria Pia De Vito, P. Leveratto) , del rock (Piero Pelù, PGR, Skiantos) fino alla grande canzone d’autore (Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati, Gianmaria Testa, Giorgio Gaber, Cristina Donà ecc).

Leader di Banditaliana, uno dei gruppi italiani più acclamati a livello internazionale, e componente dei Samurai, quintetto di all stars dell’organetto europeo, ha suonato nei più importanti festival folk & jazz europei con frequenti tournée in Australia, Canada e Giappone.

Nel 2014 ha curato la nuova edizione di Bella Ciao per festeggiare i 50 anni dello spettacolo più importante della storia del folk italiano.

Ha registrato più di venti album a suo nome, fra cui numerose produzioni originali dedicate al liscio, alla musica tradizionale toscana ed emiliana, ha composto musica per cinema e teatro e si è a lungo occupato di didattica.

RICCARDO TESI – organetto

MAURIZIO GERI – chitarra

// 21 novembre 2016 // Commenti disabilitati su RICCARDO TESI apre FisArmonie a Treviglio // News

STRAWBS AL FESTIVAL DELLA CHITARRA A GANDINO

Entra nel primo lustro la rassegna internazionale di chitarra che si tiene nella splendida cornice delle montagne Orobie che circondano Gandino, centro laniero di antica tradizione e nobiltà.

La manifestazione ha riunito negli anni i nomi migliori dell’acustica internazionale, in un rincorrersi di corde, arie e melodie che già l’ha fatta conoscere ben oltre i confini del nostro Paese. Caratteristica principale è infatti quella di mettere a confronto musicisti giovani e “di lungo corso”, più o meno affermati, proprio per creare il giusto clima che permette agli artisti di trovarsi a proprio agio tanto nello sperimentare quanto nel proporre temi di notorietà più consolidata.

L’edizione 2016, che si svolge come da tradizione in autunno, apre (sabato 22 ottobre) con il giovane chitarrista italo/polacco KARL K. KOCH, la cui ricerca affronta soprattutto la musica strumentale che ha le radici nella storia degli Slavi del XIX-XX secolo. Venerdì 11 novembre il trio dell’italiano CARLO AONZO porta invece in scena la magia del mandolino, tra classica e popolare. In chiusura, giovedì 24 novembre, un altro trio, questa volta inglese, molto amato dal pubblico italiano: gli ACOUSTIC STRAWBS di Dave Cousins, tra i migliori nomi del rock d’autore degli anni Settanta.

Ogni concerto sarà aperto da altri chitarristi, una sorpresa che offre un motivo in più per salire in valle e conoscerne le bellezze, non solo musicali ma anche gastronomiche e storiche, architettoniche e culturali.

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Le date:

Sabato 22 ottobre ottobre KARL KOCH
Auditorium “Maconi”
presso Centro Pastorale via Bettera

Ore 21:00 – ingresso libero

Venerdì 11 novembre CARLO AONZO TRIO
Biblioteca Comunale “Brignone”

Ore 21:00 – ingresso libero

Giovedì 24 novembre ACOUSTIC STRAWBS
Biblioteca Comunale “Brignone”
il concerto sarà aperto dal cantautore ROBERTO CALVI,
con alcune personali interpretazioni di brani di NICK DRAKE

Ore 21:00 – 10 euro

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// 13 novembre 2016 // Commenti disabilitati su STRAWBS AL FESTIVAL DELLA CHITARRA A GANDINO // News

FAIRPORT CONVENTION in Italia nel 2017 per il tour del 50°!

ECCEZIONALE ESCUSIVA
50th Anniversary Tour !
Disponibili dal 26 al 31 luglio 2017

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I Fairport Convention sono l’emblema vivente di quel movimento che dalla fine degli anni Sessanta ha caratterizzato la scena della musica popolare britannica: dai primi album che guardavano alla tradizione americana, con chiari riferimenti a Dylan, Jefferson e Byrds alle successive incarnazioni (nelle tante formazioni!) che guardavano, di volta in volta, più al rock o più al folk, colori di base entro i quali sono scorse innumerevoli sfumature, a dimostrazione di una tavolozza espressiva dalle inesauribili tonalità.
Del gruppo hanno fatto parte personaggi importantissimi (non a caso poi nominati addirittura… baronetti!) della popular music inglese, come Richard Thompson e Ashley Hutchings. Ma ci sono state pure l’incantevole voce di Sandy Denny e l’indimenticabile violino di Dave Swarbrick.
Tanti i dischi e le tournée che li hanno portati sui palchi e i festival di tutto il mondo e, a proposito di grandi raduni, non possiamo dimenticare l’importanza del loro Cropredy, che dal 1979 raccoglie a mezzo agosto una folla di appassionati seguaci, e non solo della musica folk.

Nel corso della loro lunga storia, la line-up dei Fairport ha visto passare decine di musicisti, ma la formazione oggi in attività è la più longeva di tutte, e vede insieme un rodato quintetto di musicisti dalle grandi qualità: Simon Nicol (chitarra e voce), Dave Pegg (basso), Gerry Conway (batteria e percussioni) Chris Leslie (violino, mandolino e voce) e Ric Sanders (violino).

I Fairport Convention sono rappresentati in Italia da lungo tempo da Goemusic, che è felice di annunciare che il 2017 li vedrà impegnati nel tour del cinquantesimo anniversario, che toccherà anche l’Italia, dove hanno suonato più volte e mantengono un seguito di fans che non vedono l’ora di rivederli sul palco a raccontarci ancora una volta le storie dei… Grateful Dead del folk rock!

Le date libere si stanno rapidamente esaurendo per le tante richieste nel mondo. Non esitate a contattarci!

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// 9 novembre 2016 // Commenti disabilitati su FAIRPORT CONVENTION in Italia nel 2017 per il tour del 50°! // News

Bap Kennedy (June 17, 1962 – November 1, 2016)

Bap ha perso la sua battaglia contro il cancro che l’aveva impegnato ormai da diversi mesi. Nel suo sito e sulla pagina facebook il triste annuncio dei familiari e amici: “Siamo affranti nel comunicare che Bap ci ha lasciati la sera del 1° novembre. Bap è stato estremamente coraggioso fino alla fine. Vogliamo ringraziare tutti per i messaggi di sostegno arrivati nei mesi scorsi, che hanno voluto dire molto per Bap e Brenda, e hanno aiutato Bap ad affrontare il duro percorso e mantenersi positivo seppur nella sofferenza. Siamo anche estremamente grati a tutto lo staff della clinica Marie Curie per la gentilezza e il calore che ci hanno regalato.”

Bap Kennedy era uno degli artisti di punta di Geomusic, e ci aveva colpiti da subito per la sua affabile bontà, pur essendo uno degli artisti più importanti del songwriting irlandese e internazionale, qualità che l’aveva portato a lavorare con artisti del calibro di Mark Knopfler, che ha così commentato: “Questa è davvero una brutta notizia. Bap era un cantautore e compositore dotato di grande talento, che dedicava tutto il proprio tempo a dare forma alla sua arte. Io non ho che bei ricordi dei momenti trascorsi insieme, dei nostri giorni e delle nostre notti passati in studio o sulla strada”.

Fa venire la pelle d’oca sentire cosa ha scritto il 31 luglio, in uno dei suoi ultimi interventi nel blog che ha tenuto per tutto il periodo della degenza.

“L’operazione ha lasciato una cicatrice piuttosto ampia. Quando mi hanno aperto, i chirurghi hanno visto che non potevano fare più niente per rimuovere il cancro, anzi ne hanno scoperti di nuovi. Brutte notizie per me, lo scenario peggiore che poteva venir fuori. Cosa fare ora?
Voglio usare il mio tempo per sistemare le cose che posso e mettere più amore possibile nel mondo prima che il traghettatore mi accompagni lungo il grande fiume. Non ho paura. Tutti ce lo troveremo davanti un giorno. Voglio continuare le mie avventure cosmiche. Voglio rivedere la mia amata nonna Brigid (Elvis dovrà aspettare).
Ci sono troppi guai nel mondo, e quel che è venuto a me in questi ultimi giorni è stato solo amore e tenerezza. Non mi sono mai sentito tanto amato e apprezzato. Credo che il mio cuore potrebbe scoppiare. I vecchi amici sono venuti a trovarmi all’ospedale e tutti noi vogliamo ancora suonare assieme.
Gente da ogni luogo in cui siamo stati mi dice quanto la mia musica significhi per loro. Io non lo sapevo. Io non sapevo quante persone erano state toccate dalle mie canzoni.
Mi spezza il cuore scoprirlo ora che ho davanti così poco tempo, ma sono anche tanto felice di essere riuscito nell’impresa. È quello che ho sempre voluto. Non i soldi. Non la fama. Ho sempre desiderato che la gente sentisse quello che sentivo io. La magia della musica.
Dal profondo del mio cuore, grazie a tutti quelli che hanno apprezzato e supportato la mia musica in tutti questi anni.
L’amore non sarà mai sconfitto,
Bap”

Ciao Bap, è stato bello conoscerti e averti con noi, non ti dimenticheremo.

// 6 novembre 2016 // Commenti disabilitati su Bap Kennedy (June 17, 1962 – November 1, 2016) // News

CON WIZZ JONES L’ULTIMO ALBUM DI JOHN RENBOURN

Joint Control (su etichetta Riverboat) è l’ultimo lavoro discografico di John Renbourn, che ci ha lasciati il 26 marzo del 2015. L’album si intitola Joint Control e vede insieme due maestri della chitarra acustica, John appunto, e Wizz Jones che, sulla strada dalla fine degli anni Cinquanta, ha suonato con importanti esponenti della scena folk britannica, come Ralph McTell e Bert Jansch,  ed è riconosciuto tra le ‘radici’ di famosi gruppi e artisti rock come Rolling Stones e Rod Stewart.

Proponiamo due ottime recensioni del disco, per gentile concessione degli amici estensori.

Alessandro Nobis (Il Diapason nel Blog):

Queste pregevoli registrazioni effettuate nelle prime settimane del 2015, poco prima della dipartita di John Renbourn, sono una sorta di testamento delle ultime gesta del chitarrista di Marleybone che nei suoi ultimi mesi aveva realizzato e perfezionato la sua collaborazione con un altro eccellente fingerpicker britannico, il finissimo Wizz Jones, bravissimo al pari di altri suoi colleghi, con una lunga carriera ma molto meno conosciuto.
Commentare un disco di John Renbourn senza ricordare affettuosamente la sua persona mi è difficile: tredici tracce dove le voci e gli strumenti si incontrano e dialogano alla perfezione, un pugno di brani scritti dal suo “pard” di una vita Bert Jansch, del blues arrangiato splendidamente (Hey Hey di Big Bill Broonzy, Great Dream From Heaven di Joseph Spence e Getting There di Mose Allison), le radici folk mai dimenticate (Mountain Rag di Archie Fisher) e la dylaniana Buckets Of Rain compongono il menù di quella serata che l’amicizia e la comunione di intenti hanno davvero reso speciale. Se amate il suono raffinato, il gusto e la musicalità di John Renbourn, questo dischetto fa per voi (o per noi). Conoscerete così anche la maestria di Wizz Jones che come il buon vino, invecchiando, migliora sempre più.
Amaramente credo che questa collaborazione avrebbe potuto proseguire se un infarto non avesse colpito Renbourn nella propria casa, proprio mentre si stava preparando per recarsi nel locale dove l’amico Wizz lo attendeva per un concerto. Strana la vita.

Cico Casartelli (Gagarin Magazine) “Invito all’ultimo valzer”:

Vi sono musicisti che ammiri, altri che sono leggendari, altri ancora che sono dei maestri – John Renbourn è un po’ di tutto ciò, con in più che a lui, al chitarrista dei Pentangle, gli si voleva anche un gran bene. È oramai un anno e mezzo che la mietitrice se l’è portato via per sempre: pochi clamori, un addio in punta di piedi, peraltro suonato praticamente fino all’ultimo, nel senso che Renbourn non ha mai smesso di esibirsi sebbene la salute non fosse esattamente rose e fiori.
Di Joint Control si parlava già da qualche tempo – e, anzi, a dir il vero, John e il suo antico amico Wizz Jones avremmo anche dovuto vederli in Italia, anche se poi è andata com’è andata. Tant’è. Ci resta però questa estrema testimonianza, che migliore non poteva essere: perché questo è un grande album. Qualcuno, magari, per chiudere il cerchio avrebbe voluto che accanto a Renbourn vi fosse stato Bert Jansch ma, lo sappiamo, il suo eterno amico-nemico compagno di mille eccezionali contese di chitarra è già dal 2011 che ha “waved goodbye”, come dicono gli inglesi: Wizz è il perfetto “sostituto”, poiché con Renbourn (e Jansch) ha una storia che inizia anch’essa negli anni Sessanta e non si è mai dileguata né sospesa. Tanto più che il tutto sembra davvero essere il vero tributo a Bert che John si è rifiutato di fare dopo che Jansch se ne è andato – niente partecipazione al concerto commemorativo né altre mosse per ricordare l’altra punta di chitarra Pentangle, con tanti che si arrovellavano per intendere il perché.
Joint Control, un po’ registrato in studio e un po’ dal vivo, Bert lo ricorda, eccome: il cuore del disco è fatto delle riletture di classici di Bert come Strolling Down The Highway, la stessa title track e Fresh As a Sweet Sunday Morning nonché di Blues Run The Game, capolavoro cantautorale di Jackson C. Frank che Jansch e Renbourn si sono palleggiati per anni (il primo a inciderlo, però, fu John nel 1965). In poche parole, chi lamentava la sua mancanza a rendere onore a Bert, qui è prontamente zittito: performance mozzafiato, di quelle che chiedono solo il silenzio dell’ascolto profondo, perché qui l’addio è fra chi si conosce(va) bene, chi si è amato e odiato, chi ha lasciato in eredità grande musica.
Il disco è comunque una vera delizia lungo il corso di tutto l’ascolto, eccezionale quando si accarezza il blues di Big Bill Broonzy (Hey Hey) tanto quanto il Bahamas blues del leggendario Joseph Spence – di costui è regalata una versione velluto e perfezione di Great Dream From Heaven, già incisa da John in So Early In The Spring (1979), che davvero ti fa capire chi appartiene a un’altra categoria (peraltro: chi si ricorda le splendide versioni prima di Ry Cooder e poi di Michael Chapman?). Bellissima anche Balham Moon appunto di Wizz, piccola rapsodia per chitarra che avvolge lenta e inesorabile, così come le sublimi riletture di Buckets Of Rain (Bob Dylan) e di Getting There (Mose Allison), suggello a un lavoro che è il perfetto ultimo valzer di un musicista che non sarà possibile scordare. E a cui volevamo molto bene.

// 5 novembre 2016 // Commenti disabilitati su CON WIZZ JONES L’ULTIMO ALBUM DI JOHN RENBOURN // News

RECKLESS HEART nuovo album di BAP KENNEDY

Poco prima di essere colpito dalla grave malattia che lo immobilizza da tempo, Bap aveva concluso le registrazioni di un nuovo disco. E naturalmente aveva in programma di supportarlo con tour internazionali, piani che purtroppo hanno dovuto essere cancellati.
Nei mesi recenti, alcuni buoni amici, sia negli States che vicino casa a Belfast, hanno lavorato duramente per portare a termine e dare alle stampe Reckless Heart, che sarà disponibile da metà novembre (presentazione ufficiale su Radio Ulster il 18), anticipato dal singolo I should Have Said che si può invece già trovare su itunes.
L’etichetta di Bap Lonely Street Disc ha lavorato, per la distribuzione, con Last Chance in America e At the Helm per il Regno Unito.

Travis Hill, fondatore e proprietario della Last Chance Records: “Reckless Heart è il culmine di una vita passata a costruire e rifinire canzoni. Bap Kennedy ci offre niente di meno che un album che cattura il Massimo della sua capacità di scrittura”.
Circondato dall’affetto della moglie e dei tanti amici, Bap riesce a restare positivo nei suoi messaggi; in uno di questi, risalente allo scorso luglio, ha scritto: “Ci sono così tanti guai nel mondo, ma tutto quell che a me è arrivato è stato amore e benevolenza. Non mi sono mai sentito tanto amato e apprezzato. Credo che il mio cuore stia per scoppiare.”

// 31 ottobre 2016 // Commenti disabilitati su RECKLESS HEART nuovo album di BAP KENNEDY // News

Paris Stories il nuovo libro di ELLIOTT MURPHY

Paris Stories, il nuovo libro di ELLIOTT MURPHY, è disponibile su Amazon e Kindle. Si tratta di una raccolta di undici racconti del cantautore Americano, che ha già all’attivo due libri e più di trentacinque album di ottima musica & parole. Scritte principalmente in Europa (in cui vive dal 1989), le storie riflettono la stessa esperienza di espatriato vissuta da grandi autori del passato quali Henry James, Scott Fitzgerald e Ernest Hemingway, nel catturare lo spirito della città negli ultimi anni del ventesimo secolo.

// 31 ottobre 2016 // No Comments » // News

CI HA LASCIATI ANGUS violinista SHOOGLENIFTY

Angus Grant ci ha lasciati, all’età di quarantanove anni, domenica 9 ottobre 2016. Il messaggio della band di cui è stato da sempre il violinista e frontman, gli Shooglenifty: “E’ con profonda tristezza che annunciamo che il nostro fratello Shoogle, Angus R Grant, se ne è andato la notte scorsa al termine di una breve malattia. Vogliamo ringraziare i dottori e tutta la squadra al St Columba’s Hospice che gli ha permesso di andarsene in pace nella sua casa, circondato dai familiari e dagli amici”.

Anche in Italia abbiamo avuto modo di conoscerlo, di apprezzarne le doti musicali e umane. Tante volte insieme in tour… ciao Angus, ci mancherai.

Angus Roderick Grant, musicista e fonte d’ispirazione, nato il 14 febbraio 1967; morto il 9 ottobre 2016.

Angus imbracciò il primo violino quando aveva solo cinque anni. Gliene aveva regalato uno piccolo lo zio e in famiglia rimasero sorpresi nel vederlo imparare in pochi giorni tre arie. In realtà non avrebbero dovuto poi esserlo tanto, dato che il figlio del rinomato violinista mancino e insegnante – Aonghas Grant – aveva il destino segnato nel seguire le orme del padre.

Certo non proprio come intendeva Grant senior. Infatti, i suoi anni giovanili furono colmi di ribellione filiale, tanto da buttar via il violino per passare alla chitarra elettrica. Era il tempo del punk, e delle vibrazioni del fai-da-te. Passare le ore a provare sui pibroch e puirt non doveva esercitare una grande attrattiva. In quei giorni, suonare il violino era decisamente antipatico, qualcosa che ironicamente poi Angus farà nei successivi trent’anni o giù di lì.

È stata la sua compagna di scuola Kaela Rowan (ora la voce degli Shooglenifty) a persuadere Angus a tirare fuori nuovamente il suo violino e prendere lezioni. Poco dopo, Iain Macfarlane, egli stesso un fine fiddler, convinse Grant junior a far parte della sua band Pennycroft con Kaela quale terzo membro. I tre gireranno i bar di Glenfinnan, Glenuig e Loch Ailort, senza dimenticare il Fergie’s Bar di Mingarry, particolarmente favorito.

Angus diventa frequentatore regolare di Edimburgo dal 1985, al seguito del suo vecchio compagno di scuola James Mackintosh, e di sua sorella Fiona (entrambi studenti all’Art College). L’incontro con altri musicisti della capitale gli apre la visuale ad altre possibilità sonore, e sarà lui a convincere James a portare la loro musica nelle strade nei giorni del festival di Edinburgo in quella prima estate. Quando James torna al college, Angus rimane col suo violino per un tour da busker in Europa. Il viaggio a Vigo, in Spagna, gli ispirerà una delle sue arie più note Two Fifty to Vigo. Al suo ritorno, Angus si unisce a James e al ragazzo di Fiona Malcolm Crosbie nello sperimentale combo punk bluegrass Swamptrash, di cui facevano parte anche il banjoista delle Orcadi Garry Finlayson e il bassista Conrad Molleson.

Swamptrash entrano al momento giusto nella scena di Edinburgo di fine anni Ottanta, un tempo in cui ogni cosa poteva essere gettata nel pentolone della musica e i musicisti di qualsiasi disciplina potevano suonare insieme. Quando, nel 1990, gli Swamptrash si sciolgono, non era insolito trovare musicisti jazz che formavano folk band, così come musicisti trad che scoprivano l’improvvisazione, o il giovane piper Martyn Bennett che girava i club della città.

Quando gli Swamptrash finirono la loro corsa, Angus, James e Malcolm si trovano su un binario morto e decidono di andare in Spagna per fare un po’ i busker. Allora,

Angus aveva iniziato a imbracciare un’altra volta la tradizione paterna. Ma la musica delle bagpipes e il canto gaelico erano insaporiti da una mistura di più moderne influenze: Captain Beefheart, i Fall, Brian Eno, Talking Heads e Miles Davis tra gli altri.

Tornati a Edinburgo, gli embrionici Shooglenifty trovano un tavolo fisso al Christie’s Bar a West Port. Con loro Finlayson, Molleson e il maestro del mandolino Iain MacLeod, e così, un pubblico in continua crescita si lascia attrarre dalle loro arie eccitanti, consentendogli di spostarsi dalla strada alle serate al club di Cowgate La Belle Angele.

Il suono degli Shooglenifty si sviluppa in queste prime session: il preciso mandolino di Iain, la chitarra incalzante di Malcolm, l’imprevedibile banjo di Garry, le linee di basso groove di Conrad e il tiro di James alla batteria con ritmi quasi dance. E sopra tutto questo, il violino selvaggio e al tempo stesso affascinante di Angus R Grant. Erano una rock band. Con un violinista nelle vesti di front man.

Con Venus in Tweeds, il primo album degli Shooglenifty, la band prende per il collo il mondo del folk, e da allora continuano a scrollarlo. Dopo sette album di studio, concerti dalle poche centinaia di spettatori nei piccolo locali delle Highlands, alle decine di migliaia di ascoltatori nei festival di tutto il mondo, e due/tre cambi di formazione, Angus era ancora lì, al centro del palco. Non ha mai perso un concerto fino a giugno di quest’anno, il 2016, quando la malattia l’ha costretto a cedere, ma è tornato sulle scene per i festival di agosto.

Oltre all’iconica title track di Venus in Tweeds e Two Fifty to Vigo, Angus ha scritto alcuni dei pezzi più memorabili degli Shooglenifty, tra cui She’s In The Attic, Nordal Rhumba, Glenfinnan Dawn e Fitzroy Crossing, l’ammaliante traccia di chiusura della più recente incisione del gruppo.

Gli Shooglenifty hanno riempito gran parte della vita musicale di Angus negli ultimi ventisei anni, in cui raramente ha suonato con altri combo e, ultimamente, è stato felice di suonare musica tradizionale in session nei pub delle Highlands e nella sua residenza adottiva di Edinburgo.

Per quanto bohémien a prima vista, Angus era più rigorosamente anticonformista sul palco, guidando il pubblico in un ballo festoso per più di trent’anni, influenzando un’intera generazione di musicisti. Con la sua aria rock n roll, ha saputo far suonare il violino in maniera ariosa, fresca e leggera.

Il front man degli Shoogle era una figura volubile e mercuriale: viveva sulla brezza, gli piaceva scomparire nelle camminate (o, più spesso, nella ricerca di passaggi) nelle Highlands, per spuntare poi in qualche bar, o capitare in visite di sorpresa alla sua legione di amati amici. Rifuggiva dalla moderna tecnologia, non ha mai avuto un telefono cellulare e restava estraneo ai social media. Viveva libero da legami e responsabilità, ma era devoto alla sua musica, alla famiglia e agli amici musicisti. Recentemente, gli avevano chiesto se lui e gli altri Shoogles fossero come fratelli dopo così lungo tempo a suonare insieme. E lui rispose, “Peggio: mogli!”

Angus lascia il padre Aonghas, la madre Moira, le sorelle Deirdre e Fiona, la nipote Eva e le “mogli Shoogle” Ewan MacPherson, Garry Finlayson, James Mackintosh, Malcolm Crosbie, Quee MacArthur e Kaela Rowan.

// 5 ottobre 2016 // No Comments » // News

GOITSE A CINQUE STELLE SU SONGLINES!

Colm Phelan

Belle notizie da COLM PHELAN, degli irlandesi GOITSE: “Ciao a tutti, ci sentiamo al settimo cielo dopo aver visto il nostro nuovo album recensito con 5 stelle dalla prestigiosa rivista Songlines. Una delle nostre tracce è stata inclusa nel loro ‘Best new Releases CD’ che raccoglie le loro dieci favorite migliori incisioni di tutto il mondo. La nostra ‘First Class Banana’s’ è stata invece scelta dalla British Airways per I loro voli transatlantici a partire dal prossimo ottobre.”

Contenti anche noi di Geomusic, l’agenzia che rappresenta i Goitse in Italia, disponibili per concerti, festival e eventi vari.
infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

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La recensione di Michael Quinn su Songlines:

‘Inspired by Chance’ review
(Given 5/5 star’s)

Il loro album del 2014 Tall Tales and Misadventures aveva visto il quintetto di Limerick dei Goitse sugli scudi con un set contrassegnato da varietà e sottile sensibilità.
Inspired by Chance trova la band a riprendere il discorso dove l’aveva lasciato, con la stessa raffinatezza stilistica. Ancor più di allora, è il banjo ballerino di James Harvey a prendere il fronte, unitamente alle soffici armonie vocali di Áine McGeeney, come si può sentire in tre canzoni dal taglio diverso. Le visioni poetiche di ‘Ireland’s Green Shore’ si prestano a un trattamento frizzante e luminoso, mentre le imprecazioni agrodolci di ‘An Bonnán Buí’ si stagliano contro il suo stesso malizioso violino, e la sperimentale chitarra di Conal O’Kane. Ma è nella sua toccante cover del lamento di Finbar Magee della Prima Guerra Mondiale ‘The Hills of Sweet Lislea’ che ruba la scena, col piano maestoso di Tadhg Ó Meachair a farsi avanti nell’incalzante accompagnamento.
Anche negli altri brani, la qualità dell’ensemble si rivela nel sapere cucire strettamente i virtuosismi che lo compongono, suonando con enorme gusto la deliziosamente ironica ‘First Class Bananas’ e ‘Inspired’, un set di arie scritte dalle leggende Irish Tommy Peoples e Josephine Keegan.
Il contrabbasso di Martin Brunsden aggiunge qui e là un grano di dark e di profondità. Nonostante il titolo dell’album, non ci sono qui molte possibilità: è un disco in cui i Goitse entrano nella piena maturità.

Michael Quinn

GOITSE

// 6 settembre 2016 // No Comments » // News

LAUREA HONORIS CAUSA A DANNY THOMPSON

Daniel “Danny” Thompson è stato insignito della laurea onoraria di Dottore della Musica in riconoscimento della sua eccellenza musicale. Questa la motivazione con cui il titolo gli è stato conferito il 14 luglio 2016 nella cattedrale di Bristol, nella cerimonia di premiazione della facoltà universitaria Arts, Creative Industries and Education della stessa città.
Danny ha vinto per ben due volte il Premio alla Carriera per BBC2 Radio e nel 2015 ha ricevuto il Prog Rock Chris Squire Virtuoso Award.
È stato lo stesso Danny, amico da anni di Gigi Bresciani e stimatissimo da tutto lo staff di Geomusic, a comunicarci il prestigioso evento, commentandolo con la consueta modestia: “Sono stupito e naturalmente molto onorato di aver ricevuto questa laurea ad honorem, che mi permette anche di insegnare quale docente presso l’University West of England… un’occasione per tenermi aggiornato!”.
Bravo Danny, complimenti! Speriamo di rivederti presto in Italia.

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DANNY THOMPSON è rappresentato in Italia da Geomusic, disponibile per concerti, festival e eventi vari. Infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

// 31 luglio 2016 // No Comments » // News

LORE: LA GIOVANE IRISH BAND con GEOMUSIC

Un’altre giovane band irlandese entra a far parte del roster di Geomusic, agenzia da sempre attenta a tutto ciò che di nuovo viene avanti nel mondo della musica, in particolare in quella di area celtica, per scoprirla, coltivarla e portarla al pubblico italiano.

Nominati ‘Best Irish Band’ e ‘Best EP’ ai Pure M Awards 2015 per l’omonimo EP di debutto, e diventati ora un quintetto, il gruppo indie-folk Lore ha poi inciso il secondo singolo ‘Teenage Kicks’ e l’atteso nuovo EP ‘Believe’ nella primavera del 2016.

Con le recenti apparizioni ai festival britannici e irlandesi e i vari passaggi in radio, la band ha aperto i concerti nei tour di nomi importanti quali Cara Dillon, Kila e Ciaran Lavery.

Ad aprire le scene è la cantante (e compositrice) Carolann Carlile: nata a Belfast, è cresciuta nel cuore musicale di Derry. Al piano, dalla più rurale Dungiven l’altrettanto abile compositore Raymond O‟Kane. Alla chitarra (pure lui compone!) Luke McCloskey, della contea di Dungiven. Derry è il membro fondatore e l’originaria forza motrice della formazione.

La violoncellista Cliodhna McAteer è laureate in musica, materia che insegna a South Armagh. Cliodhna si è unita alla band nella primavera del 2015. Infine, ma non ultima, Rebecca Hall da Ballymena al violino, anche lei laureata e insegnante di musica.

Lore viene dal folklore e si riferisce alla tradizionale arte del raccontare storie… storie di vita, amore, perdita e destino, una nota alla volta.

“Canzoni venate di malinconia e ispirate, che fanno venire in mente artisti come Melissa Etheridge, Tori Amos e Sarah McLachlan…”

“Carlile ha una voce eccezionale. È dinamica, diversa, e capace di confrontarsi con sfumature emozionali diverse in una sola parola. E sopra tutto, a renderla ancora più attrattiva, il suo leggero accento irlandese.”

Jamie Funk, The Equal Ground

“Lore non solo fanno sì che chi li ascolta si senta come se stesse vivendo egli stesso nella musica, ma anche coinvolto nelle loro storie intriganti… Carlile dà corpo a una voce possente e al tempo stesso angelica, davvero capace di dare vita alla musica, dimostrando di cosa voglia dire il canto irlandese.”

Ciara Walsh, PureM Magazine

Formazione:

RAIMOND O’KANE – tastiere

CAROLANN CARLILE – voce

LUKE McCLOSKEY – chitarra

CLIODHNA McATEER – violoncello

REBECCA HALL – violino

Discografia

–      Lore ep, 2015

–      Believe ep, 2016

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LORE sono rappresentati in Italia da Geomusic e sono disponibili per concerti, festival e eventi vari.

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// 24 luglio 2016 // No Comments » // News

GOITSE: copertina Irish Music e nuovo album

Ancora una volta gli artisti del roster Geomusic vengono premiati con importanti riconoscimenti. Questa volta si tratta degli irlandesi Goitse, in copertina sul numero di maggio di una delle più importanti riviste di musica tradizionale irlandese. Ma sentiamo in proposito Colm Phelan, felicissimo portavoce di una lanciatissima band: “Ciao a tutti, siamo contenti di condividere con gli amici italiani la copertina dell’Irish Music magazine che vede i Goitse in prima fila. Il nostro nuovo album Inspired by chance è uscito il 30 aprile, e non vediamo l’ora di farvelo ascoltare. Arrivederci, a presto in Italia!”.

awards:

– Freiburg international Leiter Music award 2016

– Trad Group of the Year 2015* – Live Ireland Awards

Group of the Year 2015* – Chicago Irish American News awards

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A fine aprile 2016 esce il nuovo album, che il gruppo presenta così: “La sorte gioca una parte importante nelle vite di noi tutti, così come nel music business”. Dopo cinque anni in giro per il mondo, i Goitse riconoscono il ruolo della signora fortuna intitolando l’album Inspired by Chance.

Il quarto album di studio riflette le ispirazioni tutte, spesso inattese, che hanno portato i cinque musicisti ad arrivare dove sono ora. Autoprodotto, e registrato con Seán Horsman agli Ephemeral Studios di Galway, il disco evidenzia la maturità raggiunta in un eclettico mix di canzoni, melodie tradizionali e, come sempre, musica contemporanea irlandese carica di energia.

Sono ancora gli stessi componenti del gruppo a definire il brano Serendipity quale summa dei sentimenti messi in campo nelle registrazioni. Jigs, slip jigs, slides, flings, marce di clan e tempi dispari completano l’ampia e variegate offerta sonora, di grande effetto, supportata da validi arrangiamenti e colorata delle tinte cui ci ha abituato questa band ormai salita ai primi posti sulla ribalta internazionale della musica Irish.

Website: www.goitse.ie

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I GOITSE sono rappresentati in Italia da Geomusic e sono disponibili per concerti, festival e eventi vari.

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// 20 luglio 2016 // No Comments » // News

GILDED, IL NUOVO ALBUM DI BLAIR DUNLOP

Il 6 maggio del 2016 è uscito il terzo album di BLAIR DUNLOP ‘Gilded’, supportato da un tour britannico e dalla partecipazione a numerosi festival europei nell’estate, tra cui il festival Celtico al castello di Pagazzano il 16 luglio, ore 23 special event.

‘Gilded’ è una raccolta di storie e riflessioni, registrato in “presa diretta” (live in studio) ai Blue Print di Manchester. In questo disco Blair conferma l’appartenenza folk nei testi, mentre continua a esplorare nuovi territori per quanto riguarda la dimensione musicale.

Il brano d’apertura ‘Castello’ rende da subito l’idea del tono narrativo, con parole ispirate dai sogni, dal lignaggio e dalle esperienze di una donna incontrata da Blair in un castello italiano del quattordicesimo secolo. ‘Eternal Optimist’ nasce invece dalla sua delusione per le macchinazioni del mondo digitale in cui viviamo oggi, in cui “Le nostre esperienze reali sembrano sempre più sottomesse alle apparenze digitali che ci ossessionano col loro mantenimento e continuo perfezionamento” spiega Blair. Anche ‘First World Problem’, scritta coi vecchi compagni della sua Albion Band, riflette sulla società e sulla mancanza di pensiero compassionevole del mondo occidentale, che contempla “soldi sporchi, a spese del welfare dei lavoratori, della qualità del prodotto, della cultura e della sostenibilità del pianeta”.

Altre tracce sono invece più personali: ‘She Won’t Cry For Me’ è una canzone che riflette sulle complicazioni di una relazione e come le dinamiche attitudinali cambino nel tempo. Blair ha avuto anche la fortuna di scrivere brani in condivisione: con Dave Burn della band AHAB e Gita Harcourt-Smith, insieme a cui ha composto il pezzo di chiusura ‘Phoenix’ che esplora i paralleli tra il mito dell’araba fenice e qualcosa di vicino al cuore di Blair.

La carriera di Blair è in continua crescita: ha vinto premi, ha girato l’Europa in numerosi tour, ha collaborato con numerosi scrittori e musicisti, si è trasferito a Londra dove ha dato vita alla propria etichetta discografica Gilded Wings Records. Il Guardian ne parla come di “un songwriter in avventurosa crescita”, parole che oggi paiono ancora più vere. Blair ha la sicurezza e l’esperienza per fare la musica che ha sempre voluto fare.

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BLAIR DUNLOP è rappresentato in Italia da Geomusic ed è disponibile per concerti, festival e eventi vari.

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// 16 luglio 2016 // No Comments » // News

PRIMO TOUR ITALIANO PER I CONNLA


Prime date italiane per la sorprendente, nuova e giovane formazione irlandese. Il quintetto dei CONNLA sarà infatti in concerto:
Mercoledì 13 luglio
BOLZANO Parco delle Semirurali

Giovedì 14 luglio
CASTEL TIROLO (Bz) Castello

Venerdì 16 luglio
PAGAZZANO (Bg) Castello Visconteo, festival Celtico 2016
Ore 21:00 – 12 euro
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Connla è una nuova band irlandese carica di energia, con forti radici tradizionali che si nutre però anche di numerose influenze derivanti da ogni parte del mondo. Gli arrangiamenti emozionanti e innovativi di canzoni e arie folk tradizionali e moderne hanno fatto guadagnare al quintetto le lodi dell’intera comunità folk. Incontratisi nello studio della Musica alla Ulster University, i cinque musicisti hanno cominciato ben presto a esibirsi insieme e sviluppare la propria amicizia e affiatamento.

Provenienti dalle città di Armagh e Derry: Ciara McCafferty (voce), Ciaran Carlin (whistles) e Paul Starrett (chitarra) sono ben noti nella scena musicale locale, cui si sono aggiunti i fratelli, anche loro di Armagh, Emer e Conor Mallon, rispettivamente all’arpa e alle uilleann pipes.

Nel 2015 pubblicano l’omonimo EP di debutto: dei quattro brani, due sono a base di pipes e flauto, mentre negli altri due è presente anche la voce.

Nel 2016 si aggiudicano agli Awards di Live Ireland Music il titolo di “Miglior Nuovo gruppo dell’anno”

Ne ha subito parlato bene la stampa specializzata:
“Da tenere sott’occhio” TradConnect
“Un esordio straordinario che promette molto” Folkwords
“Un gruppo nuovo di zecca che si prenderà i primi posti della scena. Hanno un sacco di energia giovanile, combinata con un ‘veterano’ senso degli arrangiamenti, stile e profondità.”
Live Ireland

“C’è qualcosa di seriamente interessante all’orizzonte,
e questa tempesta creativa si chiama Connla”

Irish Music Magazine

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CONNLA sono rappresentati in Italia da Geomusic, disponibili per concerti, festival e eventi vari.

infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

// 20 giugno 2016 // No Comments » // News

FESTIVAL CELTICO DI PAGAZZANO

“A Look to Irish Contemporary Folk”, una finestra sulla nuova musica irlandese con due dei delle migliori novità (CONNLA e  RÉALTA) di un genere che da qualche anno ha trovato casa nel bellissimo castello di Pagazzano, che vive grazie all’affettuosa cura del gruppo Civiltà Contadina che ancora una volta ci ha dato una mano, con grande disponibilità, a organizzare la due giorni di metà luglio.  Ma ci sarà anche il songwriter inglese BLAIR DUNLOP, che ha già suonato e ama talmente queste antiche mura da averci scattato le foto di copertina di un suo recente singolo.

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Venerdì 15 luglio ore 21
CONNLA
(Irlanda)

“C’è qualcosa di seriamente interessante all’orizzonte, e questa tempesta creativa si chiama Connla”
Irish Music Magazine
“Un gruppo nuovo di zecca che si prenderà i primi posti della scena. Hanno un sacco di energia giovanile, combinata con un ‘veterano’ senso degli arrangiamenti, stile e profondità.”
Live Ireland

Sabato 16 luglio ore 21:
RÉALTA
(Irlanda)

Réalta si approccia alla tradizione irlandese con rispetto, vivacità e passione. Cresciuti con una dieta a base di Bothy Band, Planxty e altre formazioni classiche del genere, la band di Belfast sa catturare i molteplici aspetti senza tempo della tradizione, presentandoli nella propria forma naturale, fatta di freschezza e bellezza. Come ha ben evidenziato un giornalista del settore, “Réalta porta Avanti la tradizione della Bothy Band, infiammando di energia le antiche arie!”

Special Event:
ore 23 BLAIR DUNLOP (Uk)
presenta il nuovo album “Gilded”

‘Gilded’ è una raccolta di storie e riflessioni, registrato in “presa diretta” (live in studio) ai Blue Print di Manchester. In questo disco Blair conferma l’appartenenza folk nei testi, mentre continua a esplorare nuovi territori per quanto riguarda la dimensione musicale. Il brano d’apertura ‘Castello’ rende da subito l’idea del tono narrativo, con parole ispirate dai sogni, dal lignaggio e dalle esperienze di una donna incontrata da Blair in un castello italiano del quattordicesimo secolo, che è poi quello di Pagazzano dove Blair è ormai… di casa!

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segue degustazione prodotti locali

Concerti, animazioni, visite guidate al castello, mostra fotografica “Celtic Views” di Mario Rota,
birra a Km zero del birrificio Squaraunda, servizio bar e ristorazione.
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Ingresso libero al Festival
Area Concerti: 12 euro
Organizzato da COMUNE di PAGAZZANO e GRUPPO CIVILTA’ CONTADINA di PAGAZZANO, GEOMUSIC

Info:
GEOMUSIC
Tel. 348 4466307
GRUPPO CIVILTA’ CONTADINA
Cell. 346 8628470
www.castellodipagazzano.it
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Come raggiungere il castello di Pagazzano:
Da Treviglio SP.129 direzione Cologno al Serio / Morengo (BG);
Da Bergamo SS.591 direzione Bariano (Autostrada A35) o SS.42 direzione Treviglio;
Da Milano Autostrada A35 (BreBeMi) uscita Bariano, SS.591 direzione Cologno al Serio(BG);
Da Brescia Autostrada A35 (BreBeMi) uscita Bariano, SS.591 direzione Cologno al Serio(BG).

// 16 giugno 2016 // No Comments » // News

NUOVO DISCO DI ERIC BIBB LIVE IN ITALY A GIUGNO

ERIC BIBB AND THE NORTH COUNTRY FAR WITH DANNY THOMPSON:
The Happiest Man in the World

Esce a maggio, su etichetta Dixiefrog, il nuovo disco di ERIC BIBB che lo vede a fianco di un altro grande musicista da sempre amico di Geomusic, DANNY THOMPSON. Come si legge nella presentazione dell’Ird, che distribuisce il Cd in Italia: “Un nuovo set di bellissime canzoni di Eric Bibb, questa volta dal gusto blues country, registrate nella campagna inglese. Tutto nasce dall’incontro tra Bibb e gli Haavisto Brothers, Janne, batterista straordinario e Olli, fantastico al dobro e pedal steel, per poi aggiungere a questo interessante gruppo non solo Petri Hakala, virtuoso del mandolino, ma anche e soprattutto una leggenda del basso come Danny Thompson. Dopo una serie di tour di grande successo la band, battezzata Eric Bibb And North Country Far With Danny Thompson, è entrata al Grange di Norwich, con l’ingegnere del suono Dave Williams dietro la consolle per creare un disco di blues dalle squisite contaminazioni country!”
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I brani
1. The Happiest Man In The World – 3:08   2. Toolin’ Down The Road – 3:24   3. I’ll Farm For You – 3:51   4. Tossin’ An’ Turnin’ – 3:37   5. Creole Café – 4:22   6. Born To Be Your Man – 3:42   7. Prison Of Time – 5:16   8. King Size Bed – 2:37   9. On The Porch – 4:19   10. 1912 Skiing Disaster (instrumental) – 2:10   11. Tell Ol’ Bill – 4:29   12. Wish I could Hold On You Now – 3:58    13. Blueberry Boy (instrumental) – 3:07   14. You Really Got Me – 3:13
I musicisti
Eric Bibb (voce, chitarre a 6 e 12 corde, banjo a 6 corde e guitalele)  Danny Thompson (contrabbasso), Olli Haavisto (dobro, pedal steel, Weissenborn & chitarre acustiche hawaiane Martin), Petri Hakala (mandolino, mandola, violino, chitarra), Janne Haavisto (batteria, percussioni), Ulrika Pontén Bibb (cori) , May Murphy (Irish whistle), Michael Jerome Brown (slide e chitarra a 12 corde) , Pepe Ahlquist (armonica)

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Nelle note del disco, Eric Bibb ne parla così: “Qualche anno fa, quando vivevo a Helsinki, ho avuto la fortuna di incontrare I fratelli Haavisto – Janne, un dotato batterista, e Olli, un meraviglioso suonatore di dobro e chitarra pedal steel. Oltre a essere dei raffinati musicisti, entrambi hanno una buona esperienza come ingegneri del suono. Siamo diventati amici e abbiamo cominciato a lavorare insieme in vari progetti di registrazione. Olli mi ha poi presentato Petri Hakala che, non solo suona alla grande mandolin e mandola, ma se li costruisce pure! Abbiamo iniziato a suonare concerti pubblicizzati col nome di Eric Bibb and North Country Far. Come molti musicisti, abbiamo condiviso storie di strada, racconti e scambi di nomi. A un certo punto ho detto che anni prima avevo avuto l’occasione di essere in tour con Danny Thompson, il leggendario bassista. Subito dopo, passato qualche giorno, in una seduta di registrazione, Olli mi dice, ‘Sarebbe davvero grande fare un disco con Danny, uno dei miei eroi, nessuna possibilità?’. E così è stato, perché doveva essere! Ci siamo incontrati a The Grange (lo studio dove avevo registrato un album anni fa) vicino a Norfolk, in Inghilterra. Insieme, pochi giorni a luglio, col veteran ingegnere del suono Dave Williams alla console, abbiamo fatto esperienza di un’amicizia bellissima che ci ha arricchiti tutti!”

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ERIC BIBB torna in Italia a Giugno, già fissata la sua partecipazione al prestigioso Liri Blues Festival di Isola del Liri (Fr), sabato 18 giugno.

Ancora pochissime disponibilità per eventi e festival.

Infoline: 035 732005 – 348 466307 info@geomusic.it

// 11 giugno 2016 // No Comments » // News

CELTIC WAVE: le proposte Geomusic per il 2016

GEOMUSIC è leader in Italia per quanto riguarda musica & musicisti di area Celtica. Il promoter Gigi Bresciani, ben noto nell’ambiente per le sue frequentazioni pluridecennali coi migliori artisti, da appassionato cultore del genere non ha mai smesso di muoversi per portare in Italia tanto i nomi più affermati quanto nello scoprire nuovi talenti. Ospite d’onore al Celtic Connections a Glasgow a fine gennaio, anche quest’anno è tornato con idee e proposte che hanno dato vita a un roster di eccellenza che Geomusic offre agli organizzatori di eventi di tutt’Italia, sia privati che pubblici.
Quando si parla di musica celtica è naturale pensare subito a Irlanda e Scozia, ma non dobbiamo dimenticare che questo tipo di sonorità vanta estimatori in ogni parte del mondo, dalla Galizia alle Bretagna, ma anche in Canada, solo per fare degli esempi, per non parlare poi dei tanti gruppi recentemente fioriti anche nel nostro paese.
Se vi piace la musica celtica, se volete animare piazze e vie delle vostre città, così come locali o teatri, contattateci per avere il meglio della scena internazionale: Beoga, Kila, Dervish, Lunasa, Flook, Goitse, Alan Kelly, Andy Irvine, Maire Ni Chatashaigh & Arty Mc Glynn dall’Irlanda; Capercaille, Karen Matheson, Shoglenifty, Rant, Finlay MacDonald, Neilston Dstrict Pipe Band, Burach e Rura dalla Scozia; Anxo Lorenzo dalla Galizia; Le Vent du Nord dal Quebec… e tanti altri che potrete scoprire visitando il nostro sito. Di seguito alcune anticipazioni.

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Daimh

DAHIM 2015 Scots Trad Music Award winners

Supergruppo gaelico della musica delle Highlands scozzesi i cui componenti provengono dai dintorni di West Lochaber e dall’Isola di Skye. Quintetto composto da rinomati e musicisti, come il virtuoso di cornamuse Angus MacKenzie, il violinista Gabe McVarish, forza trainante a livello strumentale, il chitarrista Ross Martin. Tra le migliori attuali band di quelle terre che si distingue per un’interpretazione con taglio moderno e una magnifica gamma espressiva della musica gaelica.
DISPONIBILI: dal 30 giugno al 5 luglio

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Connla

CONNLA
New Group of the Year 2016

The Hottest New Group out of Northern Ireland
(Irish American News)
Giovane band irlandese proveniente da Armagh e Derry, carica di energia, con forti radici tradizionali che si nutre però anche di numerose influenze derivanti da ogni parte del mondo. Ha all’attivo un primo Ep molto ben accolto dalla stampa  e molti concerti un po’ dovunque. Per la prima volta in Italia.

DISPONIBILI: dal 14 al 17 luglio – agosto

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Realta

REALTA

Realta è tra le migliori giovani band irlandesi  dell’attuale scena celtica.  Proviene da Belfast e i suoi componenti sono maturati all’ombra di Bothy band, Planxty e altre formazioni classiche del genere, è capace di un sound che sa catturare i molteplici aspetti senza tempo della tradizione, infiammando di energia le antiche arie. Si sono esibiti in ogni parte del mondo mettendo in scena uno spettacolare mix a base di uiellean pipes, whistles, basso, bouzouki chitarra.
DISPONIBILI: dal 14 aL 17 luglio e su richiesta con date a verificarsi

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DALLAHAN

Di recente formazione i Dallahan sono letteralmente esplosi sulla scena della musica tradizionale. Vantano personalissimi arrangiamenti di musiche tradizionali e originali , sia di arie scoto-irlandesio che di nuov

Dallahan

e composizioni che gli hanno valso la partecipazione ad eventi di caratura internazionale ed una lunga serie di riconoscimenti. Il loro è un viaggio musicale mozzafiato, offerto da musicisti che garantiscono a chi ascolta il loro stesso divertimento ed entusiasmo di quando suonano. Quintetto proveniente da Edinburgo e dintorni.

DISPONIBILI: dal 14 a 17 luglio e su richiesta con date a verificarsi

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Kila

KILA

Sicuramente una delle band più interessanti della scena irlandese, tesa a includere elementi di world music su di un tappeto sonoro tradizionale. Tutti i componenti vantano esperienze diverse, anche di musica da strada, e ciò si avverte dal loro approccio sonoro. La band vanta un numero incredibile di esibizioni, dimensione nella quale meglio si esprime, anche a fianco di grandi della world music come Peter Gabriel.

DISPONIBILI: dal 4 al 7 agosto e in altre date con disponibilità da verificarsi

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GOITSE

Goitse

Trad Group of the Year 2015 – Live Ireland Awards
Group of the Year 2015 – Chicago Irish American News awards
La qualità che ne distingue il suono sta negli arrangiamenti di ben note arie tradizionali unite a composizioni proprie, a garanzia di uno spettacolo unico sia a livello di intrattenimento che di ricerca. La band aggiunge il proprio, caratteristico, contributo all’eredità culturale della verde isola, con stile e leggerezza. Non mancano sprazzi di sonorità continentali e ritmiche moderne pur nella sovrabbondante presenza di “Irlandesità”. Gruppo Traditional del’anno 2014 per internet Radio-Tv, Live Ireland di Dublino.
DISPONIBILI: 9, 10, 11 luglio, dal 22 al 31 agosto e su richiesta con date a verificarsi

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CARA

Cara

”Irish Music Award – Top Group 2011”
Gruppo multietnico che si è unito alle fila di Solas, Dervish e Altan, con grandi arie, grandi idee e un  suono superbo. Hanno radici ben piantate nella musica tradizionale irlandese e scozzese, alcuni ottimi album e una considerevole attività concertistica un po’ dovunque, con partecipazioni ai più importanti festival del genere. Energizzanti, emozionanti e affascinanti, i Cara, in virtù del loro sound, hanno saputo crearsi una base di appassionati seguaci così come una grande reputazione nella scena folk internazionale, consolidata anche dall’ultimo album “Yet We Sing”presentato al recente Celtic Connections di Glasgow. Per la prima volta in Italia.

DISPONIBILI: estate su richiesta con date a verificarsi

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ANXO LORENZO

Anxo Lorenzo

Anxo Lorenzo è uno dei più importanti e rappresentativi artisti di Galizia, un eccezionale virtuoso di cornamuse che sta conquistando le scene internazionali, esibendosi nei più importanti festival di musica celtica e world music. Il suo terzo album “Confuxon” è un inno alla libertà in cui tutte le possibilità offerte dalla gaita, una volta di più non temono alcun limite nelle sue sapienti mani. Una nuova strada per i paesi Celti, colma di bellissime melodie, interpretate straordinariamente dallo stesso Lorenzo, che con la gaita galiziana e i flauti si confronta con altri musicisti di grande levatura, come l’irlandese Eoghan Neff al violino e José Liz alla chitarra, dando vita a un suono acustico pieno di energia positiva, unico nel panorama del folk contemporaneo, qualità che ne distingue il suono sta negli arrangiamenti di ben note arie tradizionali unite a composizioni originali fortemente influenzate dalle prime.

DISPONIBILE: estate con date a verificarsi

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Le Vent du Nord

LE VENT DU NORD

Le Vent du Nord interpreta musiche e canzoni tradizionali del Quebec contaminate da musica francese, bretone, jazz, country, blues, e recentemente anche classica, passando da arie del repertorio tradizionale a composizioni originali. Tutti gli ingredienti offrono al pubblico un concerto indimenticabile: dinamismo, energia, allegria e vitalità, con un tocco di romanticismo.

DISPONIBILI: dal 23 luglio al 8 agosto e dal 18 al 28 agosto
dal 22 al 26 settembre

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Jacqui McShee

JACQUI McSHEE
“Premio TENCO 2015”

Jacqui McShee è sicuramente una delle voci più famose e autorevoli del folk britannico, coniugato nelle sue varie gradazioni, dall’acustica jazzata dei Pentangle con cui ha militato sin dagli inizi negli anni Sessanta alle più recenti esperienze con i Take Three, passando per tanti concerti in duo con il chitarrista John Renbourn. Di recente le è stato assegnato il Premio tenco, con la seguente motivazione: “La sua voce è la più evidente dimostrazione dello stretto legame, non solo etimologico, tra le parole canto e incanto. Fondamentale punto di riferimento di tutta una scena decisiva del più colto folk-revival londinese, ha, in particolare con i Pentangle, sublimato il patrimonio popolare della musica inglese con colori e magie al di là di ogni confine spazio-temporale.”

Si presenta in trio, una particolare versione dei Take Three, accompagnata da altre figure di primo piano della scena folk rock d’Oltre Manica: il batterista Gerry Conway che milita nelle fila dei mitici Fairport Convention e il pianista Spencer Cozens, già a fianco di John  Martyn. Disponibile anche in combinazione diversa, una riedizione dei Pentangle.
DISPONIBILE dal 6 al 9 ottobre e estate con date a verificarsi

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…e molti altri protagonisti della scena celtica tra i quali:
RICHARD THOMPSON,
ASHLEY HUTCHINGS RAINBOW CHASERS
MICHAEL McGOLDRICK BAND
CASEY SISTERS
SHOOGLENIFTY

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Infoline: 035 732005 – 348 466307 info@geomusic.it

// 10 maggio 2016 // No Comments » // News

Estate 2016: in arrivo i miti del folk e del blues

Geomusic ha il piacere di annunciare il ritorno in Italia di prestigiosi artisti della scena folk e blues internazionale. Veri e propri miti di quelle sonorità che fanno parte della storia della Musica:

RICHARD THOMPSON
ELLIOTT MURPHY

ERIC BIBB
GUY DAVIS
ASHLEY HUTCHINGS
JACQUI McSHEE
BAP KENNEDY

Tutti disponibili per eventi singoli o festival.

Non esitate a contattarci. info@geomusic.it Infoline: 035 732005 – 348 466307

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Richard Thompson

RICHARD THOMPSON

disponibile dal 17 al 22 giugno

RICHARD THOMPSON, è considerato tra i 10 migliori chitarristi al mondo!. Giovanissimo fonda la band seminale del British Folk: i Fairport Convention, di cui farà parte per qualche anno. La sua carriera continua dapprima in duo con l’allora moglie Linda e poi si avvia in una fortunata dimensione solista, fatta di concerti e incisioni di qualità, che lo rende sempre più famoso nel mondo.

Nominato dalla rivista Rolling Stone come uno dei migliori venti chitarristi di tutti i tempi, si aggiudica il premio Ivor Novello per la scrittura di canzoni e nel 2006 gli viene assegnato dalla BBC il premio alla carriera, a testimonianza di essere ormai un’icona leggendaria del folk-rock britannico e uno dei più prolifici e acclamati cantautori del mondo, sia a giudizio della critica che del pubblico. Il suo lavoro è ammirato – e registrato – da artisti del calibro di Bonnie Raitt, David Byrne ed Elvis Costello. Nel 2011 viene insignito del titolo di Officer of the Order of the British Empire (OBE), per la sua benemerita attività musicale e, nel luglio dello stesso anno, riceve la laurea ad honorem all’università di Aberdeen. Insomma, un musicista a tutto tondo che i fan italiani aspettano da tempo! Abbiamo già avuto modo di ascoltarlo in duo con il mitico Danny Thompson o con la propria band, ma ora si presenterà nella dimensione più intima, in solo.

Elliott Murphy

ELLIOTT MURPHY

disponibile primavera / estate

ELLIOTT MURPHY è sicuramente uno dei più grandi songwriter che l’America del rock ci ha regalato. Il suo primo album Aquashow è del 1973, e da allora le uscite discografiche a suo nome hanno ormai superato la trentina. Inizialmente vezzeggiato dalla stampa quale “nuovo Dylan”, negli anni ha saputo dimostrare una personalità che non necessita di paragoni, nemmeno con l’amico Springsteen con cui vanta un’antica e solida amicizia. La sua scrittura, i temi trattati, la voce e l’approccio chitarristico ne fanno un campione del palcoscenico, particolarmente amato dal pubblico italiano che ne apprezza la carica emotiva che sprigiona da ogni sua canzone, dalle ballate intimistiche ai brani più robusti e scoppiettanti, per non parlare degli ormai tradizionali bis a base di classici del rock’n’roll. Da anni residente a Parigi, Elliott ha sviluppato un longevo e proficuo sodalizio con musicisti francesi, in particolare, con OLIVIER DURAND, fido compagno d’avventure che ricama col suo chitarrismo a tutto rock le trame tessute dal biondo menestrello che tanta importanza ha avuto, e continua ad avere, nel rock americano e in quello di tutto il mondo. Oltre quarant’anni di carriera celebrati lo scorso anno con l’album Aquashaw Deconstructed, brillante riedizione di quel primo grande successo discografico. In concerto in duo con Olivier Durand o full band.

Eric Bibb

ERIC BIBB
special guest FABRIZIO POGGI
disponibili dal 18 al 20 giugno


ERIC BIBB

Eric Nasce a New York in una famiglia in cui la musica non mancava di certo. Suo padre, Leon Bibb, era infatti un cantante professionista che si esibiva nei teatri di musica facendosi un nome come parte della scena folk di New York negli anni Sessanta. Suo zio era il pianista jazz e compositore John Lewis, membro del Modern Jazz Quartet e famoso in tutto il mondo. Tra gli amici di famiglia Pete Seeger, Odetta e l’attore/cantante/attivista Paul Robeson, padrino dello stesso Eric.

Eric Bibb si è dimostrato abile, in quasi quarant’anni di attività, non solo a catturare quei singoli istanti in cui il quotidiano e lo spirituale si ritrovano, ma anche a trarre perle di verità e saggezza da qualsiasi situazione. Come afferma egli stesso: “Viaggiare per terra e per mare, suonando e cantando in locali grandi e piccoli, mi ha dato la benedizione di innumerevoli opportunità di osservare e farmi amico con gente di tutto il mondo. Ho scoperto negli anni che mentre l’umana tribù è meravigliosamente diversa, noi non siamo poi così differenti l’uno dall’altro.”

A fine estate del 2015 esce Leadbelly’s Gold, firmato in coppia con l’armonicista francese  JJ Milteau, con undici brani dal vivo più quattro in studio. Huddie William Ledbetter, in arte Lead Belly, è stato sicuramente un musicista straordinario, ma anche un fuggitivo e una celebrità. Soprattutto, però, è stato un uomo che ha sempre rivendicato il proprio diritto a essere trattato con rispetto in tempi bui per la gente di colore come gli anni Trenta. Da qui l’omaggio di Eric Bibb e JJ Milteau, che reinterpretano il repertorio di questo grande musicista con amore, trasporto e, ovviamente, il proprio tocco personale.

FABRIZIO POGGI

Cantante e armonicista, scrittore e giornalista, premio Oscar Hohner Harmonicas, artista che ha ricevuto numerose nominations ai Blues Music Awards, inclusa quella per il miglior disco dell’anno con Juba Dance realizzato con Guy D, altro mito della scena blues, a kungo in testa alle classifiche amerivane.   ha suonato con tanti grandi del blues, del rock e della canzone d’autore tra cui Garth Hudson di The Band e Bob Dylan, The Blind Boys of Alabama, Marcia Ball, Jerry Jeff Walker, Zachary Richard, Flaco Jimenez, Little Feat, Charlie Musselwhite, John Hammond, Sonny Landreth, Bob Margolin, Ronnie Earl, Steve Cropper, The Blues Brothers Band, Richard Thompson, Eric Bibb e  Otis Taylor. E’ apparso alla televisione americana rete CBS e alla BBC inglese. Di lui  DAN AYKROYDl’Elwood Blues dei Blues Brothers, ha detto: ….”Fabrizio Poggi è un’armonicista  da paura!”

Guy Davis e Fabrizio Poggi

GUY DAVIS e

FABRIZIO POGGI
disponibili dal 20 al 23 giugno

GUY DAVIS, artista che ha ricevuto numerose nominations ai Blues Music Awards, inclusa quella per il miglior disco dell’anno con Juba Dance, a lungo in testa nelle classifiche di settore americane, sua prima collaborazione con l’altrettanto prestigioso armonicista italiano FABRIZIO POGGI (acclamatissimo in Italia e nei frequenti tour negli States, unico artista europeo nominato ai Blues Awards americani), con il quale condividerà il palco per presentare Juba Dance ma anche il nuovo album Kokomo Kidd. “JUBA DANCE”,  inciso per l’etichetta franco americana DixieFrog, suggella la collaborazione di vecchia data tra il celebre bluesman statunitense Guy Davis e l’armonicista italiano (ma ormai di caratura internazionale) Fabrizio Poggi; coproduttore dell’album e protagonista con la sua armonica in diversi brani.

Un disco acustico, di autentico blues, essenziale e coinvolgente in cui voce, chitarra, banjo e armonica diventano protagonisti assoluti. Fabrizio Poggi e Guy Davis hanno presentato il disco in Europa (Inghilterra, anche alla BBC,  Francia, Belgio, Olanda, Scozia…)  e negli Stati Uniti con concerti in Kansas, Georgia, Alabama, Illinois, Nebraska, Iowa, Wisconsin… Ora un gradito ritorno in Italia di questo sodalizio artistico ormai consolidato e apprezzato ovunque, di recente anche sul palco della prestigiosa Carnegie Hall!

Jacqui McShee

JACQUI McSHEE

“Premio TENCO 2015”
disponibile dal 22 al 25 marzo e estate

Jacqui McShee è sicuramente una delle voci più famose e autorevoli del folk britannico, coniugato nelle sue varie gradazioni, dall’acustica jazzata dei Pentangle con cui ha militato sin dagli inizi negli anni Sessanta alle più recenti esperienze con i Take Three, passando per tanti concerti in duo con il chitarrista John Renbourn. Di recente le è stato assegnato il Premio tenco, con la seguente motivazione: “La sua voce è la più evidente dimostrazione dello stretto legame, non solo etimologico, tra le parole canto e incanto. Fondamentale punto di riferimento di tutta una scena decisiva del più colto folk-revival londinese, ha, in particolare con i Pentangle, sublimato il patrimonio popolare della musica inglese con colori e magie al di là di ogni confine spazio-temporale.”

Si presenta in trio, una particolare versione dei Take Three, accompagnata da altre figure di primo piano della scena folk rock d’Oltre Manica: il batterista Gerry Conway che milita nelle fila dei mitici Fairport Convention e il pianista Spencer Cozens, già a fianco di John  Martyn. Disponibile anche in combinazione diversa, una riedizione dei Pentangle.

Ashley Hutchings

HASHLEY HUTCHINGS

disponibile dal 19 al 29 maggio – estate

Ashley Hutchings è, a livello di singolo, la più importante figura del folk rock inglese, ancor prima che il suo gruppo Fairport Convention registrasse alcune delle migliori versioni delle mie canzoni. Ascoltate il suo basso in Percy’s Song per ascoltare quanto sia grande.” Bob Dylan, 27 agosto 2015
È stato lo stesso Ashley a comunicarci con soddisfazione di essere tra i “Bob Dylan’s favourites”. Certo non capita tutti i giorni di ricevere i complimenti da un artista tanto grande quanto riservato, per giunta poco incline a congratularsi con altri musicisti.
Una considerazione, quella del grande cantautore statunitense, ben meritata da Ashley Hutchings che, dopo aver fondato Fairport Convention, Steeleye Span, Albion Band e Rainbow Chasers, non vede l’ora di tornare in Italia col suo nuovo trio.
Anche Richard Thompson, recentemente in Italia, dice la sua sul grande Ashley: Sin dall’avvento del grammofono alla fine del diciannovesimo secolo, la musica popolare Britannica ha accresciuto i propri contenuti avvicinandosi all’America. Le eccezioni sonore ‘inglesi’ sono state trattate usualmente come ‘novità’ la musica popolare delle classi meno abbienti scompaiono virtualmente negli anni Cinquanta del secolo scorso, quando Ewan McColl e A.L. Lloyd ne guideranno il revival influenzando l’apparire di innumerevoli folk club nel Regno Unito. La visione di Ashley è stata ugualmente importante, portando la musica folk indigena alle generazioni del rock’n’roll, in un linguaggio a esse comprensibile”.
In tour in trio con i suoi Rainbow Chasers.

Bap Kennedy

BAP KENNEDY

disponibile dal 12 al 22 maggio – estate
Dall’Irlanda uno dei più interessanti cantautori della scena internazionale, spesso a fianco di artisti del calibro di Mark Knopler, Steve Earl e Van Morrison, tanto per citarne alcuni. I primi passi in qualità di chitarra ritmica, voce e compositore di brani per i rockers di Belfast Energy Orchard e poi, di successo in successo sino ad oggi nelle vesti di cantautore, realizzando una manciata di album tra prestigiose collaborazioni, sino all’ultimo “Let’s Start Again”, album osannato da tutta la stampa specializzata che lo afferma definitivamente tra i migliori cantautori di sempre, come sostiene lo stesso Steve Earl. Nelle sue composizioni sonorità che tradiscono le sue varie esperienze, country e celtiche incluse. Disponibile in duo, accompagnato da un secondo chitarrista o con full band.

// 4 aprile 2016 // No Comments » // News

IN FONDO ALL ANIMA 2016

Steve Wynn

“Nel rumore di un mondo che cresce confusamente, c’è bisogno di musica che ne ricerchi una possibile armonia, ma anch

e di parole per fermarsi un attimo e cercare di capire quello che sta succedendo, o semplicemente per riprendere fiato prima di rituffarsi nei ritmi quotidiani.

In fondo all’anima possiamo ritrovare noi stessi e insieme ai protagonisti conoscere nuovi percorsi, grazie alle liriche e ai suoni di ar

tisti di tutto il mondo. Pur nel susseguirsi di varie mode sonore, la proposta dei cantautori ha sempre mantenuto una posizione di rilievo nel panorama musicale, proprio perché non si spegnerà mai la voglia di condividere emozioni, pensieri e parole.”

Bobo Rondelli

Giunti alla quarta edizione, Geomusic rinnova la proposta, con un cambiamento significativo: superato il concetto di rassegna, In fondo all’anima diventa una sorta di contenitore aperto, capace di misurarsi con nomi importanti della scena cantautorale internazionale, tanto affermati quanto alla ricerca di una propria affermazione.

Un container di idee che apre col livornese Bobo Rondelli, che a sua volta riporta alla luce il mai dimenticato Piero Ciampi (livornese come lui), e prosegue con Steve Wynn, che con la sua chitarra elettrica canta l’America di oggi nel solco di un rock senza tempo.

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Venerdì 15 aprile

BOBO RONDELLI in: Ciampi ve lo faccio vedere io

TREVIGLIO (Bg)

Sabato 16 aprile

STEVE WYNN

LEFFE (Bg)

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Infoline: 035 732005 – 348 466307 info@geomusic.it

// 23 marzo 2016 // No Comments » // News