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LA BUONA NOVELLA A LEFFE

Domenica 22 dicembre – Chiesa di San Martino a Leffe (Bg)
La Piccola Orchestra Apocrifa di Giorgio Cordini presenta “La buona novella”
Di Fabrizio De André nel Concerto di Natale
L’inizio è previsto per le ore 20,45 e l’ingresso è libero sino ad esaurimento posti.
Info: Biblioteca Comunale di Leffe tel. 035 7170760 o 348 4466307


Il concerto di Natale è ormai diventato un appuntamento tradizionale nel calendario di Leffe, importante borgo laniero a mezza strada della Val Seriana, nell’alta Bergamasca. Tanto Gospel nelle precedenti edizioni poi sostituiti da progetti speciali e coinvolgenti come questo, dedicato alla memoria di uno dei più prestigiosi protagonisti della scena musicale nazionale, FABRIZIO DE ANDRE’, a vent’anni dalla scomparsa. Egli è stato non solo un cantautore ma “uno dei più importanti poeti di sempre”, così come lo ha definito la scrittrice Fernanda Pivano; non sorprende dunque la sua riscoperta.
Le qualità artistiche e umane di Fabrizio De Andrè sono nel cuore di tutti noi. Tante le canzoni, i dischi che il grande cantautore genovese ci ha regalato nella sua lunga carriera. Tra tutti i temi, studiati, scavati e riproposti nella sua, unica e particolare rivisitazione, “La Buona Novella” è tra i più carichi di senso e ben si accorda con l’avvento del Natale, nel raccontare la storia di “quel Nazareno”.

Protagonista dell’evento natalizio è la PICCOLA ORCHESTRA APOCRIFA di GIORGI CORDINI.
Si tratta di una rivisitazione per quartetto d’archi, chitarra, bouzouki, percussioni, voce e cori del famoso concept album di Fabrizio De André, “La Buona Novella”, appunto. A scrivere gli arrangiamenti e a curare la produzione artistica del concerto è Giorgio Cordini, chitarrista storico della band di Faber; siamo dunque di fronte non a una cover band qualunque ma a un tributo da parte di chi ha conosciuto e lavorato per anni con il grande artista genovese.
La sequenza dei brani proposti dalla Piccola Orchestra Apocrifa rispecchia fedelmente quella dell’album di Fabrizio con la sola aggiunta finale della canzone “Si chiamava Gesù” che, nonostante sia stata composta in precedenza, ben si collega come tema e ambientazione musicale alla Buona Novella.
Nella seconda parte del concerto vengono eseguite alcune tra le canzoni più conosciute (“Il Pescatore”, “Volta la carta”, “La guerra di Piero”) e alcune “perle” raramente eseguite in pubblico e particolarmente adatte all’organico della Piccola Orchestra Apocrifa come la “Preghiera in Gennaio” e “La Collina” e altre.


Un programma che offre uno spaccato della produzione di Fabrizio De André di grande impatto emozionale, sia per l’argomento della Buona Novella, sia per le sonorità intimistiche e suggestive, che avvolgono lo spettatore accompagnandolo nella riscoperta della liricità e profondità dei testi.
Gli arrangiamenti, pur prevedendo alcune variazioni e brevi intermezzi di collegamento delle canzoni tra loro, sono stati realizzati con il massimo rispetto per la stesura originale, frutto di una ricerca di sonorità più moderne mediante l’accostamento alla formazione classica del quartetto d’archi di strumenti etnici come il bouzouki e l’hang e la voce solista evoca per espressività e profondità quella di Fabrizio De André.
Questo l’organico della Piccola Orchestra Apocrifa (Apocrifi sono i Vangeli ai quali si ispira La Buona Novella): Giorgio Cordini alla chitarra e al bouzouki, Alessandro Adami alla voce, Stefano Zeni al violino, Elena Laffranchi alla viola, Daniela Savoldi al violoncello, Enzo Santoro ai fiati, Gaspare Bonafede alle percussioni, Maria Cordini, Denise Pisoni e Maria Alberti coro.

Il concerto è dato nella prestigiosa e suggestiva cornice della Chiesa compatronale di San Martino, organizzato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Leffe con la collaborazione della Parrocchia “San Michele Arcangelo” e il prestigioso patrocinio morale della Fondazione De Andrè.

BREVE CENNO STORICO-ARTISTICO DELLA CHIESA DI SAN MARTINO A LEFFE
La chiesa compatronale di San Martino di Leffe, di origini medioevali, ha svolto anche il ruolo di parrocchiale; essa fu poi ricostruita nel XVI secolo.
Dal centro del paese si raggiunge la chiesa attraverso un’ampia gradinata realizzata nei primi anni del 1700 e poi decorata con gradini di acciottolato a mosaico. L’interno si presenta con un’unica aula contornata da 8 cappelle laterali mentre il presbiterio, più ristretto rispetto alla navata, si apre con un arco trionfale sopraelevandosi di quattro gradini centrali rispetto alla balaustra di marmo nero. Essa conserva importanti opere pittoriche e scultoree tra cui una grande pala di Tommaso Pombioli (rinomato pittore cremonese) che raffigura la glorificazione della Madonna, oltre alle prestigiose statue bronzee di A. Carra e la statua lignea di San Martino dell’artista Fiorini di Brescia. Prezioso e raro è l’organo dotato di canne di peltro costruito nel 1771 dal veneziano Gaetano Callido, unico esempio in tutta la Lombardia

// 13 Dicembre 2019 // No Comments » // Articoli in evidenza

ASHLEY HUTCHINGS DYLANCENTRIC

Nuovo disco per Ashley Hurchings, incentrato sulla figura di Bob Dylan, un ritorno alle origini se vogliamo, quando i gruppi del folk rock inglese (molti dei quali fondati proprio da Ashley) guardavano con particolare interesse alla musica americana di allora. È lo stesso Ashley a presentarcelo.

“Nel 1969 Bob Dylan era in cima al cartellone del grande festival dell’Isola di Wight, poco distante dalle coste dell’Inghilterra del sud. C’erano di centocinquantamila persone, e quei giorni aprirono la strada ad altre occasioni del genere, a partire da Glastonbury.
Nel mese di agosto del 2019, proprio nell’isola di Wight c’è stato il festival del cinquantesimo anniversario, e l’ultima band a salire sul palco è stata quella formata da Ashley Hutchings per celebrare la musica di Bob. Il gruppo ha riscosso un grande successo e ora c’è un cd con le registrazioni di quell’evento, e anche la band si esibirà in alcuni concerti nel regno Unito e in Europa.
Come membro fondatore dei Fairport Convention, Ashley è stata la forza trainante nel portare i Fairport a suonare e registrare alcune delle canzoni di Dylan meno note.
E Bob non ha detto nulla in merito, sino a tempi più recenti, quando ha postato sul sito web di Ashley queste parole: “Ashley Hutchings e la più importante figura singola del folk-rock inglese. E il suo gruppo Fairport Convention ha registrato alcune delle migliori versioni delle mie canzoni inedite.” Da qui è nata e cresciuta l’amicizia tra i due uomini.

La band Dylancentric ha ricevuto vari gesti di amicizia da Bob, spingendola a sviluppare questa bella storia fino a un meraviglioso tributo alla musica del Maestro.

Dylancentric:
Ashley Hutchings – leader, voce, basso
Ruth Angell – voce, violino
Blair Dunlop – voce, chitarre
Ken Nicol – voce, chitarre
Jacob Stoney – tastiere
Guy Fletcher – batteria, mandolino, violino

Il primo album dei Dylancentric, “Official Bootleg” è uscito per la Talking Elephant Records, che ne cura la distribuzione e lo vende sul suo sito.

// 19 Novembre 2019 // No Comments » // Articoli in evidenza

Mary Coughlan a Vicenza

Mary Coughlan and Band

Locale Retrò, “balli & musica”
Vicenza, Via Vaccari 8 (zona ferrovieri)
Martedì 12 novembre – ore 20.30

Ingresso unico euro 15,00

Info e prenotazioni:
indirizzo mail: musicaintus@ashnet.it
sms/whatsapp: 335 6128969
392 0403940

La “rossa d’Irlanda”, MARY COUGHLAN, ritorna in concerto in Italia, a Vicenza, per un evento in esclusiva accompagnata da una band eccezionale che include anche Richie Buckley, già con Van Morrison. Mary è una sorta di Janis Joplin sia nella vita privata che in quella artistica, dotata di una voce incredibile è sempre in bilico tra le passioni cantautorati di Jacques Brel, i blues di Billie Holiday e gli originali intrisi di irish humour.

Sicuramente la “voce” più rappresentativa d’Irlanda.
Ha all’attivo album apprezzatissimi sia dalla critica che dal pubblico, dal primo “Time and Emotional” agli ultimi “The House of Ill Repute” e “Live & Kicking”, che la coglie in concerto al Vicar Street di Dublino, nel 2017. Del 2009 l’autobiografia significativamente intitolata Bloody Mary.
Con lei a condividere la scena saranno:
JOHNNY TAYLOR – pianoforte
BARRY DONOHUE – contrabbasso
DOMINIC MULLEN – batteria
RICHIE BUCKLEY – sassofoni alto e tenore.

Un evento da non perdere!

Biografia – MARY COUGHLAN
Vi sono indubbiamente dei punti in comune tra la vita di Mary Coughlan e quella di Billie Holliday, la cantante cui Mary ha dedicato un recente album. Mary Coughlan scopre la leggendaria cantante jazz all’età di 17 anni, quando viveva a Londra. “Ho comprato Lady in Satin e l’ho trovato davvero fantastico. Mi ha fatto andar fuori di testa e da allora sono sempre rimasta affascinata da questo personaggio.”
Non possiamo dimenticare che, aldilà della sua voce, quasi un malinconico lamento carico di nostalgia, parte del mito di Billie Holliday è dovuta alle disavventure della sua vita. Mary: “È morta giovane, distrutta da alcool e droga. Io capisco tutto questo. Ci sono passata anch’io. Ho letto tutto di lei. Non è la mia eroina, ma ammiro il suo modo di cantare; la sua scelta dei pezzi, i suoi musicisti, l’amicizia che ha costruito con la sua band. Loro erano la sua famiglia. Ammiro la sua vita professionale, non quella privata.”
Mary Coughlan ha saputo superare molte vicissitudini: “Sono successe tante cose, ma sono ancora qui”. Vive ancora nella casa di Bray che aveva corso il rischio di perdere, come quella dove stava prima a Howth, per problemi economici. È stata molto famosa ma anche presto dimenticata, praticamente da tutti eccetto che dai suoi fan più fedeli. Lei sa cosa vuol dire registrare a New York senza essere giustamente considerata, anche se non proprio ignorata, nei negozi di dischi. I suoi sono difficili da trovare. Ma più di tutto, lei sa cosa vuol dire trovarsi di fronte alla morte, e non per via di un incidente, ma per il suo stesso comportamento autodistruttivo.
Coughlan viene alla ribalta quasi dal nulla, una casalinga e madre che, all’età di 29 anni comincia a cantare in pubblico, guadagnandosi immediatamente un certo seguito grazie ai primi due album: Tired and Emotional e Under the Influence. Altri nove ne seguiranno.
“Ero davvero grande,” dice Mary, “ma questo era 10 anni fa. Facevo parte di quel giro tipo ‘Il Cuore di una Donna’. Come stare seduta e cantare queste canzoni tristi che parlano della vita di una donna, tutto su se stesse, parlando solo di sé. Ma è tutto finito adesso. Nessuno se ne sta più seduto in solitudine in un monolocale. La Tigre Celtica, ricordate? Sta di fatto che ho perso il passo e sono scivolata via da me stessa. Non a causa dell’ego ma per via del bere, della mia rabbia e della mia disperazione.”
“Billie Holliday ha cominciato a cantare a diciott’anni, io invece non ho fatto niente fino ai 29, solo la casalinga – la casalinga cantante –. Lei ha avuto una vita davvero terribile.”
Coughlan è nata a, in Irlanda, nel 1956. E l’accento di quei luoghi è rimasto intatto nonostante li abbia lasciati per stabilirsi a Londra.
Nel 2007 esce My Bloody Valentine, prodotto dal Sunday Independent. Come sempre, Mary ‘la rossa’ scivola sinuosa nei territori tra il blues e il jazz regalandoci atmosfere di sogno con la sua voce calda e avvolgente.
nel 2008 Mary Coughlan entra in una nuova fase della propria pluriennale carriera con la pubblicazione di ‘The House of Ill Repute’, album contenente tredici canzoni che scavano senza infingimenti nella fine di una relazione durata tredici anni e, se è vero che le prove più dure della vita affinano le qualità espressive, senza dubbio The House… rientra in tale categoria. Il disco riallaccia il sodalizio con Erik Visser, il cui precedente lavoro con Mary ha ispirato le loro migliori performance in ‘Tired And Emotional’ e ‘After The Fall’. Il rapporto tra il maestro e la sua musa ha dato vita a una selezione di canzoni immacolate, con arrangiamenti orchestrali puntuali e variegati, che ancora una volta mettono in risalto le straordinarie doti vocali della “rossa d’Irlanda”.
Nel 2009 esce l’autobiografia significativamente intitolata Bloody Mary.

Discografia:
Tired and Emotional – 1985
Under the Influence – 1987
Ancient Rain – 1988
Uncertain Pleasures – 1990
Sentimental Killer – 1992
Love for Sale – 1993
Love Me Or Leave Me: The Best Of Mary Coughlan – 1994
Live in Galway – 1996
After the Fall – 1997
Mary Coughlan Sings Billie Holliday – 2000
Long Honeymoon – 2001
Red Blues – 2002
Live at the Basement – 2003
The Best – 2004
My Bloody Valentine – 2007
The House of Ill Repute – 2008
Live & Kicking – 2019

// 29 Ottobre 2019 // No Comments » // Articoli in evidenza

GOITSE new album e cover Irish Music Mag

Con l’uscita del nuovo album e i continui tour in giro per il mondo, soprattutto negli Stati Uniti, gli irlandesi Goitse si sono guadagnati la copertina dell’Irish Music Magazine (la seconda, dopo quella del maggio 2016) nel numero in uscita a novembre, dedicata proprio al nuovo disco Ur, da poco uscito, in cui suona anche, in un paio di pezzi, Martin Brunsden degli Hothouse Flowers.
Al nuovo componente della band, Alan Reid, il compito di suonare banjo e bouzouki, quest’ultimo strumento da poco entrato in repertorio allarga la tavolozza cromatica, in particolare nei brani Seobhainhin Seo e Isle of Gola.

Mentre facciamo i complimenti agli amici Goitse per i prestigiosi risultati, siamo fieri di essere stati i primi a portarli in Italia e di rappresentarli tuttora nel nostro Paese.
Disponibili per eventi e concerti. Infoline: Tel. 348 4466307

// 2 Ottobre 2019 // No Comments » // Articoli in evidenza

RICHARD THOMPSON: 70 ANNI SUONATI BENE!

I settant’anni di Richard Thompson! Auguri Richard!
Un incredibile schiera di ospiti speciali è annunciata per i festeggiamenti del settantesimo compleanno di Richard Thompson, nella serata del 30 settembre alla Royal Albert Hall di Londra. Ci saranno familiari, amici e musicisti, tra cui:
Alistair Anderson, Ashley Hutchings, Bob Mould, Christine Collister, Danny Thompson, Dave Mattacks, Dave Pegg, David Gilmour, Derek Smalls (degli Spinal Tap), Eliza Carthy, Hugh Cornwell, Jack Thompson, James Walbourne, Judith Owen, Kami Thompson, Kate Rusby, Linda Thompson, Loudon Wainwright III, Maddy Prior, Marc Ellington, Martin Carthy, Olivia Chaney, Simon Nicol, Teddy Thompson and Zara Phillips.

Lo festeggiamo anche noi riascoltandolo in questo concerto in trio

Qui la presentazione della serata su Folf Radio Uk

// 24 Settembre 2019 // No Comments » // Articoli in evidenza

NUOVI ARRIVI IN AUTUNNO

NUOVI ARRIVI in AUTUNNO

a ottobre
BLAIR DUNLOP

KEVIN DEMPSEY

solo e in duo con

JACQUI McSHEE

a novembre

MARY COUGHLAN BAND

special guest Ritchie Buckley,
sassofonista, già con Van Morrison

info@geomusic.it | Tel. 348 4466307

// 5 Agosto 2019 // No Comments » // Articoli in evidenza

DANNY THOMPSON AL RICORDO DI JOHN MARTYN

 

John Martyn ci ha lasciati nel 2009, all’età di sessant’anni. Per ricordare i dieci anni dalla scomparsa, l’amico Danny Thompson (in kilt) ha reclutato un grande gruppo di musicisti per una serata di tributo alla Royal Concert Hall lo scorso 28 gennaio nell’ambito del Celtic Connections di Glasgow, la città che John chiamava la sua casa.
Grazie a Danny per le foto che ci ha mandato con Robert Wyatt, Eric Bibb e Paul Weller.

Ed è stata proprio Geomusic a dar vita all’ultimo mitico concerto di John Martyn in Italia, a Sarnico, anni fa

Con Robert Wyatt alla tromba

Danny Thompson con Eric Bibb

DannyThompson con Paul Weller

// 27 Febbraio 2019 // No Comments » // Articoli in evidenza

GIGI BRESCIANI AI TIMETRACK STUDIOS

Gigi Bresciani è stato nei giorni scorsi a visitare i nuovi studi di Suonovivo del mitico Dario Ravelli “sound man con cui ho iniziato la mia attività e fatto i più importanti concerti nonché realizzato qualche Cd, ‘Dando Shaft-Live in Bergamo’ in primis.”

Un incontro dagli sviluppi futuri, perché, continua Gigi “Con lui avvierò un progetto per archiviazione e digitalizzazione delle tante registrazioni che ho e la realizzazione di alcuni album live, con il supporto del giornalista Ugo Bacci.”

Dario Ravelli, anima di Suonovivo (società impegnata sui due fronti, registrazioni in studio e sound per live concert), opera presso i Timetrack Studios di Azzano San Paolo, alle porte di Bergamo, e possiede un piccolo ma attrezzatissimo studio in casa propria sui colli di Sorisole, in Val Brembana. Ha un’intensa attività e collabora con artisti di diversa estrazione e importanza.
Lo staff di Timetrack si dedica principalmente alla produzione e promozione di realtà locali che testimoniano una scena vivissima.

L’azienda si chiama ora Suonovivo Recording Services.

 

Dario Ravelli sulla porta dei Timetrack Studios

Una delle sale dei Timetrack Studios

Soundman all’opera ai Timetrack Studios

Lo staff dei Timetrack Studios

Lo studio di Dario a Sorisole (Bg)

Dario Ravelli nel suo studio

 

 

// 27 Febbraio 2019 // No Comments » // Articoli in evidenza

VESTITI DELLA MUSICA SPECIALE DE ANDRE

Sabato 23 marzo 2019 al cineteatro di Pognano (Bg)
ore 21 – ingresso libero

Paolo Mazzucchelli presenta
“I VESTITI DELLA MUSICA Speciale DE ANDRE”
Con due ospiti d’eccezione GIORGIO CORDINI e ENZO GENTILE

PAOLO MAZZUCCHELLI, porta da anni in giro per l’Italia I vestiti della musica, spettacolo dedicato alle copertine dei vinili, in cui ne racconta grafiche, storie e… segreti. Un lavoro che è stato anche pubblicato in due coloratissime edizioni librarie, la prima autoprodotta e la seconda per i tipi di Stampa Alternativa. Per l’occasione, Paolo punta l’obiettivo su Fabrizio De Andrè: l’opera del cantautore genovese viene analizzata dal punto di vista grafico, con un’affascinante quanto insolita analisi delle copertine dei suoi dischi più famosi, raccontate e contestualizzate nell’ambito della più generale nascita ed evoluzione della grafica applicata alla musica “pop”.
Ospite d’eccezione il chitarrista GIORGIO CORDINI, già a fianco di Faber negli ultimi tour, che eseguirà alcuni brani dell’indimenticabile, grande genovese.

L’incontro sarà l’occasione per presentare ben tre libri

Questa volta non è un nuovo concerto o uno spettacolo musicale o un nuovo CD, ma un libro: Giorgio Cordini, musicista che ha suonato per otto anni a fianco di Fabrizio De André, tra il 1991 e il 1998, si cimenta in un’attività che per lui è perlomeno insolita, rispetto a quella abituale di chitarrista. Ha rimesso in ordine i ricordi di quegli otto anni in cui è stato uno dei musicisti della band di Fabrizio De André, dando vita a una raccolta di racconti e aneddoti che lo descrivono nel ruolo di collaboratore musicale di uno dei più grandi cantautori italiani. E nel descriversi riesce a raccontare un Fabrizio De André a tratti inedito, dai comportamenti spesso inattesi, che a volte stupiscono e ci fanno sorridere e che ci danno l’ennesima conferma della sua grandezza di artista e di uomo. Alfredo Franchini, scrittore, giornalista e amico di Fabrizio De André scrive: “In questo prezioso libro, quasi un diario redatto da chi è stato con lui in prima fila sul palco e a stretto contatto nella vita, Giorgio Cordini ci regala una manciata di perle, una testimonianza sul valore del De André musicista e soprattutto del De André uomo, capace di entrare in empatia con chiunque avesse di fronte”.
La data dell’uscita del libro coincide con il ventesimo anniversario della scomparsa di Fabrizio De André, una scelta questa che vuole sottolineare l’intensità del ricordo e dell’affetto che legano Giorgio Cordini al cantautore genovese e che il passare del tempo ha reso ancora più vivi.
Il libro è pubblicato da Fingerpicking.net e distribuito in tutte le librerie dalle Edizioni Curci. Inoltre si può trovare nei principali store on line sia in formato cartaceo che digitale.

GIORGIO CORDINI Musicista, veneziano, ha abitato per molti anni in provincia di Brescia, ora risiede a Schilpario, in Val di Scalve. Ha suonato con Mauro Pagani in diverse formazioni e alla fine del ‘90 è entrato a far parte della band di Fabrizio De André, con cui è rimasto per otto anni.Suona la chitarra, il bouzouki, il mandolino. Ha collaborato anche con Cristiano De André, Nada, Roberto Vecchioni, Massimo Ranieri, Eugenio Finardi, Claudio Lolli e molti altri cantanti della scena italiana. Ha fondato nel 2005, insieme a Ellade Bandini e Mario Arcari, il gruppo “Mille Anni Ancora”, che esegue il repertorio di Fabrizio De André.


Il più amato dei nostri cantautori, artista che ha profondamente inciso nel costume e nella cultura italiana, figura ancora centrale a vent’anni dalla sua scomparsa (11 gennaio 1999) Fabrizio De André ha rispecchiato con i suoi dischi un pezzo di società e di storia del nostro paese, ha raccontato l’avventura umana dei più umili, ha fotografato il nostro tempo, ne ha espresso gli ideali e le sfumature della vita quotidiana con esemplare capacità di sintesi, spirito di denuncia e un’efficacia poetica tale da raccogliere i massimi riconoscimenti pubblici, di mercato, dei colleghi e degli addetti ai lavori. La produzione di De André è disseminata di capolavori, dalle crude ballate degli anni Sessanta fino alle composizioni più audaci e impegnative, come gli album Le nuvole e Anime salve, passando per l’affresco Creuza de ma, indicato tra i più importanti dischi di world music in assoluto.
Nell’ampia letteratura che ne abbraccia la storia, Amico Faber si inserisce con la scelta originale, e mai proposta prima, di coinvolgere e chiamare a testimonianza centotrenta amici, collaboratori, partner di musica e non solo: figure note o del tutto sconosciute alle cronache che lo hanno accompagnato nella lunga parabola artistica o nei più significativi passaggi della sua esistenza. Il lavoro lascia affiorare aneddoti, rivelazioni, momenti d’intimità che mettono a fuoco il messaggio e definiscono l’uomo: un viaggio che va dalla Genova degli esordi agli ultimi giorni, inseguendo la trama dei ricordi, dei pensieri, delle tracce più autentiche di un artista immenso, colonna sonora di ogni generazione.

ENZO GENTILE Si occupa di musica praticamente da sempre, come giornalista, conduttore radiofonico, consulente per dischi, cinema e teatro, curatore di mostre e manifestazioni, docente. Inizia professionalmente a metà degli anni Settanta, con le prime emittenti in Fm, per poi passare a scrivere su quotidiani e riviste di ogni periodicità, pubblicando il primo libro, Note di pop italiano, nel 1977. Da allora collabora, sempre da free lance, per un centinaio di testate (Repubblica, Mattino, Sole 24 Ore, Epoca, Europeo, Diario, Jam, Rolling Stone, Linus…), seguendo migliaia di concerti e festival, tra recensioni e interviste ai maggiori protagonisti del panorama musicale internazionale. Direttore artistico di numerose rassegne musicali di grande seguito, tra cui Suoni & Visioni, Music Club, Naturalmente pianoforte, ha al suo attivo una ventina di libri e cataloghi: tra i principali Arcipelago rock (Mondadori), il Dizionario del pop-rock (Zanichelli), Beatles a fumetti (Skira), Time after Time (Hoepli), Hendrix ’68 (Jaca Book). Da quindici anni tiene il corso di Storia della musica pop-rock al Master di comunicazione all’Università Cattolica di Milano. Motociclista, appassionato di calcio e birre rosse, nella prossima vita farà il chitarrista.

I vestiti della musica è un viaggio multimediale attraverso il ruolo tutt’altro che secondario delle copertine dei Long Playing nella storia della musica pop rock degli ultimi sessant’anni. Da contenitore anonimo a vero e proprio strumento di marketing, a mezzo di comunicazione fra l’artista e il suo pubblico, sino a divenire autentico oggetto d’arte e specchio della creatività di alcuni dei migliori grafici dei decenni passati. Le copertine dei dischi rappresentano un’occasione – spesso sottovalutata – per gustare appieno un disco, per comprendere a fondo il periodo storico e il contesto sociale in cui è maturato.
Dagli anni Quaranta del secolo scorso alle soglie del nuovo millennio, il racconto ripercorre l’evoluzione della musica pop rock attraverso le copertine, dalle più note sino a quelle più rare. Ad ogni capitolo è abbinato un elenco di brani “dedicati” che possono essere utilizzati come colonna sonora durante la lettura o come strumento per una più approfondita comprensione dei temi trattati.

PAOLO MAZZUCCHELLI, appassionato di musica, da più di trent’anni si occupa di programmazione in campo musicale, ideando e realizzando decine di iniziative e rassegne, sempre a cavallo fra spettacolo e divulgazione culturale. È stato definito “raccontatore di musica”, appellativo che, con un sorriso, accetta ben volentieri.

// 21 Febbraio 2019 // No Comments » // Articoli in evidenza