I MONACI TIBETANI DEL MONASTERO SERA JHE

Tour della compassione e della compassione
Disponibili dal 16 Novembre al 15 Dicembre 2018
Tel. 348 4466307 – www.geomusic.it
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L’eredità del Tibet appartiene al mondo – L’arte delle danze nella spiritualità buddhista
Con grande gioia annunciamo l’arrivo di un gruppo di monaci tibetani che nell’ambito di una tournée europea realizzeranno uno spettacolo di antichi suoni, canti e danze della loro tradizione. Sarà l’occasione per scoprire da vicino il fascino e la dimensione spirituale di una cultura lontana che ha saputo attrarre l’interesse e la simpatia del mondo occidentale, grazie alla sua autenticità ed energia. L’evento ha riscosso grandissimo successo nel corso dei precedenti tour, organizzate da Geomusic in collaborazione con l’Istituto Studi di Buddhismo Tibetano Ghe Pel Ling di Milano.

Lo spettacolo sarà realizzato da sette monaci provenienti dal Monastero di Sera Jhe, uno dei grandi Monasteri ricostruiti da Sua Santità il Dalai Lama nel Sud dell’India dopo la fuga dal Tibet. I monaci sono attualmente impegnati nel progetto dell’Istituto Ngari, Institute of Buddhist Dialectics, un’organizzazione non governativa (Ong) che aiuta bambini e anziani in situazioni di fragilità e che ha come obiettivo la conservazione della cultura buddista tibetana nella regione himalayana.

Scopo del tour è di raccogliere fondi per sostenere una scuola con ostello per le bambine e i bambini orfani e provenienti da famiglie molto povere del Ladak.

IL PROGETTO
L’Istituto Ngari è stato fondato nel 1979 da alcuni monaci del monastero di Sera Jhe, originari del Ladak.  Nel 2008 l’Istituto aveva iniziato a realizzare una scuola con ostello per bambine e bambini, orfani o molto poveri, e fino ad oggi è stato in grado di completare le camere per i bambini e i monaci, la biblioteca, l’edificio delle classi primarie, una foresteria e una piccola piantagione di alberi da frutta. Grazie a questo progetto i bambini hanno la possibilità di ricevere un’educazione moderna, oltre alla conoscenza della propria tradizione e del buddhismo tibetano. Questo progetto è stato approvato nel 2008 dall’Ufficio di Sua Santità il XIV Dalai Lama, che nel 2016 ha inaugurato personalmente la scuola. Ora studiano e vivono nella scuola 60 piccoli studenti. I bambini frequentano anche le scuole pubbliche, delle cui rette si fa carico l’Istituto, garantendo loro anche vitto, alloggio, libri e indumenti, trasporto e accesso alle cure mediche. Inoltre l’Istituto offre ai bambini un servizio di doposcuola e insegnamenti sulla cultura buddhista. L’obiettivo dichiarato dalla scuola e dai monaci è di aiutare questi bambini a diventare persone positive oltre che istruite.

GHE PEL LING, ISTITUTO STUDI DI BUDDHISMO TIBETANO
Il Ghe Pel Ling Istituto Studi di Buddhismo Tibetano di Milano è stato fondato nel 1978. E’ associato all’Ubi (Unione Buddhista Italiana). Promuove lo studio e la pratica degli insegnamenti buddhisti, attraverso l’educazione e la trasformazione della mente. L’attività continuativa prevede corsi, seminari, dibattiti, conferenze, ritiri spirituali e cerimonie. Guida spirituale del Centro è S.S. il Dalai Lama.
Fra gli scopi del Ghe Pel Ling, in accordo alla tradizione altruista Mahayana, vi sono anche progetti di solidarietà, il cui scopo è di portare aiuto concreto a persone e popolazioni bisognose. Rientrano in questo aspetto, ad esempio, l’organizzazione, in questi ultimi anni, dei tour di danze dei monaci di Sera Jhe e Drepung, con lo scopo di raccogliere fondi a favore dei monasteri.

LO SPETTACOLO
L’eredità del Tibet appartiene al mondo – L’arte delle danze nella spiritualità buddhista è un colorato mosaico. Adorni di vivaci e sontuosi costumi, maschere e cappelli, i monaci propongono un suggestivo spaccato della cultura e delle tradizioni tibetane.
Con l’accompagnamento dal vivo di tamburi, campane, cembali chitarre e trombe alternano canti e danze le cui origini affondano in un passato lontanissimo e che sono da sempre soprattutto un mezzo prezioso per trasmettere l’insegnamento del Buddha.
Modulando la voce, trovano profondità gutturali uniche, e recitano i “mantra” rituali che parlano di pace, amore, felicità. Le coreografie narrano antiche leggende ed eventi storici, oppure raccontano la vita di animali reali e mitologici. La gestualità è semplice e ieratica al tempo stesso: dietro ad ogni movimento, anche il più semplice, si intuisce un significato simbolico.
I canti tantrici, che favoriscono la calma mentale, riducendo le inquietudini interiori si alternano alle preghiere rivolte ai protettori del Dharma affinché allontanino le negatività. I canti per la consacrazione delle offerte sono seguiti da liturgie diverse che, per il profondo contenuto dei loro testi, inducono al rispetto per tutti gli esseri.
Spettacolo e spiritualità si mescolano senza soluzione di continuità, coinvolgendo e affascinando. E’ come un tuffo in un mondo misterioso, che si apre improvvisamente per svelarsi allo spettatore, infondendo un messaggio di pace a tutti gli essere viventi.
Le danze sono precedute da una preghiera per benedire il luogo in cui sono realizzate, invocando le energie positive presenti nell’universo per creare un ambiente favorevole sia ai danzatori che al pubblico.

1-LA DANZA DI MAHAKALA
In questa danza sono rappresentati yogi tantrici che indossano spaventosi abiti scuri per realizzare, attraverso la forza di rituali e meditazioni, l’eliminazione di tutte le forze del male. Nella danza vengono evocate le forze negative esterne ed interne che verranno poi distrutte nella dimensione di vuoto dell’esistenza intrinseca di tutte le cose. L’ambiente esterno e gli esseri che lo abitano saranno così purificati da qualsiasi influenza dannosa.
2- LA DANZA DEGLI SCHELETRI
Questa danza simboleggia la transitorietà di tutti i fenomeni, insieme al ciclo continuo della morte e della rinascita. La danza è eseguita da coppie di monaci che rappresentano così l’elemento femminile e quello maschile necessari alla creazione della vita. In tibetano i danzatori sono anche chiamati Cita Pati e simboleggiano la manifestazione della divinità Mahakala. Entrambi hanno un terzo occhio in fronte, simbolo della realizzazione della saggezza. I monaci indossano maschere a forma di teschi umani e un costume a forma di scheletro con una gonna colorata.
3- LA DANZA DEL CERVO
Questa danza è molto popolare perché la divinità con la testa di cervo è un potentissimo protettore e simboleggia la distruzione dell’ego, una delle realizzazioni fondamentali del buddismo. Il monaco danzatore indossa una maschera con una testa di cervo dorato a tre occhi. Il terzo occhio simboleggia la conoscenza nei tre tempi, passato, presente e futuro. L’abito di colore rosso è molto ampio e con larghe maniche, ricamato con motivi di animali in oro e argento. La divinità tiene in mano un coltello simbolo della saggezza.
4. LA DANZA DEL CAPPELLO NERO
In questa danza è rappresentata la manifestazione di Palden Lhamo, divinità protettrice femminile. La storia narra che in Tibet, durante un’era in cui il buddhismo era fortemente osteggiato da forze nemiche, lo yoghi Pelgay Dorjee sconfisse i demoni del male, riportando al suo splendore la dottrina buddhista e la pace nel Paese delle Nevi.

Durante l’intervallo i monaci offriranno il thè ai partecipanti.