Articoli novembre, 2018

DEGUSTAZIONI MUSICALI A CASA GEOMUSIC

L’amico PAOLO MAZZUCCHELLI si è specializzato nel raccontarci la storia della musica rock (e non solo naturalmente, ma in tutte le sue declinazioni…) attraverso le sue Degustazioni Musicali a base di copertine di dischi. Da grande master chef qual è ci propone una nuova serie di approfondimenti, a partire da quelle a Casa Geomusic di Gandino con la storia del beat inglese.

Giovedì 13 dicembre a Gandino (Bg) Casa Geomusic, ore 21
Degustazione Musicale “DI BEAT IN BEAT- La scena inglese dal 1962 al 1966”


Seguirà degustazione di prodotti gastronomici valgandinesi a base di mais spinato accompagnati da buon vino e brindisi augurale.
Contributo organizzativo di 10 euro.  Solo su prenotazione allo 348 4466307  o info@geomusic.it

In una sorta di risacca culturale oltre che artistica l’incontro porterà lo spettatore  nell’Inghilterra di fine anni ’50, quella ancora duramente provata dal secondo conflitto mondiale, ma nella quale un numero considerevole di giovani musicisti è pronto a rielaborare con la propria originalità la lezione del rock’n roll giunta dagli Stati Uniti. Dalla beat generation alla scena del british beat della quale i Beatles saranno la punta di diamante, capaci di segnare nuovi sentieri sonori (e non solo) percorsi poi da decine di altre band, alcune della quali protagonisti poi del suono del decennio successivo.
Protagonisti (fra gli altri): Beatles, Rolling Stones,  Who,  Kinks,  Hollies, Manfred Mann, Yardbirds.

 

 

Domenica 13 gennaio 2019 a Gandino (Bg) Casa Geomusic ore 17
“I VESTITI DELLA MUSICA Speciale DE ANDRE”
ospite GIORGIO CORDINI

Paolo Mazzucchelli, porta da anni in giro per l’Italia I vestiti della musica, spettacolo dedicato alle copertine dei vinili, in cui ne racconta grafiche, storie e… segreti. Un lavoro che è stato anche pubblicato in due coloratissime edizioni librarie, la prima autoprodotta e la seconda per i tipi di Stampa Alternativa.
Per l’occasione, Paolo punta l’obiettivo su Fabrizio De Andrè: l’opera del cantautore genovese viene analizzata dal punto di vista grafico, con un’affascinante quanto insolita analisi delle copertine dei suoi dischi più famosi, raccontate e contestualizzate nell’ambito della più generale nascita ed evoluzione della grafica applicata alla musica “pop”.

Contributo organizzativo di 10 euro.  Solo su prenotazione allo 348 4466307  o info@geomusic.it

– – – –

Casa Geomusic è a Gandino, in via Provinciale 24.

// 29 novembre 2018 // No Comments » // Articoli in evidenza

LA BUONA NOVELLA CON GIORGIO CORDINI

14 dicembre a ROMANO DI LOMBARDIA (Bg) nella Chiesa dei Cappuccini (via Frà Falgario 7), alle ore 21
concerto di Giorgio Cordini e la Piccola Orchestra Apocrifa
con la Buona Novella di De Andrè. Ingresso libero.

Si tratta di una rivisitazione per quartetto d’archi, chitarra, bouzouki, percussioni, voce e cori del famoso concept album di Fabrizio De André. A scrivere gli arrangiamenti e a curare la produzione artistica del concerto è Giorgio Cordini. La sequenza dei brani proposti dalla “Piccola Orchestra Apocrifa” rispecchia fedelmente quella dell’album di Fabrizio con la sola aggiunta finale della canzone “Si chiamava Gesù” che, nonostante sia stata composta in precedenza, ben si collega come tema e ambientazione musicale alla Buona Novella.

Nella seconda parte del concerto vengono eseguite alcune tra le canzoni più conosciute (Il Pescatore, Volta la carta, La guerra di Piero) ed alcune “perle” raramente eseguite in pubblico e particolarmente adatte all’organico della Piccola Orchestra Apocrifa (Preghiera in Gennaio, La Collina).
Quasi due ore di musica, che offrono uno spaccato della produzione di Fabrizio De André di grande impatto emozionale, sia per l’argomento della Buona Novella, sia per le sonorità intimistiche e suggestive, che avvolgono lo spettatore accompagnandolo nella riscoperta della liricità e profondità dei testi.

Gli arrangiamenti, pur prevedendo alcune variazioni e brevi intermezzi di collegamento delle canzoni tra loro, sono stati realizzati con il massimo rispetto per la stesura originale. E’ stata effettuata una ricerca di sonorità più moderne mediante l’accostamento alla formazione classica del quartetto d’archi di strumenti etnici come il bouzouki e l’hang e la voce solista evoca per espressività e profondità quella di Fabrizio De André.

La Piccola Orchestra Apocrifa (apocrifi sono i Vangeli a cui si ispira La Buona Novella) è formata da Giorgio Cordini alla chitarra e al bouzouki, Stefano Zeni al violino, Elena Laffranchi alla viola,  Daniela Savoldi al violoncello, Enzo Santoro al flauto, Gaspare Bonafede alle percussioni, Alessandro Adami alla voce e Denise Pisoni, Maria Cordini e Maria Alberti per i cori.

// 29 novembre 2018 // No Comments » // Articoli in evidenza

I MONACI TIBETANI DEL MONASTERO SERA JHE

Tour della compassione e della compassione
Disponibili dal 16 Novembre al 15 Dicembre 2018
Tel. 348 4466307 – www.geomusic.it
pagina facebook Geomusic il suono della terra

L’eredità del Tibet appartiene al mondo – L’arte delle danze nella spiritualità buddhista
Con grande gioia annunciamo l’arrivo di un gruppo di monaci tibetani che nell’ambito di una tournée europea realizzeranno uno spettacolo di antichi suoni, canti e danze della loro tradizione. Sarà l’occasione per scoprire da vicino il fascino e la dimensione spirituale di una cultura lontana che ha saputo attrarre l’interesse e la simpatia del mondo occidentale, grazie alla sua autenticità ed energia. L’evento ha riscosso grandissimo successo nel corso dei precedenti tour, organizzate da Geomusic in collaborazione con l’Istituto Studi di Buddhismo Tibetano Ghe Pel Ling di Milano.

Lo spettacolo sarà realizzato da sette monaci provenienti dal Monastero di Sera Jhe, uno dei grandi Monasteri ricostruiti da Sua Santità il Dalai Lama nel Sud dell’India dopo la fuga dal Tibet. I monaci sono attualmente impegnati nel progetto dell’Istituto Ngari, Institute of Buddhist Dialectics, un’organizzazione non governativa (Ong) che aiuta bambini e anziani in situazioni di fragilità e che ha come obiettivo la conservazione della cultura buddista tibetana nella regione himalayana.

Scopo del tour è di raccogliere fondi per sostenere una scuola con ostello per le bambine e i bambini orfani e provenienti da famiglie molto povere del Ladak.

IL PROGETTO
L’Istituto Ngari è stato fondato nel 1979 da alcuni monaci del monastero di Sera Jhe, originari del Ladak.  Nel 2008 l’Istituto aveva iniziato a realizzare una scuola con ostello per bambine e bambini, orfani o molto poveri, e fino ad oggi è stato in grado di completare le camere per i bambini e i monaci, la biblioteca, l’edificio delle classi primarie, una foresteria e una piccola piantagione di alberi da frutta. Grazie a questo progetto i bambini hanno la possibilità di ricevere un’educazione moderna, oltre alla conoscenza della propria tradizione e del buddhismo tibetano. Questo progetto è stato approvato nel 2008 dall’Ufficio di Sua Santità il XIV Dalai Lama, che nel 2016 ha inaugurato personalmente la scuola. Ora studiano e vivono nella scuola 60 piccoli studenti. I bambini frequentano anche le scuole pubbliche, delle cui rette si fa carico l’Istituto, garantendo loro anche vitto, alloggio, libri e indumenti, trasporto e accesso alle cure mediche. Inoltre l’Istituto offre ai bambini un servizio di doposcuola e insegnamenti sulla cultura buddhista. L’obiettivo dichiarato dalla scuola e dai monaci è di aiutare questi bambini a diventare persone positive oltre che istruite.

GHE PEL LING, ISTITUTO STUDI DI BUDDHISMO TIBETANO
Il Ghe Pel Ling Istituto Studi di Buddhismo Tibetano di Milano è stato fondato nel 1978. E’ associato all’Ubi (Unione Buddhista Italiana). Promuove lo studio e la pratica degli insegnamenti buddhisti, attraverso l’educazione e la trasformazione della mente. L’attività continuativa prevede corsi, seminari, dibattiti, conferenze, ritiri spirituali e cerimonie. Guida spirituale del Centro è S.S. il Dalai Lama.
Fra gli scopi del Ghe Pel Ling, in accordo alla tradizione altruista Mahayana, vi sono anche progetti di solidarietà, il cui scopo è di portare aiuto concreto a persone e popolazioni bisognose. Rientrano in questo aspetto, ad esempio, l’organizzazione, in questi ultimi anni, dei tour di danze dei monaci di Sera Jhe e Drepung, con lo scopo di raccogliere fondi a favore dei monasteri.

LO SPETTACOLO
L’eredità del Tibet appartiene al mondo – L’arte delle danze nella spiritualità buddhista è un colorato mosaico. Adorni di vivaci e sontuosi costumi, maschere e cappelli, i monaci propongono un suggestivo spaccato della cultura e delle tradizioni tibetane.
Con l’accompagnamento dal vivo di tamburi, campane, cembali chitarre e trombe alternano canti e danze le cui origini affondano in un passato lontanissimo e che sono da sempre soprattutto un mezzo prezioso per trasmettere l’insegnamento del Buddha.
Modulando la voce, trovano profondità gutturali uniche, e recitano i “mantra” rituali che parlano di pace, amore, felicità. Le coreografie narrano antiche leggende ed eventi storici, oppure raccontano la vita di animali reali e mitologici. La gestualità è semplice e ieratica al tempo stesso: dietro ad ogni movimento, anche il più semplice, si intuisce un significato simbolico.
I canti tantrici, che favoriscono la calma mentale, riducendo le inquietudini interiori si alternano alle preghiere rivolte ai protettori del Dharma affinché allontanino le negatività. I canti per la consacrazione delle offerte sono seguiti da liturgie diverse che, per il profondo contenuto dei loro testi, inducono al rispetto per tutti gli esseri.
Spettacolo e spiritualità si mescolano senza soluzione di continuità, coinvolgendo e affascinando. E’ come un tuffo in un mondo misterioso, che si apre improvvisamente per svelarsi allo spettatore, infondendo un messaggio di pace a tutti gli essere viventi.
Le danze sono precedute da una preghiera per benedire il luogo in cui sono realizzate, invocando le energie positive presenti nell’universo per creare un ambiente favorevole sia ai danzatori che al pubblico.

1-LA DANZA DI MAHAKALA
In questa danza sono rappresentati yogi tantrici che indossano spaventosi abiti scuri per realizzare, attraverso la forza di rituali e meditazioni, l’eliminazione di tutte le forze del male. Nella danza vengono evocate le forze negative esterne ed interne che verranno poi distrutte nella dimensione di vuoto dell’esistenza intrinseca di tutte le cose. L’ambiente esterno e gli esseri che lo abitano saranno così purificati da qualsiasi influenza dannosa.
2- LA DANZA DEGLI SCHELETRI
Questa danza simboleggia la transitorietà di tutti i fenomeni, insieme al ciclo continuo della morte e della rinascita. La danza è eseguita da coppie di monaci che rappresentano così l’elemento femminile e quello maschile necessari alla creazione della vita. In tibetano i danzatori sono anche chiamati Cita Pati e simboleggiano la manifestazione della divinità Mahakala. Entrambi hanno un terzo occhio in fronte, simbolo della realizzazione della saggezza. I monaci indossano maschere a forma di teschi umani e un costume a forma di scheletro con una gonna colorata.
3- LA DANZA DEL CERVO
Questa danza è molto popolare perché la divinità con la testa di cervo è un potentissimo protettore e simboleggia la distruzione dell’ego, una delle realizzazioni fondamentali del buddismo. Il monaco danzatore indossa una maschera con una testa di cervo dorato a tre occhi. Il terzo occhio simboleggia la conoscenza nei tre tempi, passato, presente e futuro. L’abito di colore rosso è molto ampio e con larghe maniche, ricamato con motivi di animali in oro e argento. La divinità tiene in mano un coltello simbolo della saggezza.
4. LA DANZA DEL CAPPELLO NERO
In questa danza è rappresentata la manifestazione di Palden Lhamo, divinità protettrice femminile. La storia narra che in Tibet, durante un’era in cui il buddhismo era fortemente osteggiato da forze nemiche, lo yoghi Pelgay Dorjee sconfisse i demoni del male, riportando al suo splendore la dottrina buddhista e la pace nel Paese delle Nevi.

Durante l’intervallo i monaci offriranno il thè ai partecipanti.

// 20 novembre 2018 // No Comments » // News

IL NUOVO ALBUM DEL BEPI COI COERTI DE LEF

L’anima di Geomusic è da sempre Gigi Bresciani che, forse non tutti lo sanno, è anche appassionato ricercatore della storia del territorio in cui vive, la val Gandino in val Seriana, sopra Bergamo. Tanti anni fa ha scritto un libro sui “Coertì” di Leffe (da cui è tratta la foto qui sopra), commercianti ambulanti che vendevano coperte, drappi e telerie per tutta Italia, decantandole con un’inimitabile scenografia.

Nel nuovo album del Bepi, famoso cantautore bergamasco, anch’egli appassionato di storia e storie, c’è proprio la canzone “E coertì da Léf”, scritta con la consulenza di Gigi e la presenza, nel “rosario” finale, di un altro collaboratore di Geomusic, l’amico Michele. Il disco sarà presentato anche a Leffe, il prossimo 2 dicembre, e successivamente a Casa Geomusic in acustica. Intanto,presenterà il 16 novembre l’album e il suo nuovo libro “Seconda appendice di Proud” al Teatro Gavazzeni di Seriate, alle ore 21.


A un solo anno e mezzo di distanza dai precedenti “Nöf” (in bergamasco) e “Da 10 me” (in italiano) il Bepi torna con un nuovo album!
13 nuove canzoni, nuovamente aperte a dir poco a ventaglio, equamente divise tra dialetto e lingua nazionale, con un pezzo in “duplice” versione.
Si passa, infatti, dalla ballad semi-acustica di “E coertì da Léf” all’industrial metal de “Gli opliti digitali”, dal pop di “Welcome” all’hard-rock di “Ol pedriöl”…
Come sempre anche i temi affrontati sono variegati, costantemente a cavallo tra leggerezza divertita (e divertente, si spera) e impegno, tra sperimentazione e cantautorato, con le solite provocazioni diventate con gli anni un marchio di fabbrica, insieme alle citazioni, a volte esplicite, a volte lasciate sottese.
Il disco, l’undicesimo di inediti in studio, è stato pressoché totalmente scritto e arrangiato da Tiziano Incani (il Bepi), coadiuvato in ogni fase della realizzazione dal pianista Alberto Sonzogni e “lavorato” da Francesco “James” Dini, spesso più un produttore artistico che un semplice fonico.
Tutt’attorno moltissimi Prismas di ieri e di oggi e un gruppo di amici musicisti sui quali spicca il nome del talentuoso chitarrista metal sardo Francesco Marras.
In un mondo che va rimpicciolendosi e uniformandosi qualcuno ancora crede nella marcia in più del local e sfida ancora apertamente le incontrovertibili leggi dello show-biz: “Fó chèl c’al ma par” (Faccio quello che mi pare) non è una cover di Rovazzi, ma la prima vera traccia del cd, quella che mette subito in chiaro le cose.

// 15 novembre 2018 // No Comments » // News

IL NUOVO ALBUM DEI CUIG

Dopo il successo, di critica e pubblico, del primo album New Landscapes, a novembre 2018 esce l’attesa seconda prova degli irlandesi Cuig: The Theory of Chaos, che conferma l’alta caratura energetica, la qualità delle voci e la creatività degli arrangiamenti per questo lanciatissimo quintetto.

Formazione:
MICEAL MULLEN – banjo, mandolino
RONAN STEWART – violino, uilleann Pipes
CATHAL MURPHY – percussioni
EOIN MURPHY – organetto
RUAIRI STEWART – chitarra

Discografia:
Cuig, ep
New Landscapes, 2015
The Theory of Chaos, 2018

 

Disponibili per eventi e concerti. info@geomusic.it Tel. 348 4466307

// 15 novembre 2018 // No Comments » // Articoli in evidenza

JIMMY PAGE & ROBERT PLANT il libro

JIMMY PAGE & ROBERT PLANT

Ancora oggi, a cinquant’anni dalla fondazione, ogni notizia riguardante i Led Zeppelin è in grado di catalizzare l’attenzione degli amanti del rock più di qualsiasi altra. Quasi come se la band fondata da Jimmy Page si fosse sciolta solo dopo il leggendario concerto del dicembre 2007 all’O2 Arena di Londra e non nel lontano 1980. Nonostante sia chiaro a tutti che la loro forza dirompente dipendesse dal contributo di ognuno dei quattro elementi che la componevano, nell’immaginario comune i meriti maggiori vanno invece divisi tra i due maggiori compositori della band. Le dinamiche del rapporto tra Jimmy Page e Robert Plant assomigliano terribilmente a quelle di altre celeberrime coppie compositive che hanno fatto grande la storia del rock. Come Lennon e McCartney, Mick Jagger e Keith Richards o Roger Waters e David Gilmour, anche Page e Plant, per lungo tempo hanno vissuto quasi in simbiosi, ognuno spingendo l’altro a superare i propri limiti e giungendo spesso a scontri molto accesi. In particolare, quando le cose hanno iniziato a non funzionare più come agli esordi. Non a caso, per rispondere alle continue domande circa il suo rapporto con Plant, Page ha spesso parlato di un vero e proprio matrimonio. Forse perché, se dietro a un grande uomo c’è sempre una grande donna, dietro a un grande chitarrista deve per forza esserci un grande cantante.

 

Luca Garrò Giornalista con esperienza più che decennale e storico della musica, ancor prima che critico musicale, Luca Garrò scrive o ha scritto per alcune delle riviste musicali più note del nostro paese, da “Rolling Stone” a “Jam”, passando per “Rockstar”, “Rocksound”, “Onstage” e “Classic Rock”, oltre ad essere uno dei fondatori del magazine online Outune.net. Appassionato di rock classico fin dall’infanzia, ha scritto centinaia di articoli sugli argomenti più disparati, molti dei quali legati al rock inglese, forse il principale motore della sua passione. Già autore di David Bowie (Hoepli. 2017) e Freddie Mercury (Hoepli, 2016) ha dato un contributo alla Storia del Rock (Hoepli, 2014) di Ezio Guaitamacchi e ai volumi Jimi Hendrix (Hoepli, 2015) e Jim Morrison (Hoepli, 2016). Per cinque anni è stato inoltre tra i curatori del Dizionario del Pop Rock edito da Zanichelli.

// 15 novembre 2018 // No Comments » // News

MEZZO SECOLO DI 68 IN MOSTRA A POGNANO

MEZZO SECOLO DI ’68
L’anno che ha segnato la storia: un viaggio tra musica, Beatles e società
A Pognano (Bg) la mostra fotografica dal 4 al 18 novembre

“Mezzo secolo di ‘68” il titolo della mostra aperta a Pognano, piccolo borgo agricolo della Bassa Bergamasca, dal 4 al 18 novembre nella storica e centrale chiesa dell’Immacolata.

Organizzata dalla Parrocchia insieme a Geomusic, nella ventina o poco più di tavole esposte, invita a ripercorrere le tappe più importanti di un anno, il “mitico” 1968, in cui sono successe davvero tante cose, che lasceranno il segno negli anni a venire.

Un anno di profondi sconvolgimenti, sia sul piano politico che su quello sociale, di costume, ma anche di musica, con la nascita di sonorità che, lasciate le secche del primitivo rock’n’roll entravano nell’età adulta approfondendo i testi e aumentando in maniera esplosiva il tasso di creatività: dalle note alle copertine dei dischi, dai festival pop ai light show.

Un calendario di eventi che vanno dal festival pop di Monterey all’assassinio di Martin Luther King, dal Vietnam alle contestazioni studentesche, dai Beatles al terremoto in Sicilia, dalle contestazioni antimilitariste al Magical Mistery Tour di quei Beatles che forse maggiormente hanno contribuito a cambiare profondamente gli stili di vita giovanili.

Due sono gli eventi che completano il cartellone di questa kermesse:

–    sabato 3 novembre, nella chiesa parrocchiale, alle ore 18, concerto pianistico con Paolo Ognis

–    domenica 18 novembre, alle ore 18, nella chiesa dell’Immacolata, serata/incontro con Enzo Gentile, che parlerà dei sogni di allora e di quel che ne resta oggi (a seguire apericena)

Enzo Gentile (Milano, 1955), giornalista e storico musicale, docente universitario, ha scritto per oltre cento tra quotidiani e riviste. Ha pubblicato una quindicina di libri, curato mostre, condotto programmi radio-televisivi, frequentato concerti e festival in tutto il mondo. E continua a farlo.

La Mostra Fotografica resterà aperta dal 4 al 18 novembre, la mattina sino alle 12 e il pomeriggio dalle 14 alle 22.

Negli stessi giorni sarà disponibile il libro di Franco Bergoglio I giorni della musica e delle rose (edito da Stampa Alternativa): una lettura trasversale che racconta la musica (ma anche tanto altro) di un anno ancora capace di dialogare con il presente.
Info: Parrocchia di Pognano tel. 035.4829348
Geomusic www.geomusic.it  348 4466307
pagina facebook Geomusic il suono della terra
Evento organizzato da: Parrocchia di Pognano in collaborazione con Geomusic

// 1 novembre 2018 // No Comments » // News