Articoli novembre, 2016

CONCERTO DI CAPODANNO A TREVIGLIO


Le feste di Natale sono da sempre le più propizie per avvicinarsi al Gospel e agli Spiritual, ai canti che i neri d’America intonano da secoli per ringraziare il Signore di una liberazione prima di tutto dell’anima che si invola nella profondità dei testi, spesso legati alle sacre scritture.
Festività natalizie nel segno del Gospel più autentico, concerti che vedono protagonisti artisti neroamericani in tour per l’occasione in Europa. E così, dopo l’entusiasmante e coinvolgente concerto di Danton Whithley a Leffe lo scorso 15 dicembre e quello di Habaka Kay Foster Jackson il 26, anch’esso applauditissimo, ci aspettano ora i concerti di Capodanno e dell’Epifania:

1 gennaio 2017 CEDRIC SHANNON RIVES & BROTHERS IN GOSPEL
TREVIGLIO (Bg) Teatro Nuovo
Ore 21:00
Prima del concerto possibilità di ristorazione al ristorante Mate, sopra il teatro, dove sarà possibile incontrare gli Artisti.

6 gennaio 2017 HABAKA KAY FOSTER JACKSON  in duo
BONATE SOTTO (Bg) Chiesa di San Giorgio
Ore 21:00
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Come sempre possibilità di prenotazione di posti ai concerti di Trescore Balneario e Treviglio inviando richiesta con indicati nome, cognome e numero posti via mail a info@geomusic.it o sms al 348 4466307. Il biglietto potrà essere ritirato e pagato direttamente in teatro indicando il vostro nome, senza alcun sovrapprezzo. Posti riservati ma non numerati.

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infoline: 348 4466307 info@geomusic.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

// 29 novembre 2016 // No Comments » // Archivio News

GNOSS: gli scozzesi nel roster Geomusic

Gnoss è un energetico e frizzante quartetto scozzese di ventenni che suonano vilino, chitarra, flauto e bodhran. Nonostante abbiano da poco superato i vent’anni e siano ancora studenti al Royal Conservatoire of Scotland, Graham Rorie, Aidan Moodie, Connor Sinclair and Gregor Kincaid dimostrano “Una maturità e una capacità da fare invidia a molta gente con più anni sulle spalle” come ha detto di loro il magazine Living Tradition. Partiti come duo di violino e chitarra, i Gnoss si sono poi allargati per spingere la propria musica in nuove direzioni.

Gnoss ha ottenuto importanti riconoscimenti, tra cui il Danny Kyle Award al Celtic Connections 2015, si sono esibiti alla Royal Albert Hall di Londra ai Music for Youth Proms, hanno registrato l’abum di debutto al Celtic Connections 2016 e hanno raggiunto le semifinali ai Young Folk Award  di BBC Radio 2.
Nel 2016 esce il primo album, omonimo e ancora in duo, che vede Aidan alla chitarra e Graham al violino, entrambi originari delle isole Orcadi, cimentarsi tra arie e reel tradizionali e di propria composizione.

“Ricche composizioni e spumeggianti performance portano gli ascoltatori fuori da una situazione di apparente tranquillità conducendoli verso la più festosa zona folk” Artree

“Prevediamo un bel successo per i Gnoss” Living Tradition

“Questi ragazzi sono da vedere” Songlines

Formazione:
GRAHAM RORIE – violin
CONNOR SINCLAIR – flauti
GREGOR KINCAID – bodhran
AIDAN MOODIE – chitarra

Gnoss  sono rappresentati in Italia da Geomusic e sono disponibili per concerti, eventi e festival.

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// 29 novembre 2016 // No Comments » // News

Un successo le due date degli STRAWBS

Foto di Franz Soprani

Pubblico entusiasta nei due concerti degli STRAWBS a Gandino (aperto da Roberto Calvi con splendide rivisitazioni di alcuni brani di Nick Drake)  e Piacenza (aperto dal duo dell’ottima Annie Barbazza). Grande successo dunque per la gloriosa band di DAVE COUSINS, in gran forma e carico di energia con i fedeli compagni DAVE LAMBERT (chitarra) e CHAS CRONK (basso).
Nelle due date, con una prova davvero emozionante, il trio ha ripercorso e reinterpretato i grandi successi di una carriera pluridecennale. In arrivo un nuovo albume gran voglia, per Dave & Co. “di tornare in Italia, dove abbiamo da sempre un pubblico che ci segue e ci vuole bene, così come noi ne vogliamo a tutti i nostri fans!”.

Foto di Remo Schiavi

Gli Strawbs sono rappresentati in Italia da Geomusic e sono disponibili per concerti, eventi e festival, sia in trio acustico che full band elettrica.

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// 27 novembre 2016 // No Comments » // News

FABRIZIO POGGI nuovo album coi grandi del Blues

Con alle spalle numerosissime importanti collaborazioni (Blind Boys of Alabama, Charlie Musselwhite, Little Feat, Ronnie Earl, Marcia Ball, John Hammond, Guy Davis, Eric Bibb, Otis Taylor, Bob Margolin, Flaco Jiménez, David Bromberg, Zachary Richard, Jerry Jeff Walker, Sonny Landreth, Richard Thompson e tanti altri ancora), Fabrizio Poggi, cantante, armonicista e scrittore premio Oscar Hohner Harmonicas, candidato ai Blues Music Award (gli Oscar del Blues) e più volte ad altri premi internazionali, approda al suo album n. 20. Un traguardo importante, tagliato dal bluesman italiano più conosciuto al mondo nel migliore dei modi con Texas Blues Voices, album pubblicato dalla Appaloosa (distribuzione I.R.D.), etichetta per la quale Poggi ha già registrato Spaghetti Juke Joint e  Il soffio della libertà.

Texas Blues Voices è un sentito omaggio a una delle terre che molto ha dato in passato alla “musica del diavolo”, grazie ad autentiche leggende (come Blind Lemon Jefferson, Lightnin’ Hopkins, Blind Willie Johnson, T-Bone Walker  e Freddie King) la cui eredità artistica, oggi più che mai viva, Poggi ha voluto testimoniare coinvolgendo nel suo album grandi uomini e donne del blues quali Carolyn Wonderland, Ruthie Foster, Mike Zito, W.C. Clark, Lavelle White, Bobby Mack, Mike Cross, Shelley King e Guy Forsyth, oltre a strumentisti di vaglia come il chitarrista Joe Forlini, il pianista e organista Cole El Saleh, il bassista Donnie Price e  il batterista Dony Wynn.

Prodotto dallo stesso Fabrizio Poggi, che vi figura esclusivamente nelle vesti di armonicista donando al Cd la sua inequivocabile impronta strumentale, Texas Blues Voices è stato interamente registrato ad Austin, Texas, da Stuart Sullivan ingegnere del suono della Antone’s Records e vincitore di due Grammy Award con Jimmie Vaughan e Pinetop Perkins.

L’uscita del nuovo album “Texas Blues Voices”, ha portato Fabrizio Poggi anche nelle edicole italiane, grazie ad un articolo-intervista sulla rivista Musica Jazz: Blues e jazz spesso condividono molto più di quanto noi stessi pensiamo, e lo spirito con il quale sono stati creati è assolutamente lo stesso.
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Disponibile per concerti & festival. Infoline: 035/73.20.05 – 348/44.66.307

// 25 novembre 2016 // Commenti disabilitati su FABRIZIO POGGI nuovo album coi grandi del Blues // News

SEAN TAYLOR il giovane chitarrista con la grinta di John Martyn

Musicista e compositore, con tanta voglia di venire a esibirsi in Italia, il giovane londinese Sean Taylor, che canta e suona la chitarra, è rapidamente cresciuto, sino a diventare uno dei nomi nuovi più caldi nella scena Britannica blues/acustica. La sua incredibile passione per il palco, l’assoluto talento e la capacità di scrittura fanno sì che in molti lo paragonino a John Martyn e Tom Waits.

In Chase the Night (del 2013) troviamo invece Danny Thompson, alla cui festa di compleanno a Londra ha partecipato con Eric Bibb lo stesso Sean, che ha poi suonato col grande Danny in Inghilterra in varie situazioni.

“Sean Taylor è un moderno trovatore dal meraviglioso talento le cui canzoni sincere e riflessive che subito vi prendono. Ho avuto il piacere di divider il palco con lui. Ha lo swing giusto, non perdetelo di vista!” Eric Bibb

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Ma lasciamo che sia lo stesso Sean a raccontarci com’è nato l’album più recente, The Only Good Addiction Is Love, pubblicato nell’estate del 2015: “Essere un artista vuol dire operare delle connessioni, e talvolta queste vanno dritte al nocciolo della questione, come scrivere una canzone d’amore quando sei innamorato o una canzone sull’avere il cuore spezzato proprio quando lei ti ha lasciato. Nel mio ultimo disco ‘The Only Good Addiction Is Love’ ho cercato riferimenti più astratti e impegnativi. Già il titolo è una citazione dell’ex presidente dell’Uruguay, Jose ‘Pepe’ Mujica, che lasciava il novanta per cento del proprio stipendio in beneficenza e si rifiutava di vivere nel palazzo presidenziale, preferendovi la fattoria con sua moglie e un cane con tre sole zampe. La canzone ‘Rothko’ è un omaggio al pittore espressionista astratto Mark Rothko, le cui installazioni sono un inno alla bellezza. Lo stesso per la spagnoleggiante strumentale ‘Lorca’, un urlo al mio poeta favorito, Federico Garcia Lorca. La prima volta che mi è capitato di leggerlo, un intero mondo mi si è illuminato, e ho scritto venti canzoni in pochi giorni. A Lorca faccio ancora riferimento in ‘Tienes Mi Alma En Tus Manos’, il cui titolo viene dal romanzo di Don Winslow ‘The Power Of The Dog’, un’opera profondamente violenta ma con momenti di grande umanità. ‘Desolation Angels’ è un racconto di Jack Kerouac in cui lo scrittore Beat fugge le selvagge tentazioni della città per vivere come ranger pompiere nella foresta, lavoro che gli dona serenità nel creare la sua opera artistica. ‘Les Rouges Et Les Noirs’ è ispirato a un dipinto di Paul Klee, artista dai molteplici talenti passato attraverso vari movimenti. L’album si chiude con un poema di W. B. Yeats: ‘The White Birds’ nella forma di una canzone in levare che celebra i bianchi uccelli sulla schiuma del mare. La poesia e il linguaggio hanno sempre avuto una grande influenza sul mio modo di scrivere canzoni, ho sempre creduto che le parole siano molto di più delle parole stesse.

I miei dischi precedenti riguardavano principalmente la mia città di Londra, e la dura esistenza di un trovatore. ‘The Only Good Addiction Is Love’ è un passo deliberato verso una più sentita sfida a un mondo di apparenze. Verità nella bellezza, bellezza nella verità…”
The Only Good Addiction Is Love – incluso dal Daily Telegraph tra i migliori album folk del 2015 – è stato registrato negli studi Congress House di Austin col produttore Mark Hallman (Carole King, Ani Di Franco) e vede la partecipazione del leggendario contrabbassista Danny Thompson, che mi accompagna abitualmente in tour.

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Disponibile per concerti & festival. Infoline: 035/73.20.05 – 348/44.66.307

// 24 novembre 2016 // Commenti disabilitati su SEAN TAYLOR il giovane chitarrista con la grinta di John Martyn // News

Il nuovo album dei Beoga

La band irlandese dei Beoga ha pubblicato Before we change our mind, primo lavoro di studio a cinque anni da How to tune a fish del 2011 (nel 2014 era uscito il Live at 10 per festeggiare il decennale).

Cinque anni evidentemente spesi bene, in cui, come dice l’Irish Times: “I Beoga hanno maturato e sono cresciuti come musicisti, e questo album è sicuramente la loro raccolta a tutt’oggi più riflessiva e coesiva. Le caratteristiche compositive della band sono impressionanti, e tutti gli strumentali sono di loro creazione. In alcuni brani si unisce al quintetto l’Arco String Quartet, e le arie si involano delicatamente in canzoni la cui vera forza del gruppo si manifesta nell’equilibrio e nel controllo che sanno mantenere tra arie da ballo e pezzi più lenti. Un audace passo in avanti!”.

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I Beoga sono rappresentati in Italia da Geomusic e sono disponibili per concerti, eventi e festival.

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// 23 novembre 2016 // Commenti disabilitati su Il nuovo album dei Beoga // News

RICCARDO TESI apre FisArmonie a Treviglio

FisArmonie è la rassegna che inaugurerà con l’anno nuovo la stagione Geomusic al Teatro Nuovo di Treviglio, tra Bergamo e Milano. In pieno centro città, è il luogo ideale per eventi culturali e soprattutto per i concerti, grazie alla splendida acustica.

Giovedì 26 gennaio serata d’apertura con RICCARDO TESI che presenta il libro che Neri Pollastri ha scritto su di lui per le edizioni Squilibri. A seguire concerto di Riccardo col fido chitarrista Maurizio Geri che a sua volta ha un nuovo album in uscita.

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IL LIBRO

Neri Pollastri
Riccardo Tesi
Una vita a bottoni

2016, € 22
Squilibri Edizioni, 308 pagine + Cd – € 22.00

In un’impostazione dialogica cara al suo agire intellettuale, Neri Pollastri racconta la carriera di Riccardo Tesi, uno dei musicisti più autorevoli della scena world europea, tra i pionieri della riscoperta dell’organetto in Italia e instancabile travalicatore di frontiere stilistiche e geografiche. Leader e fondatore di Banditaliana, Tesi ha fatto in modo che uno “strumento musicale contadino” dialogasse con altre tradizioni e culture, intrecciando legami con la grande canzone d’autore, i suoni improvvisi del jazz, le sonorità classiche della musica colta e i ritmi ardenti del rock, in una declinazione compiutamente plurale del concetto di musica che si evidenzia anche nelle sue disparate collaborazioni, da Caterina Bueno a Patrick Vaillant, da Kepa Junkera a Gabriele Mirabassi, da Gianlugi Trovesi a Piero Pelù, da Fabrizio De André a GianMaria Testa. Con gli spartiti di “Fulmine” e “Pomodhoro”, un ampio corredo fotografico, la discografia completa, gli interventi di numerosi musicisti, studiosi, critici musicali e promotori di festival nazionali e internazionali e, nel CD allegato al volume, una scelta antologica del suo vasto repertorio.

“La musica di Riccardo Tesi è libera e piena di racconti.”
Ivano Fossati

“Un poeta, un musicante, un sognatore, un viaggiatore.” Mauro Ermanno Giovanardi

“L’organetto di Riccardo riesce a parlare dell’oggi, ma con la potenza di un suono atavico.” Gabriele Mirabassi

“Cultura alta o cultura bassa? Io me lo vedo il Tesi che ci pensa un attimo, scuote la testa e risponde: sòna, vai!” Stefano Bollani

“È prerogativa dei grandi musicisti possedere una personalità tanto marcata, che i loro suoni e fraseggi ne costituiscono la firma.” Marc Perrone

RICCARDO TESI

Compositore e organettista di fama internazionale, è considerato uno dei musicisti più audaci e autorevoli della scena world europea. Strumentista dallo stile inconfondibile è uno dei pionieri della riscoperta dell’organetto diatonico in Italia, strumento popolare del quale ha rivoluzionato il linguaggio e ampliato il vocabolario al di là della tradizione.

Assiduo travalicatore di frontiere geografiche e stilistiche nel corso della sua trentennale carriera ha collaborato con nomi prestigiosi della world music italiana e straniera (Caterina Bueno, Elena Ledda, Daniele Sepe, Patrick Vaillant, J. Kirkpatrick, J. Vali, M. Perrone, Kepa Junkera), del jazz (G. Mirabassi, G. Trovesi, Maria Pia De Vito, P. Leveratto) , del rock (Piero Pelù, PGR, Skiantos) fino alla grande canzone d’autore (Fabrizio De Andrè, Ivano Fossati, Gianmaria Testa, Giorgio Gaber, Cristina Donà ecc).

Leader di Banditaliana, uno dei gruppi italiani più acclamati a livello internazionale, e componente dei Samurai, quintetto di all stars dell’organetto europeo, ha suonato nei più importanti festival folk & jazz europei con frequenti tournée in Australia, Canada e Giappone.

Nel 2014 ha curato la nuova edizione di Bella Ciao per festeggiare i 50 anni dello spettacolo più importante della storia del folk italiano.

Ha registrato più di venti album a suo nome, fra cui numerose produzioni originali dedicate al liscio, alla musica tradizionale toscana ed emiliana, ha composto musica per cinema e teatro e si è a lungo occupato di didattica.

RICCARDO TESI – organetto

MAURIZIO GERI – chitarra

// 21 novembre 2016 // Commenti disabilitati su RICCARDO TESI apre FisArmonie a Treviglio // News

STRAWBS AL FESTIVAL DELLA CHITARRA A GANDINO

Entra nel primo lustro la rassegna internazionale di chitarra che si tiene nella splendida cornice delle montagne Orobie che circondano Gandino, centro laniero di antica tradizione e nobiltà.

La manifestazione ha riunito negli anni i nomi migliori dell’acustica internazionale, in un rincorrersi di corde, arie e melodie che già l’ha fatta conoscere ben oltre i confini del nostro Paese. Caratteristica principale è infatti quella di mettere a confronto musicisti giovani e “di lungo corso”, più o meno affermati, proprio per creare il giusto clima che permette agli artisti di trovarsi a proprio agio tanto nello sperimentare quanto nel proporre temi di notorietà più consolidata.

L’edizione 2016, che si svolge come da tradizione in autunno, apre (sabato 22 ottobre) con il giovane chitarrista italo/polacco KARL K. KOCH, la cui ricerca affronta soprattutto la musica strumentale che ha le radici nella storia degli Slavi del XIX-XX secolo. Venerdì 11 novembre il trio dell’italiano CARLO AONZO porta invece in scena la magia del mandolino, tra classica e popolare. In chiusura, giovedì 24 novembre, un altro trio, questa volta inglese, molto amato dal pubblico italiano: gli ACOUSTIC STRAWBS di Dave Cousins, tra i migliori nomi del rock d’autore degli anni Settanta.

Ogni concerto sarà aperto da altri chitarristi, una sorpresa che offre un motivo in più per salire in valle e conoscerne le bellezze, non solo musicali ma anche gastronomiche e storiche, architettoniche e culturali.

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Le date:

Sabato 22 ottobre ottobre KARL KOCH
Auditorium “Maconi”
presso Centro Pastorale via Bettera

Ore 21:00 – ingresso libero

Venerdì 11 novembre CARLO AONZO TRIO
Biblioteca Comunale “Brignone”

Ore 21:00 – ingresso libero

Giovedì 24 novembre ACOUSTIC STRAWBS
Biblioteca Comunale “Brignone”
il concerto sarà aperto dal cantautore ROBERTO CALVI,
con alcune personali interpretazioni di brani di NICK DRAKE

Ore 21:00 – 10 euro

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// 13 novembre 2016 // Commenti disabilitati su STRAWBS AL FESTIVAL DELLA CHITARRA A GANDINO // News

FAIRPORT CONVENTION in Italia nel 2017 per il tour del 50°!

ECCEZIONALE ESCUSIVA
50th Anniversary Tour !
Disponibili dal 26 al 31 luglio 2017

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I Fairport Convention sono l’emblema vivente di quel movimento che dalla fine degli anni Sessanta ha caratterizzato la scena della musica popolare britannica: dai primi album che guardavano alla tradizione americana, con chiari riferimenti a Dylan, Jefferson e Byrds alle successive incarnazioni (nelle tante formazioni!) che guardavano, di volta in volta, più al rock o più al folk, colori di base entro i quali sono scorse innumerevoli sfumature, a dimostrazione di una tavolozza espressiva dalle inesauribili tonalità.
Del gruppo hanno fatto parte personaggi importantissimi (non a caso poi nominati addirittura… baronetti!) della popular music inglese, come Richard Thompson e Ashley Hutchings. Ma ci sono state pure l’incantevole voce di Sandy Denny e l’indimenticabile violino di Dave Swarbrick.
Tanti i dischi e le tournée che li hanno portati sui palchi e i festival di tutto il mondo e, a proposito di grandi raduni, non possiamo dimenticare l’importanza del loro Cropredy, che dal 1979 raccoglie a mezzo agosto una folla di appassionati seguaci, e non solo della musica folk.

Nel corso della loro lunga storia, la line-up dei Fairport ha visto passare decine di musicisti, ma la formazione oggi in attività è la più longeva di tutte, e vede insieme un rodato quintetto di musicisti dalle grandi qualità: Simon Nicol (chitarra e voce), Dave Pegg (basso), Gerry Conway (batteria e percussioni) Chris Leslie (violino, mandolino e voce) e Ric Sanders (violino).

I Fairport Convention sono rappresentati in Italia da lungo tempo da Goemusic, che è felice di annunciare che il 2017 li vedrà impegnati nel tour del cinquantesimo anniversario, che toccherà anche l’Italia, dove hanno suonato più volte e mantengono un seguito di fans che non vedono l’ora di rivederli sul palco a raccontarci ancora una volta le storie dei… Grateful Dead del folk rock!

Le date libere si stanno rapidamente esaurendo per le tante richieste nel mondo. Non esitate a contattarci!

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// 9 novembre 2016 // Commenti disabilitati su FAIRPORT CONVENTION in Italia nel 2017 per il tour del 50°! // News

ARPE E VOCI NATALIZIE CON LE SCOZZESI SHINE

Tre voci, due arpe elettriche Camac, un delizioso Christmas tour! Le Shine di Mary Macmaster, Corrina Hewat e Alyth McCormack vi propongono un programma molto speciale. Le signore, il cui pedigree comprende Chieftans, Poozies e Unusual Suspects, sono in tour per presentare il loro album natalizio Fire and Frost.

Lo spettacolo porta il calore dei canti classici della stagione unitamente alle composizioni originali che le hanno fatte conoscere in tutto il mondo: arpe e armonie, voci scintillanti e bagliori natalizi per una grande celebrazione dei giorni di festa dell’inverno.

“Se vi serve una prova che il meno sia il più, eccone una. Con solo tre voci e due arpe elettriche, le Shine producono una musica che lascia senza fiato, affascinante, bella e innovativa, piena di quella magia che al tempo stesso incapsula e sfida l’essenza della musica scozzese. Formidabili!”
Mel McClellan, BBC Online

“È stato davvero caldo il benvenuto per il ritorno delle nuovamente riunite Shine, il triumvirato dell’arpa e voce composto da Mary Macmaster, Corrina Hewat e Alyth McCormack, ritrovatesi dopo un intervallo di più di dieci anni per ravvivare la magia di un’alchimia fatta di ordinate armonie in un mix di canzoni gaeliche, riproposizione di brani contemporanei e materiale originale, che si alternano in una narrazione di brillanti intermezzi.”
Sue Wilson, The Scotsman 20 gennaio 2014
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CORRINA HEWAT
Premiata quale Music Tutor of the Year per il 2013 agli Scots Trad Music Awards, è nata a Edinburgo ma cresciuta nelle Highlands scozzesi. È arpista, cantante, compositrice e arrangiatrice, direttrice d’orchestra, ha inciso molti dischi e tiene seguitissimi workshop al Royal Conservatoire of Scotland. Corrina è anche nota per il suo lavoro nei Bachué (col pianista David
Milligan), Chantan (trio di voci con Christine Kydd e Elspeth Cowie) e il supergruppo/big band scozzese degli Unusual Suspects (Live Act of the Year nel 2005).
Fa parte dell’altrettanto premiato Pathhead Music Collective (Creative Places 2013), è stata finalista a ai BBC 2 Young Traditional Musician già nel 1995; poi strumentista dell’anno nel 2004 agli Scottish Traditional Music Awards. Ha registrato e ha suonato con: Eric Bibb, Horse, Carol Kidd, Peggy Seeger, Gordie Sampson, Eddi Reader, Karine Polwart, Bobby McFerrin e nei British Councilʼs Shifting Sands.
MARY MacMASTER
Entrata a far parte della Music Hall of Fame della tradizione scozzese nel 2013 quale componente del duo Sileas, Mary è molto nota per l’opera innovativa svolta con la sua clarsach  (arpa scozzese) con le corde di metallo e la superba arpa elettrica Camac. È anche cantante raffinata sia in lingua gaelica che in inglese.
Negli ultimi trent’anni è stata in prima linea nel revival dell’arpa scozzese ed è stata l’ambasciatrice della musica scozzese, esibendosi in tutto il mondo con Sileas (insieme a Patsy Seddon), Poozies (con, di volta in volta: Karen Tweed, Sally Barker, Kate Rusby,
Eilidh Shaw e Mairearad Green) e Donald Hay, un brillante percussionista.
Mary ha collaborato, sia dal vivo che in studio, con molti musicisti meravigliosi, tra cui l’eroe scozzese Dick Gaughan, la virtuosa delle cornamuse del Northumberland Kathryn Tickell, la leggenda del folk inglese Norma Waterson e il notissimo Sting.
ALYTH McCORMACK
Nelle “Hebridi aldilà del nordovest” delle coste di Scozia, Alyth è cresciuta immersa nella vibrante tradizione orale e musicale e nella cultura di quelle isole. Ha poi saputo aprire il proprio background tradizionale studiando canto classico e recitazione al Royal Conservatoire of Scotland. È stata in tour in Europa, America e Estremo Oriente con artisti del calibro di Paddy Moloney e i Chieftains, Step Crew, Trace Adkins, Ry Cooder e il proprio gruppo “Alyth”. Si è anche esibita con le orchestre sinfoniche di Cincinatti, Seattle, Atlanta, Nashville e Washington e l’Orchestra Sinfonica Nazionale irlandese. Sia che si tratti di folk, jazz, classica o contemporanea, Alyth è un’artista che eccelle nel valicare i confini.

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// 7 novembre 2016 // Commenti disabilitati su ARPE E VOCI NATALIZIE CON LE SCOZZESI SHINE // Archivio News

A TUTTI I NOSTRI AMICI
che abbiamo incontrato
che hanno organizzato
che hanno suonato
Un grazie a tutti per il tempo passato insieme
e un grande augurio per le feste natalizie e il nuovo anno!

// 7 novembre 2016 // No Comments » // Archivio News

Bap Kennedy (June 17, 1962 – November 1, 2016)

Bap ha perso la sua battaglia contro il cancro che l’aveva impegnato ormai da diversi mesi. Nel suo sito e sulla pagina facebook il triste annuncio dei familiari e amici: “Siamo affranti nel comunicare che Bap ci ha lasciati la sera del 1° novembre. Bap è stato estremamente coraggioso fino alla fine. Vogliamo ringraziare tutti per i messaggi di sostegno arrivati nei mesi scorsi, che hanno voluto dire molto per Bap e Brenda, e hanno aiutato Bap ad affrontare il duro percorso e mantenersi positivo seppur nella sofferenza. Siamo anche estremamente grati a tutto lo staff della clinica Marie Curie per la gentilezza e il calore che ci hanno regalato.”

Bap Kennedy era uno degli artisti di punta di Geomusic, e ci aveva colpiti da subito per la sua affabile bontà, pur essendo uno degli artisti più importanti del songwriting irlandese e internazionale, qualità che l’aveva portato a lavorare con artisti del calibro di Mark Knopfler, che ha così commentato: “Questa è davvero una brutta notizia. Bap era un cantautore e compositore dotato di grande talento, che dedicava tutto il proprio tempo a dare forma alla sua arte. Io non ho che bei ricordi dei momenti trascorsi insieme, dei nostri giorni e delle nostre notti passati in studio o sulla strada”.

Fa venire la pelle d’oca sentire cosa ha scritto il 31 luglio, in uno dei suoi ultimi interventi nel blog che ha tenuto per tutto il periodo della degenza.

“L’operazione ha lasciato una cicatrice piuttosto ampia. Quando mi hanno aperto, i chirurghi hanno visto che non potevano fare più niente per rimuovere il cancro, anzi ne hanno scoperti di nuovi. Brutte notizie per me, lo scenario peggiore che poteva venir fuori. Cosa fare ora?
Voglio usare il mio tempo per sistemare le cose che posso e mettere più amore possibile nel mondo prima che il traghettatore mi accompagni lungo il grande fiume. Non ho paura. Tutti ce lo troveremo davanti un giorno. Voglio continuare le mie avventure cosmiche. Voglio rivedere la mia amata nonna Brigid (Elvis dovrà aspettare).
Ci sono troppi guai nel mondo, e quel che è venuto a me in questi ultimi giorni è stato solo amore e tenerezza. Non mi sono mai sentito tanto amato e apprezzato. Credo che il mio cuore potrebbe scoppiare. I vecchi amici sono venuti a trovarmi all’ospedale e tutti noi vogliamo ancora suonare assieme.
Gente da ogni luogo in cui siamo stati mi dice quanto la mia musica significhi per loro. Io non lo sapevo. Io non sapevo quante persone erano state toccate dalle mie canzoni.
Mi spezza il cuore scoprirlo ora che ho davanti così poco tempo, ma sono anche tanto felice di essere riuscito nell’impresa. È quello che ho sempre voluto. Non i soldi. Non la fama. Ho sempre desiderato che la gente sentisse quello che sentivo io. La magia della musica.
Dal profondo del mio cuore, grazie a tutti quelli che hanno apprezzato e supportato la mia musica in tutti questi anni.
L’amore non sarà mai sconfitto,
Bap”

Ciao Bap, è stato bello conoscerti e averti con noi, non ti dimenticheremo.

// 6 novembre 2016 // Commenti disabilitati su Bap Kennedy (June 17, 1962 – November 1, 2016) // News

CON WIZZ JONES L’ULTIMO ALBUM DI JOHN RENBOURN

Joint Control (su etichetta Riverboat) è l’ultimo lavoro discografico di John Renbourn, che ci ha lasciati il 26 marzo del 2015. L’album si intitola Joint Control e vede insieme due maestri della chitarra acustica, John appunto, e Wizz Jones che, sulla strada dalla fine degli anni Cinquanta, ha suonato con importanti esponenti della scena folk britannica, come Ralph McTell e Bert Jansch,  ed è riconosciuto tra le ‘radici’ di famosi gruppi e artisti rock come Rolling Stones e Rod Stewart.

Proponiamo due ottime recensioni del disco, per gentile concessione degli amici estensori.

Alessandro Nobis (Il Diapason nel Blog):

Queste pregevoli registrazioni effettuate nelle prime settimane del 2015, poco prima della dipartita di John Renbourn, sono una sorta di testamento delle ultime gesta del chitarrista di Marleybone che nei suoi ultimi mesi aveva realizzato e perfezionato la sua collaborazione con un altro eccellente fingerpicker britannico, il finissimo Wizz Jones, bravissimo al pari di altri suoi colleghi, con una lunga carriera ma molto meno conosciuto.
Commentare un disco di John Renbourn senza ricordare affettuosamente la sua persona mi è difficile: tredici tracce dove le voci e gli strumenti si incontrano e dialogano alla perfezione, un pugno di brani scritti dal suo “pard” di una vita Bert Jansch, del blues arrangiato splendidamente (Hey Hey di Big Bill Broonzy, Great Dream From Heaven di Joseph Spence e Getting There di Mose Allison), le radici folk mai dimenticate (Mountain Rag di Archie Fisher) e la dylaniana Buckets Of Rain compongono il menù di quella serata che l’amicizia e la comunione di intenti hanno davvero reso speciale. Se amate il suono raffinato, il gusto e la musicalità di John Renbourn, questo dischetto fa per voi (o per noi). Conoscerete così anche la maestria di Wizz Jones che come il buon vino, invecchiando, migliora sempre più.
Amaramente credo che questa collaborazione avrebbe potuto proseguire se un infarto non avesse colpito Renbourn nella propria casa, proprio mentre si stava preparando per recarsi nel locale dove l’amico Wizz lo attendeva per un concerto. Strana la vita.

Cico Casartelli (Gagarin Magazine) “Invito all’ultimo valzer”:

Vi sono musicisti che ammiri, altri che sono leggendari, altri ancora che sono dei maestri – John Renbourn è un po’ di tutto ciò, con in più che a lui, al chitarrista dei Pentangle, gli si voleva anche un gran bene. È oramai un anno e mezzo che la mietitrice se l’è portato via per sempre: pochi clamori, un addio in punta di piedi, peraltro suonato praticamente fino all’ultimo, nel senso che Renbourn non ha mai smesso di esibirsi sebbene la salute non fosse esattamente rose e fiori.
Di Joint Control si parlava già da qualche tempo – e, anzi, a dir il vero, John e il suo antico amico Wizz Jones avremmo anche dovuto vederli in Italia, anche se poi è andata com’è andata. Tant’è. Ci resta però questa estrema testimonianza, che migliore non poteva essere: perché questo è un grande album. Qualcuno, magari, per chiudere il cerchio avrebbe voluto che accanto a Renbourn vi fosse stato Bert Jansch ma, lo sappiamo, il suo eterno amico-nemico compagno di mille eccezionali contese di chitarra è già dal 2011 che ha “waved goodbye”, come dicono gli inglesi: Wizz è il perfetto “sostituto”, poiché con Renbourn (e Jansch) ha una storia che inizia anch’essa negli anni Sessanta e non si è mai dileguata né sospesa. Tanto più che il tutto sembra davvero essere il vero tributo a Bert che John si è rifiutato di fare dopo che Jansch se ne è andato – niente partecipazione al concerto commemorativo né altre mosse per ricordare l’altra punta di chitarra Pentangle, con tanti che si arrovellavano per intendere il perché.
Joint Control, un po’ registrato in studio e un po’ dal vivo, Bert lo ricorda, eccome: il cuore del disco è fatto delle riletture di classici di Bert come Strolling Down The Highway, la stessa title track e Fresh As a Sweet Sunday Morning nonché di Blues Run The Game, capolavoro cantautorale di Jackson C. Frank che Jansch e Renbourn si sono palleggiati per anni (il primo a inciderlo, però, fu John nel 1965). In poche parole, chi lamentava la sua mancanza a rendere onore a Bert, qui è prontamente zittito: performance mozzafiato, di quelle che chiedono solo il silenzio dell’ascolto profondo, perché qui l’addio è fra chi si conosce(va) bene, chi si è amato e odiato, chi ha lasciato in eredità grande musica.
Il disco è comunque una vera delizia lungo il corso di tutto l’ascolto, eccezionale quando si accarezza il blues di Big Bill Broonzy (Hey Hey) tanto quanto il Bahamas blues del leggendario Joseph Spence – di costui è regalata una versione velluto e perfezione di Great Dream From Heaven, già incisa da John in So Early In The Spring (1979), che davvero ti fa capire chi appartiene a un’altra categoria (peraltro: chi si ricorda le splendide versioni prima di Ry Cooder e poi di Michael Chapman?). Bellissima anche Balham Moon appunto di Wizz, piccola rapsodia per chitarra che avvolge lenta e inesorabile, così come le sublimi riletture di Buckets Of Rain (Bob Dylan) e di Getting There (Mose Allison), suggello a un lavoro che è il perfetto ultimo valzer di un musicista che non sarà possibile scordare. E a cui volevamo molto bene.

// 5 novembre 2016 // Commenti disabilitati su CON WIZZ JONES L’ULTIMO ALBUM DI JOHN RENBOURN // News