Articoli ottobre, 2016

RECKLESS HEART nuovo album di BAP KENNEDY

Poco prima di essere colpito dalla grave malattia che lo immobilizza da tempo, Bap aveva concluso le registrazioni di un nuovo disco. E naturalmente aveva in programma di supportarlo con tour internazionali, piani che purtroppo hanno dovuto essere cancellati.
Nei mesi recenti, alcuni buoni amici, sia negli States che vicino casa a Belfast, hanno lavorato duramente per portare a termine e dare alle stampe Reckless Heart, che sarà disponibile da metà novembre (presentazione ufficiale su Radio Ulster il 18), anticipato dal singolo I should Have Said che si può invece già trovare su itunes.
L’etichetta di Bap Lonely Street Disc ha lavorato, per la distribuzione, con Last Chance in America e At the Helm per il Regno Unito.

Travis Hill, fondatore e proprietario della Last Chance Records: “Reckless Heart è il culmine di una vita passata a costruire e rifinire canzoni. Bap Kennedy ci offre niente di meno che un album che cattura il Massimo della sua capacità di scrittura”.
Circondato dall’affetto della moglie e dei tanti amici, Bap riesce a restare positivo nei suoi messaggi; in uno di questi, risalente allo scorso luglio, ha scritto: “Ci sono così tanti guai nel mondo, ma tutto quell che a me è arrivato è stato amore e benevolenza. Non mi sono mai sentito tanto amato e apprezzato. Credo che il mio cuore stia per scoppiare.”

// 31 ottobre 2016 // Commenti disabilitati su RECKLESS HEART nuovo album di BAP KENNEDY // News

Paris Stories il nuovo libro di ELLIOTT MURPHY

Paris Stories, il nuovo libro di ELLIOTT MURPHY, è disponibile su Amazon e Kindle. Si tratta di una raccolta di undici racconti del cantautore Americano, che ha già all’attivo due libri e più di trentacinque album di ottima musica & parole. Scritte principalmente in Europa (in cui vive dal 1989), le storie riflettono la stessa esperienza di espatriato vissuta da grandi autori del passato quali Henry James, Scott Fitzgerald e Ernest Hemingway, nel catturare lo spirito della città negli ultimi anni del ventesimo secolo.

// 31 ottobre 2016 // No Comments » // News

CI HA LASCIATI ANGUS violinista SHOOGLENIFTY

Angus Grant ci ha lasciati, all’età di quarantanove anni, domenica 9 ottobre 2016. Il messaggio della band di cui è stato da sempre il violinista e frontman, gli Shooglenifty: “E’ con profonda tristezza che annunciamo che il nostro fratello Shoogle, Angus R Grant, se ne è andato la notte scorsa al termine di una breve malattia. Vogliamo ringraziare i dottori e tutta la squadra al St Columba’s Hospice che gli ha permesso di andarsene in pace nella sua casa, circondato dai familiari e dagli amici”.

Anche in Italia abbiamo avuto modo di conoscerlo, di apprezzarne le doti musicali e umane. Tante volte insieme in tour… ciao Angus, ci mancherai.

Angus Roderick Grant, musicista e fonte d’ispirazione, nato il 14 febbraio 1967; morto il 9 ottobre 2016.

Angus imbracciò il primo violino quando aveva solo cinque anni. Gliene aveva regalato uno piccolo lo zio e in famiglia rimasero sorpresi nel vederlo imparare in pochi giorni tre arie. In realtà non avrebbero dovuto poi esserlo tanto, dato che il figlio del rinomato violinista mancino e insegnante – Aonghas Grant – aveva il destino segnato nel seguire le orme del padre.

Certo non proprio come intendeva Grant senior. Infatti, i suoi anni giovanili furono colmi di ribellione filiale, tanto da buttar via il violino per passare alla chitarra elettrica. Era il tempo del punk, e delle vibrazioni del fai-da-te. Passare le ore a provare sui pibroch e puirt non doveva esercitare una grande attrattiva. In quei giorni, suonare il violino era decisamente antipatico, qualcosa che ironicamente poi Angus farà nei successivi trent’anni o giù di lì.

È stata la sua compagna di scuola Kaela Rowan (ora la voce degli Shooglenifty) a persuadere Angus a tirare fuori nuovamente il suo violino e prendere lezioni. Poco dopo, Iain Macfarlane, egli stesso un fine fiddler, convinse Grant junior a far parte della sua band Pennycroft con Kaela quale terzo membro. I tre gireranno i bar di Glenfinnan, Glenuig e Loch Ailort, senza dimenticare il Fergie’s Bar di Mingarry, particolarmente favorito.

Angus diventa frequentatore regolare di Edimburgo dal 1985, al seguito del suo vecchio compagno di scuola James Mackintosh, e di sua sorella Fiona (entrambi studenti all’Art College). L’incontro con altri musicisti della capitale gli apre la visuale ad altre possibilità sonore, e sarà lui a convincere James a portare la loro musica nelle strade nei giorni del festival di Edinburgo in quella prima estate. Quando James torna al college, Angus rimane col suo violino per un tour da busker in Europa. Il viaggio a Vigo, in Spagna, gli ispirerà una delle sue arie più note Two Fifty to Vigo. Al suo ritorno, Angus si unisce a James e al ragazzo di Fiona Malcolm Crosbie nello sperimentale combo punk bluegrass Swamptrash, di cui facevano parte anche il banjoista delle Orcadi Garry Finlayson e il bassista Conrad Molleson.

Swamptrash entrano al momento giusto nella scena di Edinburgo di fine anni Ottanta, un tempo in cui ogni cosa poteva essere gettata nel pentolone della musica e i musicisti di qualsiasi disciplina potevano suonare insieme. Quando, nel 1990, gli Swamptrash si sciolgono, non era insolito trovare musicisti jazz che formavano folk band, così come musicisti trad che scoprivano l’improvvisazione, o il giovane piper Martyn Bennett che girava i club della città.

Quando gli Swamptrash finirono la loro corsa, Angus, James e Malcolm si trovano su un binario morto e decidono di andare in Spagna per fare un po’ i busker. Allora,

Angus aveva iniziato a imbracciare un’altra volta la tradizione paterna. Ma la musica delle bagpipes e il canto gaelico erano insaporiti da una mistura di più moderne influenze: Captain Beefheart, i Fall, Brian Eno, Talking Heads e Miles Davis tra gli altri.

Tornati a Edinburgo, gli embrionici Shooglenifty trovano un tavolo fisso al Christie’s Bar a West Port. Con loro Finlayson, Molleson e il maestro del mandolino Iain MacLeod, e così, un pubblico in continua crescita si lascia attrarre dalle loro arie eccitanti, consentendogli di spostarsi dalla strada alle serate al club di Cowgate La Belle Angele.

Il suono degli Shooglenifty si sviluppa in queste prime session: il preciso mandolino di Iain, la chitarra incalzante di Malcolm, l’imprevedibile banjo di Garry, le linee di basso groove di Conrad e il tiro di James alla batteria con ritmi quasi dance. E sopra tutto questo, il violino selvaggio e al tempo stesso affascinante di Angus R Grant. Erano una rock band. Con un violinista nelle vesti di front man.

Con Venus in Tweeds, il primo album degli Shooglenifty, la band prende per il collo il mondo del folk, e da allora continuano a scrollarlo. Dopo sette album di studio, concerti dalle poche centinaia di spettatori nei piccolo locali delle Highlands, alle decine di migliaia di ascoltatori nei festival di tutto il mondo, e due/tre cambi di formazione, Angus era ancora lì, al centro del palco. Non ha mai perso un concerto fino a giugno di quest’anno, il 2016, quando la malattia l’ha costretto a cedere, ma è tornato sulle scene per i festival di agosto.

Oltre all’iconica title track di Venus in Tweeds e Two Fifty to Vigo, Angus ha scritto alcuni dei pezzi più memorabili degli Shooglenifty, tra cui She’s In The Attic, Nordal Rhumba, Glenfinnan Dawn e Fitzroy Crossing, l’ammaliante traccia di chiusura della più recente incisione del gruppo.

Gli Shooglenifty hanno riempito gran parte della vita musicale di Angus negli ultimi ventisei anni, in cui raramente ha suonato con altri combo e, ultimamente, è stato felice di suonare musica tradizionale in session nei pub delle Highlands e nella sua residenza adottiva di Edinburgo.

Per quanto bohémien a prima vista, Angus era più rigorosamente anticonformista sul palco, guidando il pubblico in un ballo festoso per più di trent’anni, influenzando un’intera generazione di musicisti. Con la sua aria rock n roll, ha saputo far suonare il violino in maniera ariosa, fresca e leggera.

Il front man degli Shoogle era una figura volubile e mercuriale: viveva sulla brezza, gli piaceva scomparire nelle camminate (o, più spesso, nella ricerca di passaggi) nelle Highlands, per spuntare poi in qualche bar, o capitare in visite di sorpresa alla sua legione di amati amici. Rifuggiva dalla moderna tecnologia, non ha mai avuto un telefono cellulare e restava estraneo ai social media. Viveva libero da legami e responsabilità, ma era devoto alla sua musica, alla famiglia e agli amici musicisti. Recentemente, gli avevano chiesto se lui e gli altri Shoogles fossero come fratelli dopo così lungo tempo a suonare insieme. E lui rispose, “Peggio: mogli!”

Angus lascia il padre Aonghas, la madre Moira, le sorelle Deirdre e Fiona, la nipote Eva e le “mogli Shoogle” Ewan MacPherson, Garry Finlayson, James Mackintosh, Malcolm Crosbie, Quee MacArthur e Kaela Rowan.

// 5 ottobre 2016 // No Comments » // News