JACK HARDY ci ha lasciati

È con grande dolore che apprendiamo la notizia della morte del sessantatreenne cantautore americano JACK HARDY (qui ritratto da Laura Pietra nel tour italiano del 2007). Songwriter e folksinger di grande spessore, è stato un punto di riferimento per generazioni di artisti, sempre in prima fila nelle battaglie civili. Per noi è un grande amico che se ne va, seguito dal management di Gigi Bresciani sin dai primi anni Ottanta (insieme al fratello scomparso da tempo) l’abbiamo conosciuto nei suoi tour italiani, apprezzandone la grande umanità che non veniva certo da inutili chiacchiere ma dall’abbraccio del suo sorriso dall’inimitabile serenità.

Ha fondato e pubblicato il Fast Folk Musical Magazine, e così ne parlava Suzanne Vega, da lui portata alla ribalta: “Faccio parte della scena di Fast Folk sin dall’inizio. Jack un giorno è venuto da me è mia ha detto che stava pensando di dare vita a una rivista con un disco accluso. Io ero scettica. Ma lui lo vedeva come un giornale che sapesse parlare della scena che c’era a quei tempi. Era interessato a prendere quel che succedeva e documentarlo, non a creare una cosa definitiva con quei dischi. Eravamo una tribù e Jack era il nucleo di tutto.”
Ha dato il via al più longevo laboratorio settimanale di scrittura di canzoni nella sua casa al Greenwich Village. Tra i suoi hobby lo studio della lingua irlandese e la produzione di vino.

Tra le sue dichiarazioni più frequenti: “Chiudete il becco e cantate la canzone!”. Lo faremo anche questa volta Jack, con un groppo in gola.

JACK HARDY al Cinema Circoli Riuniti di LEFFE (Bg), il 28 novembre 1982

Nella foto col furgone si riconosce un giovanissimo Gigi Bresciani.

Gigi Bresciani con Jack Hardy, il 30 aprile del 2007