ASHLEY HUTCHINGS: twangin’ n’ a-traddin’ revisited

Il 2014 è un anno pieno di impegni per Ashley Hutchings, che vede la ristampa di uno dei suoi lavori più importanti ‘By Gloucester Docks’ e la pubblicazione del suo primo libro – Words Words Words – un’antologia di testi, poesie e altri scritti. Ispirato dal centenario della Grande Guerra ha poi scritto e registrato ‘Riot of Spring’. Festeggiato il settantesimo compleanno il 26 gennaio del 2015, Ashley ha cominciato un nuovo viaggio lungo le strade della memoria rivisitando la musica dei suoi anni giovanili, quella che gli fece venire la voglia di imbracciare uno strumento e suonare.

Ha scelto di ristampare quello che potrebbe essere il disco più nostalgico del suo archivio, lo strumentale Twangin’ ‘n’ a-Traddin’ dell’Ashley Hutchings’ Big Beat Combo, originariamente uscito nel luglio del 1994. Ora viene ‘Rivisitato’ con l’aggiunta di tre canzoni che richiamano espressamente all’epoca pre-Beatles’ e ai sentimenti del giovane Hutchings che scopre contemporaneamente il rock‘n’roll e le ragazze.

Twangin’ ‘n’ a-Traddin’ rende omaggio alla pop music di fine anni Cinquanta inizi anni Sessanta, quando nella Top Twenty si potevano trovare tanti hits strumentali. “Quando ho iniziato a imparare il mio strumento tutti questi anni fa” racconta Hutchings nelle originali note di copertina, ”volevo emulare le sonorità di Johnny and the Hurricanes e del Bill Black’s Combo, non gli Spinners o del Kingston Trio.” Twangin’ ‘n’ a-Traddin’ presentava dunque strumentali rock ‘n’ pop insieme ad arie popolari e una manciata di pezzi originali di Hutchings che davano agli arrangiamenti la sensibilità del rock ‘n’ roll.

Un approccio evidente anche nella scelta dei musicisti che suonano nel disco. Amici di lunga data come Richard Thompson, Simon Nicol, Phil Beer e Simon Care, cui si aggiungono genuine e leggendari session men dei Sixties quali il chitarrista Colin Green, meglio noto come componente dei Blue Flames di Georgie Fame e il batterista Clem Cattini che ha suonato in tante produzioni classiche di Joe Meek. Tra queste la ‘Telstar’ dei Tornadoes, ai vertici delle classifiche pop americane, primo singolo britannico ad arrivarci tre anni prima della British Invasion. L’Hutchings’ Big Beat Combo, col grande Clem Cattini alla batteria e l’inaspettato penny whistle di Richard Thompson, riarrangia radicalmente ma in maniera eloquente ‘Telstar’ con altri classici hits – ‘F.B.I’ degli Shadows, ‘Walk Don’t Run’ dei Ventures e un medley da Duane Eddy.

Dopo averlo a lungo dimenticato, l’estate scorsa Hutchings prende dallo scaffale la sua copia di ‘Twangin’, toglie la polvere e lo fa suonare, bene e forte. “Mi sono ricordato quanto amassi quel disco. Poi ho realizzato che erano passati vent’anni dalla sua pubblicazione, un anniversario, e ho pensato che non sarebbe stato un bene sottovalutare e dimenticare un lavoro che può avere una nuova vita e una possibilità di essere nuovamente considerato.”

Una serie di coincidenze metteranno poi in contato Ashley con le Velveteens – tre ragazze dello Yorkshire che, fuori di scuola, si vestono, suonano e si esibiscono proprio come i gruppi vocali degli ultimi anni Cinquanta/primi Sessanta. Le ragazze hanno registrato due nuove canzoni – ‘The Boy With The Red Guitar’ e ‘(As I) Walked Out One Morning’. Queste due nuove incisioni, e l’evocativa e coinvolgente ‘Welcome To The World’ dello stesso Hutchings, una canzone che parla di ‘prime attrazioni, primi maldestri approcci e primo amore’, ora si ripresentano truccate a nuovo nel reintitolato Twangin’ ‘n’ a-Traddin’ Revisited la cui uscita è prevista per il 27 di aprile su etichetta Talking Elephant.

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ASHLEY HUTCHINGS è rappresentato in Italia da Geomusic.
Disponibile per concerti & festival. Infoline: 035/73.20.05 – 348/44.66.307