Artisti

BRUCE COCKBURN

CANADA
Bruce Cockburn (1945 Ottawa, Ontario) è sempre stato uno spirito irrequieto. Nel corso di quattro decadi, il rinomato artista canadese ha viaggiato ai quattro angoli del mondo, anche nei posti più pericolosi, per essere sempre più vicino alla verità.
“Una volta mia madre mi disse che avrei avuto un senso di morte, con quel mio andare sempre in quelli che lei chiamava quei posti orribili…” sorride Cockburn. “Ma non credo che le cose stessero così. Ho fatto questi viaggi perché volevo vedere le cose in prima persona ma anche per il mio senso dell’avventura.”
Small Source of Comfort, trentunesimo album di Cockburn, è la più recente avventurosa raccolta di canzoni di storie d’amore, di protesta e di scoperta spirituale. Il disco, principalmente acustico per quanto ritmicamente sostenuto, è ricco della miscela caratteristica del canadese, a base di folk, blues, jazz e rock. Come sempre, molte delle nuove composizioni vengono dai suoi viaggi e dal tempo passato in luoghi come San Francisco e Brooklyn, o la base militare canadese a Kandahar, in Afghanistan, annotando con le sue tipiche dettagliate osservazioni le varie esperienze umane.
“Each One Lost” e “Comets of Kandahar,” due dei cinque pezzi strumentali in scaletta, prendono spunto da un viaggio in Afghanistan del 2009. L’elegiaca “Each One Lost” è stata scritta dopo la partecipazione di Cockburn alle esequie in onore di due giovani militari canadesi uccisi quel giorno le cui bare erano state rimpatriate in Canada. Un episodio, racconta “tra i più tristi e maggiormente emozionanti cui abbia mai avuto il privilegio di assistere.”
“Ecco che arrivano i ragazzi morti, si muovono lentamente al passaggio delle cornamuse e delle preghiere e innaturali voci di comando” Cockburn canta solennemente in “Each One Lost”. Sopra una malinconica fisarmonica, il semplice coro esprime la gravità della canzone-inno: “ognuno che si perde è una parte vitale di te e di me.”
In contrasto, un brano solare riflette un senso dell’umorismo spesso sottovalutato: “Called Me Back” è una riflessione comica sulla frustrazione nell’aspettare una telefonata che non arriva mai. Intanto, gli ascoltatori sono attratti dal fascino di “Call Me Rose,” scritta dal punto di vista del disonorato presidente degli Stati Uniti Richard Nixon, che riceve la possibilità di redimersi reincarnandosi in una ragazza madre che vive in un alloggio popolare con due bambini.
La violinista di Brooklyn Jenny Scheinman è una delle due collaboratrici di Bruce in Small Source of Comfort. Scheinman, più nota per il suo lavoro con Bill Frisell e Norah Jones, regala abbellimenti da brivido a strumentali come “Lois on the Autobahn” e la bluesy “Comets of Kandahar” dallo swing zingaresco, un brano che Cockburn descrive in termini di “Django che incontra John Lee Hooker”.
Prodotto dal vecchio amico Colin Linden, all’album collaborano anche Annabelle Chvostek, cantautrice di Montreal con cui Cockburn ha scritto due canzoni in cui i due si esibiscono insieme negli armonici: l’introspettiva “Driving Away” e l’energetica e liberatoria “Boundless”. Oltre alle “nuove” Scheinman e Chvostek, Small Source of Comfort imbarca accompagnatori regolari come il bassista Jon Dymond, il batterista Gary Craig e il produttore Linden, che suona anche la chitarra.
Come sempre, anche quest’ultimo lavoro mostra un lato spirituale, che meglio si riflette nella conclusiva “Gifts”, canzone scritta nel 1968 ma incisa qui per la prima volta, e nell’iniziale “The Iris of the World” (con la bizzarra strofa “vado bene per cacciare arcobaleni, non tanto con le trote”). Ammissione questa che serve quale utile metafora per comprendere l’approccio di Bruce alla scrittura delle canzoni. “Andare avanti nella vita è come passeggiare a piedi lungo un fiume” spiega. L’occhio coglie piccole cose che brillano nell’acqua, i sassolini, le pietre e i relitti galleggianti. Io sono un po’ il rigattiere che non butta via niente, che viene a salvare questi riverberi. E qualche volta ci sono delle gemme che vanno a finire nelle canzoni.”
Le canzoni che, unitamente all’impegno umanitario, hanno portato a Cockburn una lunga lista di onorificenza, tra cui tredici Juno Awards, l’inserimento nella Music Hall of Fame canadese, un Governor General’s Performing Arts Award e vari riconoscimenti internazionali. Nel 1982, viene nominato a far parte dell’Ordine del Canada e viene promosso a ufficiale dello stesso ente nel 2002. Nel 2010, il festival Luminato onora il gran numero di canzoni scritte da Cockburn con un concerto-tributo con molti ospiti, tra cui il chitarrista jazz Michael Occhipinti, il folk-rapper Buck 65, i country rockers Blackie e i Rodeo Kings, le cantanti country-folk Sylvia Tyson e Amelia Curran, gli artisti pop Barenaked Ladies e Hawksley Workman e il trio folk-pop The Wailin’ Jennys.
Mai contento di riposare sui propri allori, Cockburn guarda ancora avanti: “Guardo piuttosto a quel che mi aspetta in futuro. I miei modelli per un sereno invecchiamento sono tipi come John Lee Hooker e Mississippi John Hurt, che non hanno mai smesso di lavorare sino alla fine, proprio quello che mi aspetto nel fare sempre meglio come musicista e come essere umano.” Small Source of Comfort, riflesso del mondo delle meraviglie di Cockburn in continua espansione, è il nuovo passo della sua evoluzione creativa.

Discografia:
- Bruce Cockburn, 1970
- High Winds, White Sky, 1971
- Sunwheel Dance, 1972
- Night Vision, 1973
- Salt, Sun and Time, 1974
- Joy will Find a Way, 1975
- In the Falling Dark, 1976
- Circles in the Stream, 1977
- Further Adventures Of Bruce Cockburn, 1978
- Dancing in the Dragon’s Jaws, 1979
- Humans, 1980
- Inner City Front, 1981
- The Trouble with Niormal, 1983
- Stealing Fire, 1984
- World of Wonders, 1986
- Big Circumstance, 1988
- Bruce Cockburn Live, 1990
- Nothing but a Burning Light, 1991
- Christmas, 1993
- Dart to the Heart, 1994
- The Charity of Night, 1996
- You Pay Your Money and You Take Your Chance, 1997
- Breakfast in New Orleans, Dinner in Timbuktu, 1999
- Live on World Cafe, 2002
- You’ve Never Seen Everything, 2003
- Speechless, 2005
- Life Short Call Now, 2006
- Slice O' Life, 2009
- Small Source of Comfort, 2011



 

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