Biografia - RUDIGER OPPERMANN’S KARAWANE
RUDIGER OPPERMANN suona l’arpa celtica, africana ed elettrica, e una miriade di strumenti etnici. Sulle scene da oltre un ventennio è considerato maestro dell’arpa celtica, sofisticato cultore di suoni, cesellatore della scena tedesca dell’arpa (è stato a lungo presidente dell’associazione arpisti tedeschi), nonché direttore spirituale di molti progetti multiculturali.
In numerosi viaggi attraverso l’Africa e l’Asia ha studiato a fondo la musica di quei popoli ed ha raccolto un insieme significativo di arpe etniche, che è anche in grado di suonare nei suoi innumerevoli concerti intorno al mondo. A questo si aggiungono alcune innovazioni di sua creazione, come la blues-meccanica, l’arpa oppetronica e l’inserimento sull’arpa di microstrutture di origine africana e indiana.
La sua “harp attack” è il gruppo tedesco d’arpa di maggior successo, nel cui sound trovano mirabile sintesi elementi di diverse culture etniche e sonorità tipiche della nostra epoca. Inevitabile il paragone con il più illustre Andreas Wolleinweider, dal quale si differenzia per un uso più insistito della materia etnica, frutto di una lunga ricerca. Innumerevoli registrazioni documentano il suo sviluppo da bardo celtico a musicista mondiale, alcune delle quali ai vertici delle classifiche europee di world music.
Accanto a lui è Jathinder Thakur, considerato il miglior suonatore indiano di tabla in Europa. Nessuno riesce ad ottenere di più da due tamburi. Sguardi increduli ed espressioni attonite sono la normale reazione davanti alle sue esibizioni. Egli proviene da un’antica famiglia di musicisti dell’Himalaya ed ha studiato dapprima con suo padre, poi con Allah Rakha, il celebre tablista al fianco di Ravi Shankar. Da alcuni anni risiede a Vienna, tiene concerti con i più importanti musicisti classici indiani ed insegna al Ali Akbar College of Music di Basilea.
Completa l’organico il tastierista Rainer Granzin, tedesco con esperienze diverse nell’etno jazz e certo pop.
Ultimamente l’organico spesso si amplia ad alcuni ospiti illustri ed assume, in taluni casi, la connotazione di “Karawane” esplorando le misteriose sonorità della lontana Mongolia, o “Fragile Balance” coinvolgendo mimi e ballerini.