ITALIA
“Guarda e impara un po’ a guardarti / che il tempo passa, senza fermarsi / e tu sei già abbastanza avanti”, scrive Ciuma in “No comment”, canzone tratta dall’ultimo cd dei Bevano Est, Ramingo. Che la musica popolare sia una solida base su cui costruire un futuro è ormai assodato, fiumi di parole si sono spesi sul senso e sull’utilizzo della tradizione, e sul significato stesso del termine. Ma a riprendere in mano la produzione dei Bevano Est si annusa subito, soprattutto per chi ha già assaggiato a suo tempo Gradisca o Fuoco Centrale, un profumo di attualità d’altri tempi che a distanza di anni stupisce come ritrovare un amico di scuola dal viso autorevolmente scavato dal tempo. Il quartetto romagnolo, che anni fa scelse uno dei non-luoghi per eccellenza come l’autogrill per collocare attraverso il nome il proprio suono, gioca a delocalizzare il baricentro del folk: l’organetto, la chitarra, i clarinetti e il violino dei nostri fotografano un paesaggio che scorre nei finestrini di una macchina in corsa, una specie di autostrada stretta e semplice tra le colline romagnole. La forza del gruppo sta nel loro essere visivi con il suono e l’orchestrazione: le musiche del passato, quelle del valzer e dei suoi temi portati in braccio su pedane di terra e vino, ma anche quelle del tango o del klezmer presi in prestito da popoli affini nell’urgenza del ballo, vivono di immagini sincere nei loro brani. Non per nulla anche con le colonne sonore sono a proprio agio: splendida quella di Il dolce rumore della vita di Giuseppe Bertolucci. Ed è questo che comunque ce li fa ascoltare con lo spirito aperto e partecipe con cui ci si avvicina alla musica popolare, anche nelle composizioni originali firmate Delvecchio o Bendi, nonostante la facilità di “disegno sonoro” li renda più vicini a compositori e orchestratori, piuttosto che ad esecutori o portavoce. Non è di sicuro folk revival, è una rivisitazione della tradizione attraverso il filtro della consapevolezza umana, più che della tecnica.
Il gruppo nasce nel 1990 come laboratorio di ricerca condotto da Riccardo Tesi, all'interno della Scuola di Musica Popolare di Forlimpopoli. Il lavoro è improntato sull'analisi strutturale, timbrica e melodica di un vasto repertorio etnomusicale. L'incontro con Hector Ulisses Passarella, uno dei massimi esponenti della musica Rioplatense porta all'interno del gruppo l'interesse per la cultura del Tango, oltre all'approfondimento dell'armonia, dell'interpretazione e soprattutto dell'espressione musicale. Nel concerto di Bevano Est la musica, popolare o di composizione, viene sezionata, reimpastata, a volte svuotata della sua essenza per poi rinascere e ritrovarsi più viva in una rincorsa di armonie e contrappunti. Di difficile etichetta, la musica spazia dal jazz allo swing, dal klezmer al folk con fluidità e coerenza.
Formazione:
BENDI VANNI - Chitarra
CASTIGLIA DAVIDE- Violino
CIGNANI GIAMPIERO - Clarinetto
DELVECCHIO STEFANO - Organetto Diatonico e Voce
Discografia:
Gradisca – 1993
Fuoco centrale – 1995
Ludla – 1998
Corone – 1998
Il dolce rumore della vita – 1999 (colonna sonora)
Ramingo – 2004