Artisti

JOE ELY BAND

USA
Tutti in fondo mitizzano la strada. Joe Ely invece ci vive. Chiamatelo come volete – un menestrello vagabondo, zingaro cowboy, visionario poeta scrittore di canzoni, o rocker casalingo e infuocato – comunque lo si definisca, Ely ha calcato tanti suoli nella sua vita. Ha veramente preso il treno (nientedimeno che un circo su treno), cercato la sua via nella campagna, saltato su navi dirette verso terre straniere, e cavalcato nella prateria. Tutto in una ricerca irrefrenabile della rivelazione che solo un viaggio può illuminare.

Questa sorta di desiderio impaziente appare naturale per un ragazzo di Lubbock, Texas, dove il piatto e polveroso paesaggio, il cielo senza fine e i vasti orizzonti hanno ispirato molte generazioni di gioventù creative per riempire tutto questo spazio vuoto con la musica, come fecero Buddy Holly, Waylon Jennings e Roy Orbison, come accade per Ely e i suoi soci Jimmie Dale Gilmore, Butch Hancock e Terry Allen. Come loro, Joe Ely ha provato a se stesso, prima che a un crescente numero di fedeli, che quando ci si misura col mistico atto della scrittura, del canto e della presentazione della musica, non c’è spazio per la finzione o l’inutile attesa. Da qualsiasi parte provengano, restano le tue emozioni che sai comunicare ogni sera. Questa scuola ha portato Joe Ely a girare il mondo predicando il vangelo della Roadhouse, magnificando le virtù del ‘in nessun altro luogo che il Texas’, dove la dura campagna e il più selvaggio rock and roll collidono sulla pista da ballo ogni sabato sera.

La prima pietra miliare è stata una band chiamata Flatlanders, formata a Lubbock più di vent’anni fa da Ely, Hancock e Gilmore. La loro visionaria mistura di country e rock li ha subito connotati come tre cantautori aldilà del proprio tempo, troppo sperimentali per Nashville.

Subito dopo viene la Joe Ely Band, il gruppo di Joe che ancora una volta mette insieme elementi country e rock trasformandoli in qualcosa di nuovo e completamente diverso, mostrando a tutti come con la fisarmonica o la pedal steel guitar si possa avere lo stesso tiro che avendo tra le mani una chitarra elettrica. In Inghilterra è accaduto con i Clash, i classici portabandiera del nascente movimento punk, che possono non aver avuto gli stessi valori culturali dei nostri Texani dell’Ovest, ma che certamente sapevano cosa volesse dire l’integrità.

Da allora, Ely si è guadagnato il rispetto degli amici e dei colleghi, compresa gente come Bruce Springsteen, che ha partecipato alle voci nel suo ultimo album, insieme al vecchio amico Jimmie Dale Gilmore, e al nuovo compagno Raul Malo dei Mavericks.

Quali siano le qualità che lo rendono meritevole l’attenzione, Joe Ely resta un originale Texano. Ad Austin, dove ora vive e lavora, c’è una quindicina di album e la volontà di tirarli fuori tutti in concerto, riservandogli uno status di prima grandezza.

Ma non importa certo quanto virtuose possano apparire tali qualità e associazioni, se viste in retrospettiva, e non conta quanto possa essere importante la sua carriera discografica e concertistica, tutte le qualità e gli elogi diventano ben presto semplici preludi che hanno portato alla costruzione di Letter to Laredo. In questa raccolta di canzoni, Joe Ely semplicemente presenta il risultato di tutte queste storie.

Canta le distanze, i fiumi e i ranch, roso da passioni e malinconie, nostalgia e amori non corrisposti. Canta dei viaggi che l’hanno portato dalle High Plains del West Texas agli oscuri e misteriosi flamenco bar dell’Andalusia spagnola, dove arabi, africani ed europei condividono le proprie influenze. E più di una volta è stato visto e ascoltato rincorrere anime e cuori a sud del Rio Grande.

La voce è quella di un uomo che parla fluentemente il patois degli honky tonk e dei jook joint, che può calamitare un pubblico attorno a un fuoco di campo fino allo sbocciare dell’alba, o ispirare gli ascoltatori a lanciarsi in un two-step o uno stomp. È una voce che può parlare tanto con un pistolero che con un innamorato, così come articolare quell’alto sentimento di solitudine che conoscono tutti quelli che hanno sofferto. E allora prendetevi una sedia e mettetevi addosso una coperta, o prendete l’autostrada. La scelta sta all’ascoltatore. Le canzoni che canta Joe Ely sono quelle che fanno il viaggio di ognuno degno di essere ricordato.

Discografia selezionata:
JOE ELY – 1977
HONKY TONK MASQUERADE – 1978
DOWN ON THE DRAG – 1979
LIVE SHOTS – 1980
TEXAS SPECIAL – 1981
MUSTA NOTTA GOTTA LOTTA – 1981
HI-RES – 1984
LORD OF THE HIGHWAY – 1987
DIG ALL NIGHT – 1988
LIVE AT LIBERTY LUNCH – 1990
LOVE AND DANGER – 1993
CHIPPY – 1995
LETTER TO LAREDO – 1995
TWISTIN' IN THE WIND – 1998
LIVE AT ANTONE’S – 2000
STREETS OF SIN – 2003
TEN IN TEXAS – 2003
HAPPY SONGS FROM RATTLESNAKE GULCH – 2007
SILVER CITY – 2007
LIVE CACTUS! (con Joel Guzmán) – 2008
SATISFIED AT LAST - 2011



 

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