ITALIA
Formatisi nel 1999 in occasione di una serie di concerti “unplugged”, i Rusties nascono da un'idea di Marco Grompi e Osvaldo Ardenghi, chitarristi e cantanti bergamaschi con esperienza ultraventennale nella scena rock non solo locale.
Da settembre 2001 i Rusties sono un vigoroso quartetto elettrico dedito esclusivamente al repertorio di Neil Young, con particolare attenzione alle sonorità espresse dal rocker canadese con i Crazy Horse. Dario Filippi (virtuoso bassista bergamasco già con Colori Sonori, Feel Hippie & Grumpy, Bacco il Matto, JailSound e moltissimi altri) e Paolo Guerini (giovane batterista bresciano già con Bacco il Matto) completano la line up. Il sound espresso dai Rusties è elettrico, rugginoso e abrasivo (il riferimento è a dischi di Neil Young coi Crazy Horse come Zuma, Rust Never Sleeps, Ragged Glory e Weld) e il loro show assume spesso i contorni di una festa all'insegna di un roccioso hippie rock elettrico dai marcati risvolti psichedelici (più di trecento le esibizioni in tutta Italia). I Rusties sono la più attiva e accreditata cover band italiana dedicata a Neil Young e hanno pubblicato due CD autoprodotti di cover younghiane, Rusties Never Sleep (2002) e Younger Than Neil (2005), ottimamente accolti da critica e pubblico. Recentemente sono stati invitati a partecipare all’album tributo dedicato ai Fairport Convention, Working Underground & Step Forward: A Tribute To The Early Fairport Convention (d’imminente pubblicazione l’etichetta inglese Free Reid) offrendo una reinterpretazione del traditional Matty Groves. Nel corso della propria esistenza i Rusties hanno condiviso il palco con numerosi artisti di caratura internazionale, tra cui Elliott Murphy, Andy White, Willard Grant Conspiracy, Dirk Hamilton, Cristina Donà, Stacey Earle & Mark Stuart, Sarah Pierce, Elizabeth Lee e Robi Zonca. Hanno partecipato a importanti festival e manifestazioni di respiro internazionale come Strade Blu Festival (edizioni 2004, 2005 e 2006), Roccerosse Blues Festival (Sardegna, 2005), 70’s Flowers Festival (Marche, 2005), Orange Blossom Special (Germania, 2006) e altri.
I concerti dei Rusties sono dei veri e propri happening musicali nei quali grande spazio è riservato a improvvisazioni e jam sessions e durante i quali si riascoltano nuove interpretazioni delle canzoni del grande rocker canadese che hanno fatto epoca affascinando più di una generazione, dai tempi di Woodstock a oggi.
All’occorrenza, i Rusties possono anche “tornare alle origini” riducendosi a duo acustico composto dai soli Grompi & Ardenghi (in questo caso: Acoustic Rusties), il cui repertorio (completamente differente da quello dei Rusties formato quartetto elettrico) è dedicato al lato più intimista e “bucolico” di Young, ovvero all’insegna della wooden music & good vibrations di album come After The Goldrush, Harvest e Comes A Time.
Nel 2009 esce il nuovo album “Move Along”, che vi presentiamo nella recensione di Davide Sapienza:
”Difficile pensare a una vicenda artistica che si avvicini a quella dei Rusties. Anzi, impossibile. Dieci anni girando l’Italia e l’Europa a “tributare” onori a Neil Young, riuscendo a essere “più Neil Young di Neil Young” in diverse riletture di gioielli perduti nell’immenso passato del canadese. E intanto, talenti che si divertono senza pressioni e che permettono al principale songwriter della band, nonché vocalist e chitarrista, Marco Grompi, di far uscire senza forzature uno stile dal grembo di una passione per la musica rock che risponde solo e soltanto a un imperativo: mi piace, lo faccio.
Non sono ragazzini, i Rusties: così il loro nome “rugginoso” assume un sorriso (auto)ironico, che non appena si inizia l’ascolto delle dieci canzoni si tramuta in una serenità, che è quella della quiete provocata dall’ascolto della musica come esperienza sensoriale e interiore slegata da ogni considerazione commerciale, modaiola, opportunistica.
Move Along, la cui title track è impreziosita dall’amica di lunga data Cristina Donà alla (splendida) voce, diviene veramente l’esortazione migliore per ascoltare quest’opera: muovetevi con noi lungo le piste che conducono agli angoli più segreti del cuore. Già, veniteci, lì dentro, perché non troverete intimismo lamentoso e individualista, ma un banchetto della condivisione di emozioni universali, scavi profondi riportati alla luce anche dopo anni di lavoro per essere, appunto, condivisi con chi ascolta, con chi sa ascoltare.
“Move along è andare oltre, spostarsi, è un muoversi non solo nello spazio e nel tempo, ma soprattutto nella mente,” dice l’autore di otto delle dieci canzoni, Grompi. “Ogni canzone ha una sua suggestione e quindi un suo suono, un’intenzione, un panorama sonoro a sé stante la cui organicità è data dalle persone che le interpretano e dall’accostamento in sequenza dei brani. Non una raccolta di canzoni, ma canzoni a raccolta”.
Così fu in principio, quando il rock era giovane. Il rock non è invecchiato, molti suoi protagonisti si. Molti addirittura nascono vecchi, anche se all’anagrafe sono ancora giovanotti. I “rugginosi” invece sono giovani, molto giovani, perché hanno osato credere a qualcosa che sta oltre il tempo, dentro la mente. Qualcosa che una volta era lo stimolo massimo del mondo dei dischi.
I Rusties ci provano con gioia, disinicanto, passione e fede: “Questa è un’autoproduzione vera e autenticamente indipendente: i brani sono stati pensati, scritti, arrangiati, suonati, registrati, missati, prodotti, masterizzati, stampati e distribuiti completamente in proprio (ovviamente with a little help from our friends)”.
Così Marco, Osvaldo (Ardenghi, autore di due brani), Dario (Filippi), Massimo (Piccinelli) e Paolo (Guerini) (più, oltre a Cristina, gli altri ospiti “Rusties onorari”: i chitarristi Robi Zonca e Paolo Filippi, la violinista italo-siriana Jada Salem e il percussionista Teo Marchese) ci consegnano un album che non è del 2009. Ma di quel momento magico che solo la musica proveniente dalla sorgente primordiale può svelarci.”
Formazione:
MARCO GROMPI - Voce e Chitarra
DARIO FILIPPI – Basso, voce
OSVALDO ARDENGHI – Chitarra, voce
PAOLO GUERINI – batteria
MASSIMO PICCINELLI - tastiere
Discografia:
Rusties Never Sleep – 2002
Younger Than Neil – 2005
Move Along - 2009