FLOOK IN ITALY

Dopo tanti anni, tornano in Italia, attesissimi, i Flook e il loro folk progressivo e fuori dai canoni classici, sempre avanti, sempre innovativo.

Saranno da noi il prossimo mese di luglio. Già fissate (ma in via di definizione) le date dal 4 al 6, disponibilissimi ad allungare il tour perché, comwe ci hanno detto: “Ci è sempre piaciuto suonare in Italia, e non vediamo l’ora di ritornarci, ancor più con l’estate!”.

disponibili per concerti, eventi e festival.

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Sebbene la loro prima uscita discografica, Flook! Live! (1997), sia già stata allora salutata come “l’album definitivo del flauto moderno” dall’Irish Times, i Flook fanno il loro ingresso vero e proprio sulla scena internazionale col primo album di studio, ‘Flatfish’, del 1999. Un disco che vede l’ingresso in formazione del maestro del bodhran John Joe Kelly, che va ad aggiungersi ai flautisti Brian Finnegan e Sarah Allen e al chitarrista Ed Boyd. ‘Flatfish’ viene salutato come “impressionante”, “notevole” e “qualcosa di vicino al miracoloso”, ma sono le esibizioni live che realmente catturano i cuori di chi li può guardare e ascoltare.
Il rapporto che lega i quattro musicisti, la sincera soddisfazione che ottengono col suonare insieme, risultano subito evidenti sia agli occhi del pubblico che a quelli della critica. ‘Rubai’ esce nel 2002 e ottiene la nomination da parte della BBC quale ‘Album Folk dell’anno’; universalmente applaudito tanto dai giornalisti che dagli amici musicisti, rafforza ulteriormente la reputazione dei Flook come una delle band più eccitanti e innovative della scena folk angloirlandese. Non è certo il virtuosismo a mancare tra le loro fila, ma l’impatto decisamente unico di questa band proviene dallo scambio intuitivo, quasi simbiotico, tra flauti, corde e pelli. Dopo aver girato in lungo e in largo per tutto il globo, i Flook continuano il viaggio con la loro eclettica miscela fatta di radici tradizionali e ritmi contemporanei, e la loro popolarità non smette di crescere.
Nel 2005 i Flook compiono dieci anni, e festeggiano l’anniversario con dieci speciali concerti in tutte le Isole Britanniche e con l’uscita dell’atteso terzo album di studio, ‘Haven’, sempre per la loro etichetta Flatfish, che viene nominato “Album strumentale dell’anno” da Liveireland.com.
I Flook si aggiudicano il titolo di ‘Miglior Gruppo dell’anno’ per il 2006 ai BBC Folk Awards.
Proprio quando stanno ottenendo un successo travolgente in tutto il mondo, e i loro tour senza sosta continuano a farli conoscere ovunque e ad allargare la già nutrita schiera dei fans, la band nel 2008 si impone una sosta, con Sarah Allen che lascia la scena per dedicarsi alla maternità e gli altri musicisti che continuano la propria attività in svariate formazioni.
Ora che le due figlie hanno qualche anno in più il quartetto torna al completo, e la ricostituita band si ripresenta in splendida forma alle platee di tutto il mondo col suo stile Irish Traditional/Folk/Fusion!

Venerdì 12 gennaio 2018, il gruppo posta una propria foto accompagnata da un’attesa comunicazione: “Inizia il nuovo anno e siamo a Bath per provare nuove arie”. E Lynette Fay, all’Ulster’s Folk Club di BBC Radio due giorni dopo descriva la band come “iconica, sempre innovativa, progressiva, versatile e brillante”.

Sono di nuovo in tour e il quartetto è ormai considerato il “supergruppo” del miglior folk progressivo celtico:
SARAH ALLEN – flauto, whistles, fisarmonica
Ha fatto parte di Barely Works, Bigjig, The Happy End Big Band e Waterboys
BRIAN FINNEGAN – flauti, whistles, bansuri
Ha fatto parte di Upstairs in a Tent (in origine Gan Ainm), Maalstroom, Aquarium e Kan
ED BOYD – chitarra, bouzouki, mandolino
Dal 2012 è membro stabile dei Lunasa, in precedenza ha fatto parte dei Red Ciel e vanta numerose collaborazioni con artisti e gruppi vari, sia sul palco che in sala d’incisione.
JOHN JOE KELLY – bodhran
Ha collaborato con numerosi artisti, tra cui Altan e Paul Brady.

Discografia:
– Flook! Live! – 1997 (ristamp. 2005)
– Flatfish – 1999
– Rubai – 2002
– Haven – 2005

“Nel pantheon dei gruppi folk anglo/irlandesi, non sono in molti a essere considerati come i Flook.”
Irish Post

“Negli Stati Uniti, la loro reputazione si avvicina al messianico…”
John O Regan, Irish Music Magazine

“Un tour de force di passione e virtuosismo.”
Sydney Morning Herald

“Infaticabile eleganza e costante creatività… bellezza che ammalia… evocativi e toccanti.”
Froots

“Se i Flook non vi sono familiari, dove siete stati fino ad ora?”
LiveIreland.com